VENAROTTA – Una giornata di sport capace di raccontare anche il valore della comunità,  dell’inclusione e della ricostruzione sociale dei territori del cratere. È questo il  significato della gara tra Atletico Ascoli e Maceratese disputata a Venarotta, occasione  che ha riunito due importanti realtà calcistiche di territori colpiti dal sisma del 2016. 

La scelta dell’Atletico Ascoli di disputare a Venarotta le proprie gare del campionato  di Serie D assume un valore particolare anche alla luce degli investimenti realizzati  sull’impianto sportivo, interessato da interventi sostenuti attraverso risorse legate  alla ricostruzione. 

“Domenica a Venarotta ho visto una di quelle immagini che raccontano bene la  ricostruzione che vogliamo – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione  Guido Castelli –. Non soltanto opere, infrastrutture e sicurezza, ma anche comunità  che tornano a vivere, persone che si incontrano e territori che riescono a creare nuove  occasioni di socialità. Lo sport, da questo punto di vista, può rappresentare uno  straordinario strumento di coesione e di rilancio delle aree interne”. 

Un ruolo che, secondo Castelli, passa anche attraverso l’impegno del tessuto  imprenditoriale e associativo locale. “L’imprenditore Graziano Giordani crede  fortemente nella capacità dello sport e dell’associazionismo di contribuire alla  rinascita dei borghi. È una visione che condivido: per contrastare lo spopolamento e  rendere attrattivi i nostri territori servono certamente lavoro e servizi, ma anche  luoghi di aggregazione, associazioni, attività sportive e opportunità per i giovani”. 

La giornata è stata caratterizzata anche da un clima di grande cordialità tra le tifoserie.  Il sindaco di Venarotta e presidente della Provincia Fabio Salvi, ha accolto i sostenitori della Maceratese offrendo loro da bere, in un’atmosfera che ha ricordato il  tradizionale “terzo tempo” del rugby. 

Particolare significato ha avuto inoltre la presenza dei ragazzi di GNAM – Diversamente Buono, coinvolti insieme allo staff nella gestione del bar dello stadio. 

“Vederli protagonisti è stato uno dei momenti più belli della giornata – prosegue  Castelli –. È la dimostrazione concreta di come sport, lavoro e partecipazione possano  diventare strumenti di inclusione e autonomia. Ricostruire significa anche creare  comunità più aperte, capaci di riconoscere il valore e le capacità di ciascuno”. 

Castelli ha infine rivolto un ringraziamento alla famiglia Giordani, all’Atletico Ascoli,  alla Maceratese, alla Venarottese e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita  dell’iniziativa. 

“Anche attraverso giornate come questa possiamo rafforzare il legame tra le persone  e restituire vitalità ai nostri borghi. È una parte fondamentale della ricostruzione: dare  ai territori non soltanto edifici più sicuri, ma nuove ragioni per viverli e scegliere di  restare”.

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