RIPATRANSONE – Il grande merito della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici è stato quello di aver saputo indagare la realtà circostante come il mondo interiore dell’individuo, in un percorso che ha messo in relazione esperienze e discipline diverse, accomunate da una stessa domanda: quanto possiamo conoscere di ciò che ci circonda e, allo stesso tempo, di noi stessi? L’esplorazione può infatti assumere forme differenti: può essere il viaggio geografico di chi, come Giuseppe Tucci, attraversa territori lontani per incontrare civiltà, lingue e tradizioni diverse; può diventare un percorso spirituale, come nella precedente esperienza tra Zen e Vangelo; oppure può rivolgersi verso il corpo e la persona, cercando nuove modalità di osservazione e interpretazione. Ed è questo il passaggio che avvia l’incontro con la dottoressa Carmen Fortunato. Infatti, dopo aver guardato verso l’Oriente e alle grandi esperienze dell’uomo di fronte all’ignoto, la rassegna porta l’attenzione su qualcosa di apparentemente molto più vicino: i nostri occhi. L’iride diventa il punto da cui partire per interrogarsi sul rapporto tra ciò che vediamo e ciò che siamo, tra osservazione esteriore e conoscenza di sé.
La serata sarà dedicata all’iridiologia, una pratica che, attraverso l’osservazione dell’iride, cercherà di individuare corrispondenze tra caratteristiche dell’occhio e aspetti dello stato generale della persona. L’iridiologia appartiene all’ambito delle pratiche olistiche e l’incontro sarà anche un’occasione per conoscere meglio questa disciplina, comprenderne l’approccio e approfondire il particolare rapporto che essa stabilisce tra osservazione dell’iride, corpo e persona. L’interesse non risiede soltanto nella pratica, ma anche nella possibilità di riflettere sul gesto stesso dell’osservare. Guardare significa scegliere cosa vedere, come interpretarlo e quali domande porci. In questo senso, l’occhio diventa anche una metafora della conoscenza: uno strumento attraverso il quale entriamo in relazione con il mondo, ma che può diventare anche il punto di partenza per rivolgere lo sguardo verso noi stessi. L’iride come luogo di osservazione, il corpo come territorio da conoscere e l’ascolto di sé come possibile forma di consapevolezza, saranno questi alcuni dei temi al centro del prossimo appuntamento di Indipendenti Ribelli e Mistici, l’apprezzata rassegna culturale ideata e promossa da Mara e Mario Vespasiani, che sabato 3 ottobre alle ore 18.30 ospiterà presso lo Studio d’Arte Mario Vespasiani di Ripatransone la dottoressa Fortunato, protagonista dell’incontro dal titolo “Cosa raccontano i tuoi occhi”.
La rassegna costruisce così una sorta di mappa del viaggio umano, nella quale il fuori e il dentro non sono dimensioni separate. Lontano e vicino, territorio e corpo, cultura e individuo, esperienza e riflessione possono diventare tappe di uno stesso percorso. L’esploratore che attraversa una terra sconosciuta e la persona che cerca di comprendere meglio se stessa compiono, in fondo, un gesto simile: si confrontano con qualcosa che non conoscono completamente e accettano di mettersi in discussione. L’iride, con i suoi colori, le sue caratteristiche e i suoi segni, diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui osserviamo noi stessi. “Cosa raccontano i tuoi occhi” invita infatti a spostare lo sguardo dal semplice dato estetico dell’occhio alla possibilità di considerarlo come una sorta di mappa da interpretare, secondo i principi propri dell’iridiologia. L’appuntamento con Carmen Fortunato si inserisce in una programmazione di grande originalità, che ha saputo mettere in relazione le arti, la spiritualità, la ricerca e la conoscenza, generando un percorso di grande interesse, nel quale discipline e personalità differenti vengono messe in aperto dialogo.
Dopo l’appuntamento dedicato alla spiritualità con padre Mazzocchi, tra Zen e Vangelo, e quello dedicato all’esplorazione con Maurizio Serafini, Indipendenti Ribelli e Mistici prosegue con un incontro che porta l’attenzione sull’individuo e sulla possibilità di leggere attraverso gli occhi una dimensione più profonda della persona. In linea con la direzione della rassegna: creare connessioni tra mondi apparentemente distanti, lasciando che siano le esperienze e le persone invitate a suggerire nuovi percorsi di riflessione. In questo senso lo studio di Mario assume un ruolo fondamentale: lo spazio non è soltanto la sede degli incontri, ma diventa parte integrante dell’esperienza, un luogo nel quale l’arte convive con il dialogo, la curiosità e il confronto, dove pubblico può “vivere” un ambiente che favorisce una partecipazione più diretta e personale. È proprio questa capacità di trasformare un centro d’arte in un punto d’incontro tra linguaggi differenti a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’impegno di Mario Vespasiani come promotore umano e culturale, ed Indipendenti Ribelli e Mistici ne è espressione concreta: un vero e proprio laboratorio di idee, aperto all’incontro tra persone, esperienze e saperi, dove la cultura diventa occasione di dialogo, scoperta e relazione.
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