Sono 201.217 le persone costrette a lasciare le proprie case in Yemen dall’inizio dei combattimenti, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Quasi tutti, 197.755, sono fuggiti dal 1 settembre. Gli sfollamenti interessano 10 governatorati: Ta’iz è il più colpito, con 114.708 persone, pari al 57% del totale, seguito da Lahj (42.264) e Aden (20.814). La crisi sta inoltre raggiungendo i Paesi vicini: oltre 3.700 persone sono fuggite via mare verso Gibuti, in gran parte donne e bambini. Per le famiglie sfollate la priorità è trovare un riparo (35%), seguita da cibo (33%), assistenza economica (22%) e protezione (10%). L’Oim avverte però che le risorse per rispondere all’emergenza stanno rapidamente diminuendo: il piano di risposta umanitaria per lo Yemen è finanziato appena al 20%, mentre le necessità aumentano. L’organizzazione chiede alla comunità internazionale finanziamenti immediati per garantire ripari d’emergenza, beni essenziali, acqua potabile, assistenza economica e protezione, e sollecita tutte le parti a tutelare civili e operatori umanitari e a consentire un accesso sicuro e senza ostacoli alle persone in difficoltà. Lo Yemen, ricorda l’Oim, vive una crisi prolungata dopo oltre dodici anni di conflitto.

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