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Funerale di Ludovica (13 anni), Padre Ferdinando: “L’amore di Dio per noi è eterno”

MONTEPRANDONE – “Voglio vedere Ludovica!”. Con queste semplici e dolci parole il cuginetto Lucio ha rotto il silenzio che si era creato nel santuario in attesa che il feretro giungesse. Un’esclamazione innocente che ha palesato un desiderio comune: tutti vorremmo ancora vedere Ludovica in mezzo a noi, con i suoi occhi vispi ed il suo sorriso dolce e paziente.

Si è aperto così il commosso saluto delle comunità di Monteprandone e Colonnella alla piccola Ludovica Mozzoni, morta all’età di 13 anni dopo una lunga battaglia contro una malattia incurabile. A celebrare le esequie è stato padre Ferdinando Campana, durante la Messa da lui presieduta oggi, Domenica 11 Ottobre 2026, alle ore 15:30, presso il santuario San Giacomo della Marca, a Monteprandone. Insieme a lui, guardiano dell’Oasi Santa Maria ai Monti a Grottammare, ha concelebrato anche don Armando Moriconi, parroco dell’Unità Pastorale Regina Pacis e Sacro Cuore di Centobuchi. Ha servito inoltre l’altare il diacono David Galassi. Presenti tra i banchi numerosi frati del santuario San Giacomo della Marca.

Una celebrazione partecipata ed intensa, segnata da una profonda commozione. A prendere parte al funerale della giovanissima ragazza, infatti, sono state centinaia di persone che hanno riempito non solo l’aula unica dell’edificio sacro, gremito per l’occasione, ma anche il piazzale esterno al santuario, dove erano presenti anche molti cittadini di Colonnella, dal momento che la madre della giovane era originaria della piccola cittadina abruzzese.

Presenti anche numerosi rappresentanti dell’Istituto Comprensivo Monteprandone “Carlo Allegretti”, in cui insegna la mamma di Ludovica, Debora Tosi, a partire dai docenti e dal personale ATA, fino ad arrivare agli alunni e alle alunne. Vicini alla famiglia anche i colleghi e le colleghe di lavoro del padre Andrea Mozzoni, responsabile di reparto presso Coop Alleanza di Porto d’Ascoli.

Ad accompagnare Ludovica nel suo ultimo viaggio terreno c’erano anche molti giovani: i compagni e le compagne della classe 3ª della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’IC Monteprandone; gli amici e le amiche di danza e nuoto che negli anni l’hanno conosciuta e che con lei hanno condiviso momenti di leggerezza e spensieratezza; i compagni e gli amici del fratello Leonardo, che frequenta il 4° anno del Liceo Scientifico “Antonio Orsini” ad Ascoli Piceno.

Tra i banchi della chiesa erano inoltre presenti anche le maggiori autorità civili dei due Comuni coinvolti: Sergio Loggi, primo cittadino di Monteprandone, Mirella Pontuti e Giorgia Piccioni, rispettivamente vice sindaca ed assessora del Comune di Colonnella. Entrambe le comunità in questi anni hanno seguito con affetto e vicinanza la difficile battaglia di Ludovica.

Un amore eterno

Nel corso dell’omelia, padre Ferdinando Campana ha detto:

“Ogni volta che c’è un momento come questo, quando c’è qualcuno che soffre, abbiamo la tentazione di pensare che sia tutto inutile. Ma non è vero! La vita viene dall’amore, dall’amore di Dio. Siamo stati voluti da qualcuno che, da sempre, ci ha voluto bene. E se siamo in un mondo, lo siamo perché qualcuno ci ha amato. Un anno, dieci, venti, cento anni: non cambia niente! L’amore di Dio per noi è eterno da sempre e è eterno per sempre“.

Ha poi proseguito il frate:

“Non dobbiamo mai pensare che la nostra vita sia inutile. Che siamo anziani o giovani, che siamo genitori o figli, che siamo sani o malati, la nostra vita è preziosa ed è un dono immenso del Signore.

E non dobbiamo mai pensare che Dio non ci voglia bene. Ogni volta che piangiamo e soffriamo, Lui non è distante e distaccato. Al contrario, piange con noi. In questo momento sta piangendo come ha fatto per il suo amico Lazzaro”.

Rivolgendosi poi soprattutto ai giovani e alla famiglia, padre Ferdinando ha invitato tutti a custodire il ricordo della ragazza, a trasformare il dolore in testimonianza di amore e solidarietà e a non perdere fiducia in Dio e nella vita che ha donato a ciascuno:

“Gesù non è venuto nel mondo per fare una passeggiata, ma per condividere con noi la vita, le gioie e i dolori.

Ora potreste pensare che tutto quello che avete fatto sia stato inutile. Invece ne è valsa la pena. Volerci bene, quando tutto va bene, infatti, è facile. Ma quando il dolore ci invade, è più difficile.

Allora vi dico: Ludovica non vi lascerà mai: come voi non avete lasciato lei, lei non lascerà soli voi. Vi dirà che vi vuole bene. Vi dirà: ‘Sii forte, papà! Sii forte, mamma! Sii forte, Leonardo! Io vi vorrò sempre bene!”.

E poi ha aggiunto con particolare forza:

“A volte siete venuti a pregare in questo santuario e oggi potreste pensare che sia stato inutile, che non sia servito a niente. Invece ne è valsa la pena! La grazia che avete ricevuto è stata la vostra fede, il vostro affidarvi a Gesù.

