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Grande festa per Elisa e Pravin: a celebrare il matrimonio il padre dello sposo

COLONNELLA – Una celebrazione dal sapore davvero speciale quella vissuta oggi, Domenica 27 Settembre 2026, alle ore 11:30, dalla comunità di Colonnella: nella splendida cornice della chiesa di San Cipriano, Elisa D’Emidio e Pravin Feliciani hanno pronunciato il loro “sì” davanti a Dio e alla comunità, accompagnati all’altare da una presenza d’eccezione, quella del padre dello sposo, il diacono Domenico Maria Feliciani.

La Santa Messa è stata presieduta dal parroco don Dino Straccia, mentre al diacono Domenico Maria Feliciani sono state affidate la proclamazione del Vangelo, l’omelia e l’assistenza al matrimonio del figlio Pravin e della nuora Elisa. Una modalità celebrativa alla quale la comunità locale è forse meno abituata, ma che appartiene pienamente alla disciplina della Chiesa. Il Codice di Diritto Canonico, infatti, stabilisce al Canone 1.108 che può assistere validamente al matrimonio anche un diacono delegato dall’Ordinario del luogo o dal parroco. Il canone 1111 precisa inoltre che Ordinario e parroco possono delegare sacerdoti e diaconi ad assistere ai matrimoni. In questo caso, “assistere” significa chiedere agli sposi la manifestazione del loro consenso e riceverla in nome della Chiesa.

Un particolare che ha reso ancora più intenso un giorno già carico di significato: dietro il ministro chiamato ad accompagnare due giovani nel Sacramento c’era infatti anche un padre che vedeva il proprio figlio iniziare una nuova famiglia.

“La vostra famiglia è una piccola Chiesa”

A rendere particolarmente partecipata la celebrazione è stata proprio l’omelia del diacono Domenico Maria Feliciani, a tratti divertente e familiare, a tratti commovente, ma soprattutto attraversata da una profonda sapienza teologica.

Al centro della riflessione, l’amore di Dio e la necessità, per ogni cristiano e ancor più per due sposi, di tornare continuamente a Lui. La conversione, ha ricordato il diacono, significa essenzialmente rivolgere nuovamente il cuore verso Dio, nella certezza di essere amati anche dentro le proprie fragilità e i propri errori.

Un amore che, però, non può rimanere soltanto parola o sentimento. L’omelia ha insistito infatti sulla concretezza dell’amore cristiano e sull’esempio di Gesù, che manifesta la propria grandezza facendosi servo. Da qui l’invito rivolto agli sposi a costruire il loro matrimonio sulla Parola di Dio e sull’imitazione di Cristo, imparando giorno dopo giorno il suo modo di amare e di servire.

“La vostra famiglia è una piccola Chiesa” – ha detto il diacono a Pravin ed Elisa -, una Chiesa domestica nella quale la fede non rimane qualcosa di esterno alla vita quotidiana, ma diventa il fondamento sul quale costruire il cammino insieme.

I tre consigli di un diacono, di uno sposo e di un padre

Nella parte conclusiva, il diacono Domenico  ha parlato ai due giovani non soltanto nella veste di ministro della Chiesa, ma attingendo anche alla propria esperienza di cristiano, sposo e genitore.

Il primo consiglio è stato quello della preghiera: “Pregate senza stancarvi“, ha raccomandato agli sposi, invitandoli ad affidare a Dio le necessità spirituali e materiali della nuova famiglia. Una preghiera semplice, confidente, capace anche soltanto di dire “Ciao Gesù, io sono qui“.

Il secondo grande consiglio emerso con chiarezza è stato quello di mettere l’Eucaristia al centro della vita matrimoniale e familiare. “Senza l’Eucaristia non possiamo vivere“, ha ricordato il diacono, spiegandone subito il senso più profondo: “Senza Cristo non possiamo vivere“.

Se i primi due ammonimenti sono stati diretti alla vita preso dei due sposi, il terzo ed ultimo consiglio è stato quel: “Fate sempre del bene! Agli amici e ai meno amici!“. Il diacono ha poi citato alcune parole di Santa Madre Teresa di Calcutta, figura molto cara alla famiglia anche per vicende personali e private.

Questo, dunque, il cuore dell’intera omelia: costruire la propria casa su Cristo, trasformando l’amore in gesti concreti, nella preghiera, nel servizio reciproco, nell’Eucaristia e nella carità.

Ed è proprio questo l’augurio che oggi la comunità di Colonnella e la redazione de L’Ancora rivolgono a Pravin ed Elisa: che possano custodire per tutta la vita la gioia di questo “sì”, continuando a costruire ogni giorno quella “piccola Chiesa domestica” evocata nell’omelia, un luogo abitato dall’amore, dal perdono, dalla fede e dalla presenza di Dio.

Tanti cari auguri anche al diacono Domenico, alla moglie Maria e ai genitori della sposa!

Carletta Di Blasio: