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FOTO Vescovo Palmieri alle Suore: Come agnelli in mezzo ai lupi, al servizio del Vangelo

ACQUAVIVA PICENA – Giovedì 1° ottobre, festa liturgica di santa Teresa di Lisieux, è una data particolarmente importante per le suore della Congregazione del Piccolo Fiore di Betania. Il loro fondatore, il Servo di Dio Raymond Francis Camillus Mascarenhas, si ispirò infatti proprio alla spiritualità della santa di Lisieux, che divenne così Compatrona della Congregazione.

Per l’occasione, le suore del convento di Acquaviva Picena hanno pregato insieme al vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, Mons. Gianpiero Palmieri. Alla santa Messa hanno partecipato anche le religiose che svolgono il proprio servizio nei diversi ambiti della società al di fuori della Diocesi.

Nell’omelia, il vescovo Palmieri ha sottolineato quanto sia importante occuparsi della missione, un tema particolarmente caro a santa Teresa, vissuto seguendo l’esempio di Gesù: “Gesù invia i discepoli in ogni luogo, anche nelle zone pagane. Anzi, nella parte orientale del lago di Tiberiade, la zona che si chiamava “Decapoli”, erano tutte città pagane. Gesù raccomanda ai discepoli di mangiare tutto quello che sarebbe stato loro offerto e sappiamo che per gli ebrei non era facile, a causa di tutti i precetti alimentari. Aggiunge che la cosa più importante non era quello che avrebbero mangiato, ma l’incontro tra loro e i pagani.

L’invito di Gesù ai discepoli era di girare senza borsa, sacca e sandali, come dei poveri. Ciò significa che nelle case che li accoglievano abitavano figli della pace, perché non tutti sono disposti ad aprire le proprie porte ai poveri. L’importante è l’annuncio: Gesù si raccomandava di annunciare a tutti, a chiunque avessero incontrato, che il Regno di Dio è vicino.

I discepoli andavano come agnelli in mezzo ai lupi. Essi avevano tutti i poteri per fare miracoli, ma Gesù sottolineava che non dovevano mostrare il potere: dovevano viaggiare come poveri.

C’è un legame tra questo brano e santa Teresa di Lisieux. Ella aveva un grande desiderio di evangelizzazione e lo vive sapendo di essere piccola e povera. Santa Teresa sostiene la fatica evangelizzatrice della Chiesa offrendo la sua vita e la sua preghiera. Il Signore prenderà sul serio questa offerta.

Da alcuni scritti di santa Teresa troviamo la sua preghiera di donazione totale della propria vita, non “monete false”, ma “monete vere”. Lei sa che tutte le sofferenze che ha sostenuto nella vita sono servite affinché diventasse moneta vera per comprare le anime.

L’evangelizzazione chiede l’autenticità della nostra vita. La gente si rende conto subito se noi siamo vescovi, suore, laici solo a parole oppure se viviamo da veri cristiani, se siamo monete vere al servizio dell’evangelizzazione.

Chiediamo al Signore, per l’intercessione di santa Teresa, di sentire la stessa ansia che hanno avuto loro nell’annunciare il Vangelo e di essere “moneta vera”.”

Patrizia Neroni: