Pubblichiamo la nota del Vescovo Gianpiero Palmieri, del Sindaco Nicola Mozzoni e dell’Assessore Simona Alfonsi
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In merito alle notizie circolate nelle ultime ore riguardo a un presunto trasferimento della Caritas di San Benedetto del Tronto nella zona Agraria, riteniamo doveroso fare chiarezza: non esiste alcuna decisione, né alcun progetto definitivo, che preveda lo spostamento della Caritas in quella zona.
Il sopralluogo a cui si fa riferimento risale a un anno fa ed è rimasto un episodio isolato. L’Amministrazione comunale, insediatasi nel frattempo, ha affrontato immediatamente la questione. Da mesi, in stretta collaborazione con la Diocesi e con la Caritas, si sta lavorando per individuare una soluzione adeguata per l’accoglienza e, in particolare, per la realizzazione di un progetto dedicato al dormitorio. La zona Agraria non è coinvolta in alcuna decisione assunta in questo percorso.
Il servizio svolto dalla Caritas non riguarda esclusivamente le persone senza dimora, ma rappresenta una tematica complessa che coinvolge l’intera comunità cittadina. La gestione dei servizi per le persone in difficoltà abitativa è seguita dal Comune fin dal primo giorno, bilanciando il supporto ai fragili con la tutela e l’ascolto dei residenti nei quartieri interessati. Da parte sua, la Caritas diocesana, dimostrando grande attenzione alle preoccupazioni del vicinato, ha attivato un servizio di vigilanza a tutela della propria sede e della parrocchia circostante così come il Questore e il Prefetto si sono già attivati per risolvere il problema di un senza fissa dimora con disturbi che aveva creato difficoltà nel quartiere.
Siamo consapevoli delle preoccupazioni espresse dai residenti di Ponterotto e vogliamo ribadire la nostra vicinanza a quelle famiglie e a quei cittadini, così come siamo attenti alle esigenze e alle preoccupazioni di ogni altro quartiere della città. Per questo riteniamo fondamentale che ogni proposta passi attraverso un’approfondita e trasparente condivisione con la cittadinanza. Nessuna decisione passerà sopra le teste dei residenti: è lo stesso principio che ha indotto l’Amministrazione ad accantonare l’ipotesi del dormitorio nella casa del custode di villa Rambelli.
L’obiettivo che si intende perseguire non è trasferire un problema da una zona all’altra, ma individuare la soluzione migliore, capace di garantire dignità e accoglienza alle persone più fragili ma anche di assicurare serenità ai residenti.
Ribadiamo che il lavoro è in corso e nessuna decisione è stata assunta. Quando ci saranno elementi concreti, sarà preciso dovere comunicarli con chiarezza e trasparenza ai cittadini.





M.Cristina
Non usufruiscono della Carità solo i senzatetto! Alcuni nostri concittadini beneficiano dei servizi....Nemmeno questo dissuade dal desiderio di allontanamento?
Marta
A mio modesto parere, cambiare la sede della Caritas non risolverebbe affatto il problema, bensì si dovrebbero affrontare le medesime problematiche in altra zona. Una risoluzione potrebbe invece essere quella di rafforzare maggiormente le risorse a tutela dei residenti nella zona… Quanto al fatto che ad usufruire delle derrate alimentari siano anche i meno fragili, servirebbero maggiori e mirate segnalazioni (anche anonime) rompendo un muro di omertà ed indicando i nominativi di colore che sottraggono beni di prima necessità a chi versa effettivamente in condizioni estreme e privi di mezzi di sostentamento. La diocesi sta dando una mano, non so se vi siano forze dell’ordine che potrebbero essere coinvolte garantendo una maggiore sicurezza di tutto il quartiere. Potrebbe forse altresì aiutare a tenere maggiormente sotto controllo la delicata questione di cui trattasi, l’aumento di volontari a supporto, sensibilizzando maggiormente i cittadini sull’importanza del volontariato, con al loro fianco ovviamente della dovuta vigilanza h24, sí da non mettere in pericolo nessuno e di evitare che la zona diventi ancora meno sicura per la nostra città. Ma questo è il modesto e forse errato da parte parere di una privata cittadina.
Roberto
Sono un residente nella zona caritas,e posso confermare che la. situazione è insostenibile. Condivido pienamente il fatto che spostarla in un'altra zona non risolve il problema ma tenerla dov'è non è possibile per svariate problematiche già fatte presenti al comune più volte.
Andrea Girolami
Servirebbe una soluzione definitiva.