
“Di fronte a queste tragedie dobbiamo, piuttosto che vivere nell’indifferenza, interrogarci sui drammi che nelle nostre comunità, soprattutto in queste di periferia, vivono tanti fedeli, tante famiglie che non riescono ancora a trovare un’apertura piena all’interno delle nostre comunità. Non siamo qui per dare delle risposte, siamo qui per affidare all’amore del Signore questa famiglia e guardare avanti con speranza perché, al di là delle logiche umane, Dio è misericordioso così come la Scrittura ci dice”.
Lo ha detto don Enzo Fiore, vicario parrocchiale della parrocchia di San Giovanni della Croce, nell’omelia dei funerali, svoltisi nella stessa parrocchia – presieduti dal vescovo del settore Nord di Roma, mons. Marco Valenti – di Valentina Pambianco, del marito Luca Abbasciano e della figlia Bianca di 5 anni, morti a Pietralata il 31 agosto scorso. “Noi vogliamo trasformare questo momento di dolore in un momento di speranza perché – ha detto il sacerdote – il cristiano non può continuare a vivere nella disperazione, ma deve vivere nella speranza. Dio non è il Dio della morte. Dio è il Dio della vita, e noi siamo chiamati a credere pienamente nella resurrezione”. Don Fiore ha evidenziato che una tragedia come quella di Luca, Valentina e Bianca “dobbiamo vederla con gli occhi della fede e dire ‘guardate che l’amore è talmente grande che una tragedia si trasforma in qualcosa di più grande’. Oggi vogliamo troppo, oggi siamo presi troppo dalle nostre situazioni, dalle nostre problematiche. Oggi non riusciamo più a scorgere le gioie e ansie di chi ci sta accanto”. E a margine della celebrazione, parlando con il Sir il sacerdote ha ribadito che il cristiano “non può continuare a vivere nella disperazione, ma deve vivere nella speranza. Dio ha detto di essere il Dio della Vita e non il Dio della morte e questa è la speranza”.




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