SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sta per concludersi il fermo pesca per le marinerie tra San Benedetto del Tronto e Bari, ma il caro gasolio sembra inarrestabile. Il problema, infatti, resta evidente e la marineria sambenedettese si sta organizzando, perché insieme ad altre 42 marinerie, il prossimo 22 ottobre aderirà alla giornata di agitazione per segnalare alla società civile e ai media la questione.

“Siamo pienamente solidali con l’iniziativa che tutto il comparto italiano della pesca si accinge a realizzare – sostiene Massimo Sandroni, Direttore Cia Marche che ha istituito la sezione PescAgri – perché sta diventando sempre più difficile lavorare per i pescatori, nonostante il Governo stia cercando delle soluzioni. Dunque, è comprensibile, con il prezzo del carburante che oscilla tra 1,30 e 1,40 euro,  che la marineria sambenedettese, alla ripresa, stia cercando delle forme sostenibili sotto il profilo economico, come quella di lavorare solo in alcuni giorni di quelli settimanalmente possibili”.

PescAgri Cia “continua a sostenere l’importanza di un tavolo permanente – conclude Sandroni – per trovare soluzioni plausibili e di lungo periodo, visto che le condizioni che causano i rincari non sembrano destinate a risolversi a breve”.

 

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