L’Associazione Medici cattolici italiani (Amci) esprime “profonda adesione e totale sostegno” alle parole pronunciate da Papa Leone XIV a Lourdes, rivolte agli operatori sanitari, ai volontari e agli assistiti dell’Accueil Notre Dame, a Lourdes. In un momento storico in cui la tutela della fragilità viene messa a dura prova, il Pontefice ha richiamato il valore inviolabile della vita sottolineando che “la persona umana merita sempre dignità e rispetto, dignità che non può mai essere discussa”.
“Le parole del Papa rappresentano un faro per tutta la comunità medica e sanitaria”, dichiara il presidente nazionale dell’Amci, Stefano Ojetti. “Il Santo Padre ci ha ricordato con chiarezza cristallina il significato profondo della nostra vocazione: prendersi cura di chi soffre, accompagnando con tenerezza e sostenendo sempre più le cure palliative, anziché cedere alla tentazione di eliminare chi è nella sofferenza. ‘La vita va sempre difesa, ancor più se fragile’ e nessuna legge può intaccare questo principio universale”.

Nel suo intervento a Lourdes, il Papa ha ribadito un monito cruciale per il presente e il futuro della medicina: “Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana!

La medicina non potrà mai essere al servizio della morte programmata per ‘falsa’ compassione!”, ha sottolineato Ojetti. Un richiamo affinché la tecnologia e la scienza rimangano sempre al servizio dell’uomo e non diventino mai strumenti di selezione o soppressione della vita; ipotizzarne la fine anticipata come risposta alla sofferenza rappresenta un tradimento del giuramento d’Ippocrate: “Nessuna legge umana deve far perdere la certezza della dignità inalienabile di ogni persona”, prosegue il presidente Ojetti. “È in nome di questa dignità che la tentazione di togliere la vita per falsa compassione deve essere fermamente respinta. Ciò che è legale non è per ciò stesso morale e pertanto non può mai essere considerato lecito togliere la vita”.
Raccogliendo l’invito del Santo Padre, che ha sollecitato la comunità degli operatori ad essere “servitori appassionati della vita”, l’Amci rinnova il proprio impegno a fianco dei malati e delle loro famiglie: “Accogliamo l’appello del Papa a curare i corpi per curare anche le anime. I nostri ammalati non sono un peso, ma il cuore pulsante della nostra umanità. Come medici cattolici continueremo a batterci affinché la professione medica rimanga fedele al suo giuramento: difendere, curare e servire la vita in ogni sua fase, dal concepimento fino al suo termine naturale”.

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