Quando c’è qualche difficoltà e quando neanche le lacrime ci sono più, ricordiamoci che qui, in questo santuario, ci sono Gesù, la Madonna e San Giacomo. Qui potrete trovare la pace, la fiducia e la speranza. Non pensate mai che con la morte finisca tutto! E tutto quello che avete donato a lei, ora potete donarlo per l’eternità!”.

Una comunità stretta intorno alla famiglia

Al termine della Celebrazione Eucaristica alcuni amici e parenti hanno voluto tracciare un ricordo della giovane.

Lo zio Andrea ha ricordato come il sorriso di Ludovica non si sia spento neanche lungo le corsie degli ospedali e come la forza dei genitori, Debora ed Andrea, abbia fatto sperare a tutti, fino all’ultimo, che Ludovica ce l’avrebbe fatta: “Anche se non è stato così, anche se non è andata come immaginavamo, nulla è stato tolto al percorso che abbiamo fatto insieme“.

Poi alcune compagne di classe e una docente hanno letto dei teneri e commossi pensieri di gratitudine.

A seguire, è stata letta una lettera della zia Alessia, che per Ludovica è stata “a volte come una mamma, a volte come un’amica, a volte come un’infermiera”:

“Ci hai insegnato la gioia di vivere, anche quando la vita ti ha messo a dura prova”.

La mamma di una compagna di classe di Ludovica ha ripercorso i momenti condivisi – pomeriggi insieme, risate, giochi -, per poi concludere :

“Tutto ciò che ti riguarda profuma d’amore. Ci lasci tanto. Tanto di tutto“.

È stata poi la volta dell’altro zio Andrea, che si è rivolto direttamente alla giovane salita in Cielo: “Ludovica, hai affrontato il tuo calvario con una forza incredibile ed hai insegnato agli adulti, a tutti noi, la resilienza. Solo i bambini possono avere questa forza! Io stesso, a 17 anni, sono stato costretto a rinascere. Ho mostrato tanta resilienza, ma in fondo provavo sempre molto dolore. Tu, invece, sei andata oltre. Eri già ad un livello superiore di conoscenza. Non era il tuo tempo quello di una vacua esistenza! Ora il tuo spirito è tornato libero nell’universo. Sono sicuro che tornerai a noi o noi torneremo a te, quando saremo pronti“.

Anche il pastore Angelo Bleve ha voluto esprimere il suo cordoglio alla famiglia: “Per me siete stati un esempio di fede”.

Ultimo ad intervenire è stato il parroco don Armando Moriconi, il quale ha detto:

“Desidero che possiate – ora e qui – sentire nei vostri cuori la voce di Gesù, che vi sussurra: ‘Coraggio, non abbiate paura! Ci sono io!’. E che la dolcezza infinita di Ludovica, che ho avuto il piacere di conoscere, possa asciugare le nostre lacrime e possa sostenerci nei nostri passi futuri”.

Infine due giovani della comunità hanno cantato, accompagnate dal suono della chitarra, il canto “Se la mia vita ti do”. Parole tanto dolci quanto potenti, che hanno commosdo tutti i presenti.

La storia di Ludovica

La storia di Ludovica Mozzoni aveva profondamente segnato il Piceno. La giovane di Centobuchi combatteva da anni contro un ependimoma anaplastico di grado 3, una grave patologia oncologica che l’aveva costretta a numerosi interventi chirurgici e a complesse terapie.

Nel corso della sua battaglia, la famiglia non aveva mai smesso di cercare nuove possibilità di cura. Grazie all’impegno dei genitori e al sostegno della comunità, Ludovica aveva potuto accedere anche a terapie sperimentali all’estero, in particolare in Germania, dove aveva effettuato trattamenti innovativi con cellule dendritiche. Dopo una prima infusione che le aveva consentito di vivere un periodo di relativa normalità, la malattia si era purtroppo ripresentata, rendendo necessario un nuovo percorso terapeutico.

Attorno a lei si era sviluppata una straordinaria rete di solidarietà. Cittadini, associazioni, parrocchie e istituzioni avevano promosso negli anni raccolte fondi, iniziative benefiche e campagne di sensibilizzazione per sostenere le spese sanitarie della famiglia. Anche il sindaco di Monteprandone, Sergio Loggi, aveva più volte lanciato appelli pubblici, affinché la comunità continuasse ad aiutare la bambina e i suoi genitori.

Purtroppo l’impegno dei medici, la forza della famiglia e l’affetto di migliaia di persone non sono riusciti a vincere la malattia. Tuttavia l’intera comunità continuerà a chiamare Ludovica “la piccola guerriera”, per la sua grande forza d’animo e per il sorriso invincibile che resterà per sempre nel cuore e nella mente di tutti.

Un amore che continua

All’uscita del feretro dal santuario, il cielo sopra San Giacomo della Marca si è riempito di palloncini bianchi lasciati volare dai bambini presenti. Un gesto semplice, ma carico di significato che ha rappresentato l’ultimo saluto della comunità a Ludovica.

Un saluto difficile, sia perché fatto da una comunità già fortemente segnata da altri lutti di giovani del territorio, sia perché tributato ad una ragazza che, seppur nella sua breve vita, è riuscita ad insegnare il valore della forza, della speranza e della solidarietà, lasciando un segno profondo nel cuore di tutti. 

Ne è testimonianza l’abbraccio collettivo con cui oggi la comunità ha voluto avvolgere i familiari di Ludovica. E, come hanno scritto i sindaci Sergio Loggi e Biagio Massi sui loro rispettivi social, rivolgendosi direttamente ai familiari, questo abbraccio non si limiterà alla giornata odierna:

“Non siete soli. Vi siamo vicini, oggi e nei giorni che verranno“.

Carletta Di Blasio:

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