ASCOLI PICENO – «Siamo qui per festeggiare i 90 anni di Padre Gabriele che, solo per questo traguardo, ha dimostrato di essere tostissimo, poi i 70 anni di vita religiosa, nell’esempio di San Francesco, e i 50 anni di sacerdozio. Per questi numeri merita davvero un applauso». Con queste parole, colme di gioia e di gratitudine, il Ministro Provinciale, Padre Simone Giampieri, ha introdotto la celebrazione in onore di Padre Gabriele Puglia, che si è tenuta sabato 12 settembre, dalle 19:00, presso la chiesa del Cuore Immacolato di Maria ad Ascoli Piceno.

Il rito è stato presieduto dal Ministro Provinciale e concelebrato dal già citato Padre Gabriele e da Padre Floribert Punga Mavunda, parroco della chiesa del Cuore Immacolato di Maria, e animato dal coro che, per l’occasione, si è dimostrato davvero numeroso.

Le parole dei fedeli

Degna di nota è stata la grande affluenza di fedeli non solo di Ascoli, ma anche di Falconara e di Senigallia, realtà nelle quali Padre Gabriele ha prestato servizio prima di venire ad Ascoli. Questi ultimi, in particolare, si sono spesi in bellissime parole nei confronti del frate.

«Un grande uomo, che Dio lo benedica» e «Un uomo capace di essere vicino ai giovani e di saperli invogliare. Ricordo un anno in cui organizzò un pullman per andare in pellegrinaggio e moltissimi furono i giovani a presentarsi»: queste sono state le parole di una coppia di fedeli di Senigallia.

«È stato un uomo che ha seminato bene e ha raccolto altrettanto bene. Non mi stupisce tutta questa gente»: queste le parole di un uomo proveniente da Falconara.

L’omelia di Padre Giampieri e di Padre Gabriele

Lette le Letture del giorno e proclamato il Vangelo, ha preso la parola il Ministro Provinciale per l’omelia che, per l’occasione, non ha riguardato strettamente le Letture e il Vangelo, ma è partita da «un’esperienza personale. Io sono nato nel 1975 e Padre Gabriele è diventato sacerdote nel ’76 e una cosa che mi ha sempre colpito di lui è una dote che condivide con San Francesco: la giocondità, ovvero la capacità di ridere, sorridere e di mettersi in gioco, soprattutto con i giovani. Io all’inizio ero molto timido e non riuscivo ad entrare troppo in contatto con i ragazzi del catechismo; tuttavia, il lato gioioso di Padre Gabriele è stato per me un’ispirazione e, se oggi sono come sono, lo devo soprattutto al suo esempio. Un’altra cosa che sento il bisogno di aggiungere è che Padre Gabriele è un uomo buono e un grande sacerdote e, a nome di tutta la comunità dei frati, io dico grazie».

Viene lasciata la parola a Padre Gabriele che, tra l’emozione e la sua solita allegria, si prende del tempo per raccontare quelli che sono stati i punti salienti della propria vita, in particolare da quando «sono stato strappato da Controguerra per cominciare il noviziato. Concluso questo periodo, ho iniziato la mia vita come frate a Urbino, dove l’accoglienza non è stata delle migliori; tuttavia, non mi sono mai abbattuto. A 33 anni ho iniziato a prendere in considerazione l’idea di diventare sacerdote e ho deciso di affidarmi alla Provvidenza che, negli anni, mi ha sempre guidato, così come la Grazia di Dio Nostro Padre; infine, dopo 4 anni, ho ripreso gli studi in seminario e, dopo 6 mesi, sono diventato sacerdote. Il mio primo incarico è stato quello di vicario parrocchiale a Falconara, incarico che ho mantenuto per circa 10 anni; poi sono stato parroco a Senigallia per 16 anni e, infine, sono arrivato qui ad Ascoli, dove mi sono accasato e sono stato sopportato per 24 anni. Quando mi viene chiesto come io abbia fatto ad arrivare a numeri così grandi, rispondo che mi sono limitato a fare quello che Dio mi ha chiesto: sorridi anche quando dentro stai piangendo».

Infine, Padre Gabriele conclude l’omelia facendo riferimento alla Prima Lettura ed esortando a mettere da parte i rancori familiari e a procedere lungo la via del perdono.

Benedizione finale e ringraziamenti di Padre Gabriele

Conclusa la celebrazione con la benedizione finale impartita da Padre Giampieri, Padre Gabriele ha preso la parola per ringraziare i suoi confratelli che hanno concelebrato con lui la funzione, Padre Giampieri per aver celebrato e per le bellissime parole che ha speso nei suoi confronti sia all’inizio sia durante la Santa Messa. Ha poi ringraziato, uno a uno, tutti i parrocchiani che, negli anni, lo hanno sostenuto, supportato, sopportato e amato, così come lui ha amato loro a sua volta.

Piggiu conclude i suoi ringraziamenti esortando i fedeli a perdonare e a seguire il più grande insegnamento del Signore: «Amatevi come io amo voi».

Al termine della messa, i fedeli sono stati tutti invitati fuori, nel parcheggio della chiesa, per un momento di festa tutti insieme. Un momento di grande bellezza e tenerezza è stato l’intervento della banda musicale che, all’uscita di Padre Gabriele dalla chiesa, ha intonato il tradizionale “Buon compleanno”.

 

 

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