ASCOLI PICENO – Nel contesto delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026), Ascoli Piceno ospita questa sera, giovedì 1° ottobre alle ore 20.45, un appuntamento dedicato al rapporto tra il Santo di Assisi e uno dei massimi protagonisti della pittura italiana: Giotto.
“Francesco secondo Giotto. Da Assisi a Firenze” è il titolo dell’incontro che si terrà presso la Sala Morgante di Casa Regina Apostolorum, in via Lungo Castellano Sisto V, 56. Protagonista della serata sarà Roberto Filippetti, professore e studioso di iconologia, noto per le sue letture dei grandi cicli pittorici di Giotto ad Assisi, Padova e Firenze.
Marchigiano di origine, Filippetti ha insegnato dal 1977 a Padova e successivamente all’Università Europea di Roma. È autore di una trentina di libri e ha dedicato numerosi studi e incontri alla grande arte, raccontando a un pubblico ampio e diversificato opere e artisti come i mosaici di Ravenna, Caravaggio, Van Gogh e, soprattutto, Giotto. Nel corso della sua attività ha realizzato più di mille presentazioni in Italia e all’estero.
La Basilica di Assisi come una “Bibbia dei poveri”
Al centro della serata sarà il grande ciclo di affreschi della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, dove la vita del Poverello viene narrata per immagini. Una vera biblia pauperum: una narrazione insieme semplice e profondissima, destinata anche a un popolo che spesso non sapeva leggere e scrivere, ma che sapeva guardare e riconoscere nelle immagini la storia della salvezza.
Filippetti proporrà una lettura capace di andare oltre la semplice descrizione artistica. Attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie di visualizzazione e di una particolare modalità di esplorazione delle immagini, le scene dipinte saranno proiettate sul grande schermo, ingrandite e analizzate nei loro dettagli, mettendo in luce i particolari di maggiore intensità simbolica.
Il risultato è una vera e propria narrazione per immagini, nella quale la tecnologia viene posta al servizio della contemplazione dell’opera. Le immagini potranno essere osservate nella loro cromia attuale e, attraverso ricostruzioni virtuali, anche nella possibile veste originaria.
Non una spettacolarizzazione fine a se stessa, dunque, ma un modo per riscoprire la grande arte sacra come “splendore della Verità”, capace di parlare ancora oggi a bambini, ragazzi, giovani e adulti.
Giotto e il carisma francescano
Il legame tra Giotto e san Francesco è particolarmente significativo. Il pittore, ancora giovane, fu chiamato a rappresentare la vita del Santo nella Basilica Superiore di Assisi nell’ultimo decennio del Duecento, circa settant’anni dopo la morte del Patrono d’Italia. Alcuni decenni più tardi, Giotto tornò sul tema nella Cappella Bardi della Basilica di Santa Croce a Firenze, dove replicò la narrazione della vita del Poverello.
La presenza di temi e riferimenti francescani attraversa, del resto, buona parte della produzione dell’artista. Giotto lavorò in importanti luoghi legati all’Ordine: da Assisi a Firenze, da Rimini a Padova, da Pisa a Napoli. Anche nella celebre Cappella degli Scrovegni di Padova, dedicata a Santa Maria Annunciata della Carità, sono presenti riferimenti che richiamano il carisma di Francesco.
La serata ascolana diventa così anche un’occasione per riscoprire il rapporto profondo tra arte, fede e annuncio, in un’epoca nella quale le immagini costituivano uno dei principali strumenti attraverso cui la fede veniva comunicata e meditata.
Un legame particolare con Ascoli
L’appuntamento assume un significato particolare proprio nella città di Ascoli Piceno, profondamente legata alla presenza francescana.
Basti pensare alla chiesa di San Francesco, che con la sua architettura costituisce uno degli scenografici fondali di Piazza del Popolo, oppure alla figura di Niccolò IV, il primo Papa francescano, pontefice dal 1288 al 1292. Fu proprio sotto il suo pontificato che conobbe nuovo impulso la decorazione della Basilica Superiore di Assisi, destinata a culminare nel grande ciclo giottesco.
E ancora, tra i protagonisti delle 28 scene della vita di san Francesco rappresentate nella Basilica Superiore, compare frate Pacifico, al secolo Guglielmo Divini, anch’egli originario delle Marche. Poeta e compagno del Santo, è tradizionalmente collegato alla trasmissione e alla revisione della prima parte del Cantico delle creature.
L’incontro di questa sera vuole dunque intrecciare la storia di san Francesco, la grande pittura di Giotto e la memoria francescana della nostra terra, proponendo al pubblico ascolano una lettura dell’arte capace di restituire alle immagini tutta la loro forza spirituale.
Un appuntamento nel quale la bellezza non è soltanto da ammirare, ma può diventare una via per tornare a interrogarsi sulla fede e sul messaggio del Poverello di Assisi.
L’appuntamento è per questa sera, giovedì 1° ottobre, alle ore 20.45, presso la Sala Morgante di Casa Regina Apostolorum, in via Lungo Castellano Sisto V, 56, ad Ascoli Piceno.