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Myanmar: oltre 37 milioni di persone in povertà multidimensionale

Oltre 37 milioni di persone, pari al 68% della popolazione del Myanmar, vivono in condizioni di povertà multidimensionale o rischiano di precipitarvi. È quanto emerge dal rapporto “Layers of deprivation: multidimensional poverty in Myanmar” del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), pubblicato oggi. Anni di conflitto, sfollamenti, crisi economica e shock climatici hanno provocato quello che l’Undp definisce un “collasso simultaneo” di abitazioni, sanità, istruzione e mezzi di sussistenza. La situazione è particolarmente grave nello Stato di Rakhine, dove oltre due terzi della popolazione vive in povertà multidimensionale e quasi un terzo in condizioni di povertà grave. Oltre l’80% delle situazioni di povertà riguarda carenze nell’ambito della salute e delle condizioni di vita, tra cui accesso alle cure, abitazioni adeguate, acqua potabile e servizi igienici. A pesare sono anche il conflitto iniziato dopo il colpo di Stato militare del febbraio 2021, il terremoto del marzo 2025, le calamità naturali e l’instabilità economica. Il rapporto segnala inoltre che circa un milione di giovani potrebbe aver lasciato il Paese dal 2021, in una delle più consistenti perdite di capitale umano della storia recente del Myanmar. Quasi una famiglia su 2 che dipende dal lavoro occasionale vive in condizioni di povertà multidimensionale. Nel frattempo, circa una famiglia su 5 è esposta a rischi climatici quali alluvioni, cicloni, siccità e frane. “È una guerra senza vincitori. Tutti stanno perdendo”, ha affermato Kanni Wignaraja, direttrice regionale dell’Undp per l’Asia e il Pacifico, sottolineando che la ripresa “non può attendere la fine del conflitto”. Investimenti in lavoro dignitoso, istruzione, sanità, mercati locali e servizi essenziali, ha osservato, sono necessari per preservare le risorse umane di cui il Paese avrà bisogno per riprendersi.

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