ARQUATA DEL TRONTO – La Conferenza Regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il restauro e il risanamento conservativo della Chiesa di San Francesco, nella frazione Borgo di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), gravemente danneggiata dal terremoto del 2016-2017. L’intervento prevede un investimento complessivo di 3.798.053 euro.
La chiesa fa parte di un antico complesso conventuale francescano fondato nella seconda metà del XIII secolo lungo la via Salaria. Il sisma e le eccezionali nevicate del gennaio 2017 hanno provocato danni ingenti all’edificio, causando il collasso della copertura e del soffitto ligneo, il crollo parziale del muro di spina interno e di una porzione della struttura che separa il presbiterio dalla Cappella Bucciarelli.
L’approvazione del progetto rappresenta dunque un passaggio importante nel lungo percorso di recupero di uno dei luoghi simbolo della storia religiosa e civile di Arquata. Un intervento particolarmente significativo anche in vista dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. Dal 2026, inoltre, il 4 ottobre, festa di san Francesco, è diventato festa nazionale.
«Si tratta di un intervento molto atteso, che rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di recupero del patrimonio storico, culturale e religioso di Arquata, uno dei territori più colpiti dal sisma – sottolinea il commissario straordinario Guido Castelli –. Il progetto approvato punta al recupero integrale del bene monumentale attraverso il consolidamento delle strutture superstiti, la ricostruzione delle parti crollate e il restauro delle finiture storiche e delle opere artistiche presenti all’interno della chiesa. Ringrazio il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione guidata dal presidente Acquaroli, ma soprattutto gli arquatani, profondamente legati a questo luogo e che attendevano questo passaggio nodale».
Per il sindaco Michele Franchi, il recupero della chiesa assume un valore che va oltre la conservazione dell’edificio: «La Chiesa di San Francesco rappresenta davvero un baluardo importante del nostro territorio e un monumento di notevole pregio. Al suo interno custodisce preziosi affreschi e, soprattutto, la presenza di un estratto originale della Sacra Sindone, una testimonianza di straordinario valore religioso e storico che rende questo luogo ancora più significativo».
«Il risanamento e il ripristino della chiesa, con gli interventi necessari alla sua salvaguardia – prosegue il sindaco –, rappresentano quindi una notizia importante per Arquata e per tutta la comunità. Recuperare e proteggere un luogo così ricco di storia significa preservare la nostra identità e il patrimonio che ci è stato tramandato».
Il progetto si inserisce, secondo Franchi, in una prospettiva più ampia di rinascita del complesso: «Di pari passo, è importante procedere anche alla ricostruzione delle abitazioni dell’ex convento, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. Un progetto complessivo di recupero potrebbe diventare una bella opera per Arquata: salvaguardare la Chiesa di San Francesco e il suo patrimonio, valorizzare la presenza dell’estratto della Sindone e, allo stesso tempo, restituire vita agli spazi dell’ex convento».
Un intervento per restituire solidità e bellezza
Il progetto prevede una serie articolata di opere per garantire la stabilità dell’edificio e restituirgli la configurazione originaria. Tra gli interventi figurano il ripristino della continuità muraria attraverso opere di consolidamento, la ricostruzione delle porzioni crollate con murature in mattoni pieni e malta di calce, il recupero delle catene metalliche esistenti e il consolidamento delle fondazioni mediante cordoli in cemento armato affiancati alle murature perimetrali.
È prevista inoltre la ricostruzione della copertura con struttura lignea, il recupero del campanile a vela e il consolidamento degli archi della parete centrale mediante sistemi innovativi con reti in fibra di acciaio e basalto.
Particolare attenzione sarà riservata anche agli apparati decorativi e agli elementi storico-artistici conservati all’interno della chiesa. Tra questi, l’altare lapideo con il dipinto attribuito alla scuola di Cola dell’Amatrice, le decorazioni pittoriche superstiti, gli stucchi e gli elementi lapidei che hanno resistito al terremoto e ai successivi crolli.
Il progetto non punta, dunque, soltanto a ricostruire ciò che il sisma ha distrutto, ma a restituire alla comunità un luogo di fede, di memoria e di identità, recuperandone la struttura e valorizzandone il patrimonio storico e artistico. Per Arquata, la rinascita della Chiesa di San Francesco rappresenta così un ulteriore passo verso la ricostruzione del proprio tessuto comunitario.