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Sudan, il sistema degli aiuti umanitari rischia di collassare nelle prossime settimane

Il sistema degli aiuti umanitari in Sudan rischia di collassare nelle prossime settimane a causa della mancanza di finanziamenti.

È l’allarme lanciato ieri dalle agenzie delle Nazioni Unite, mentre il Paese affronta quella che l’Onu definisce la peggiore crisi mondiale per fame e sfollamento. Dal 2023 il Sudan è devastato dal conflitto tra le Forze armate sudanesi e le forze paramilitari di supporto rapido. Sono 8,6 milioni le persone ancora sfollate all’interno del Paese, mentre 19,5 milioni affrontano livelli di insicurezza alimentare di crisi. “Non possiamo semplicemente voltarci dall’altra parte rispetto alla popolazione del Sudan proprio quando ha più bisogno di noi”, ha dichiarato Amy Pope, direttrice generale dell’Oim-Organizzazione internazionale per le migrazioni, avvertendo che l’intero sistema umanitario potrebbe collassare nel giro di poche settimane se non si interviene subito. Anche il Pam-Programma alimentare mondiale segnala una situazione critica. Il direttore ad interim Carl Skau ha spiegato che il principale problema è rappresentato dai finanziamenti: senza nuove risorse, l’agenzia potrebbe essere costretta a ridurre significativamente gli interventi nelle prossime settimane. Attualmente il Pam raggiunge ogni mese tra 4 e 5 milioni di persone con aiuti alimentari, sostegno agricolo e assistenza economica. Nel frattempo, l’Oim avverte che le scorte di beni essenziali per ripari, servizi igienico-sanitari e assistenza d’emergenza potrebbero esaurirsi entro la fine di settembre. Nel Paese, nuovi attacchi con droni hanno provocato ulteriori spostamenti di popolazione. Le Nazioni Unite chiedono a tutte le parti di proteggere civili e infrastrutture e di garantire un accesso umanitario “rapido, sicuro, senza ostacoli e sostenuto” a tutte le persone bisognose.

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