Di Roberto Cestarelli
ASCOLI PICENO -Giovedì 8 ottobre la storica dimora “Saladini Pilastri” aprirà le sue porte alla città di Ascoli Piceno. Alle ore 16 saranno presentati alla cittadinanza i lavori di recupero e rigenerazione che hanno interessato uno degli edifici di maggiore rilievo del territorio, con un progetto destinato a coniugare la valorizzazione del patrimonio storico con nuove funzioni e servizi per la comunità.
Un intervento di ampio respiro che restituisce alla città non soltanto gli spazi della storica dimora, ma anche un importante patrimonio verde e un nuovo luogo destinato ad accogliere attività ricettive, sociali, sanitarie e culturali.
Novemila metri quadrati restituiti alla città
A illustrare la portata dell’intervento è il sindaco Marco Fioravanti: “Il progetto ha previsto il recupero di circa 9.000 metri quadrati di spazi pubblici, oltre alla valorizzazione di un giardino all’italiana di circa un ettaro. Un intervento che punta a coniugare la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico con nuovi servizi destinati alla comunità”.
Numeri che restituiscono la dimensione di un progetto che ha interessato un’ampia porzione del complesso e che mira a trasformare Saladini Pilastri in un nuovo punto di riferimento per la città.
Il giardino storico dedicato a Papa Niccolò IV
“Particolare attenzione – ha evidenzuiato il sindaco Marco Fioravanti – è stata riservata al giardino storico, completamente restaurato nell’ambito dei lavori. Lo spazio verde, che si estende per circa 10.000 metri quadrati e conserva le caratteristiche del giardino all’italiana, sarà intitolato a Papa Niccolò IV, il pontefice ascolano”.
Il recupero del giardino, infatti, rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’intervento e contribuisce a restituire alla città uno spazio di particolare valore storico e paesaggistico, rafforzando al tempo stesso il legame del complesso con la storia e l’identità cittadina.
Un polo di benessere sociale e socialità
Accanto al recupero del patrimonio storico, il progetto guarda alla nuova funzione che Saladini Pilastri avrà nella vita della comunità. L’immobile di Corso Giuseppe Mazzini diventerà infatti un polo di benessere sciale e socialità, mettendo insieme attività e servizi rivolti a diverse esigenze del territorio.
“All’interno della struttura – spiega l’assessore Marco Cardinelli – troveranno spazio un albergo a quattro stelle con 26 camere affrescate, un ristorante etico, un centro medico sociale e spazi culturali destinati alla cittadinanza”.
Accoglienza, inclusione e servizi
La nuova destinazione del complesso mette così insieme dimensioni diverse. L’albergo a quattro stelle, con le sue camere riccamente decorate, introduce una funzione ricettiva strettamente legata alla valorizzazione dell’edificio storico.
Particolare rilievo assume il ristorante etico, che sarà gestito da ragazzi con disabilità e rappresenterà uno degli elementi più caratterizzanti del progetto sul fronte dell’inclusione sociale.
A queste attività si aggiungeranno il centro medico sociale e gli spazi culturali, pensati per essere a disposizione della cittadinanza e ampliare le occasioni di incontro, partecipazione e socialità.
La nuova vita di Saladini Pilastri
Il progetto segna dunque una nuova fase per la storica dimora, nella quale il recupero architettonico si accompagna a un modello di utilizzo orientato alla comunità.
La sfida è quella di far convivere la memoria storica del complesso con funzioni contemporanee, trasformando un patrimonio restituito alla città in un luogo vivo, accessibile e capace di ospitare attività diverse.
L’appuntamento con la città
La presentazione dei lavori sarà aperta a tutta la cittadinanza e rappresenterà l’occasione per conoscere da vicino gli spazi recuperati, il giardino storico e le nuove funzioni previste all’interno della dimora.
Per motivi organizzativi, l’accesso alla struttura dovrà avvenire obbligatoriamente entro le ore 15, con ingresso da Corso Giuseppe Mazzini 234.
L’appuntamento, dunque, è fissato per giovedì 8 ottobre alle ore 16, quando Saladini Pilastri aprirà le sue porte per presentare alla città il risultato dell’intervento e il progetto che ne accompagnerà la nuova vita.





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