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RnS Marche, una giornata regionale di fraternità nel segno della pace

Di Vincenzo Vallese e Amalia Gasparrini – Delegati Regionali per l’Ambito Evangelizzazione Famiglie – RnS Marche

MARCHE – Pochi scatti fotografici raccontano meglio di molte parole la festosa Giornata regionale di fraternità delle famiglie, organizzata dal Rinnovamento nello Spirito Santo delle Marche e svoltasi a Matelica il 30 agosto 2026. Volti illuminati dalla gioia dello stare insieme sotto lo sguardo del Signore hanno fatto da cornice a una giornata vissuta in un luogo particolarmente bello per la fede dell’entroterra marchigiano: il Monastero delle Clarisse e il Santuario della Beata Mattia.

La giornata si è aperta con la preghiera comunitaria carismatica. Dopo l’invocazione dello Spirito Santo, il Signore ha donato al piccolo popolo di circa 140 persone, provenienti da diverse città del nord e del sud delle Marche, la benedizione contenuta nel libro dei Numeri (6,24-26): «Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace».

Ciascuno dei presenti ha ricevuto questa benedizione e, subito dopo, l’ha idealmente donata al fratello o alla sorella che aveva accanto, sulle note del canto Shalom. Con questa Parola profetica è stato introdotto il tema centrale della giornata: la pace.

A sottolineare concretamente questo impegno, ogni partecipante ha poi estratto da un cestino un bigliettino con il nome di una delle tredici diocesi marchigiane. Un gesto semplice e simbolico, attraverso il quale la preghiera per la pace potrà irradiarsi da Matelica verso tutta la regione. È stato questo l’impegno assunto dai partecipanti per i giorni successivi all’incontro.

La pace nel Vangelo e in san Francesco

A dare profondità al tema della pace è stato padre Pietro Maranesi, docente della Pontificia Università Antonianum e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi, teologo e studioso del francescanesimo.

La sua relazione, brillante e coinvolgente, ha proposto numerosi spunti a partire dai Vangeli e dagli scritti di san Francesco d’Assisi. Impossibile condensarne in poche righe tutta la ricchezza; alcuni passaggi, tuttavia, hanno offerto ai presenti importanti chiavi di lettura.

Partendo dal capitolo 20 del Vangelo di Giovanni, padre Maranesi ha ricordato l’incontro di Gesù risorto con i discepoli, ai quali rivolge il saluto di pace. Gesù si presenta mostrando le mani e i piedi feriti, come un uomo debole, che ha subito la violenza. I discepoli si trovano in un luogo segnato dalla paura e dallo smarrimento. La pace, per loro, consiste anzitutto nel ritrovare la presenza di Gesù.

È questa presenza a restituire loro identità e appartenenza e, proprio da questa esperienza, nasce una missione. Ricevere lo Spirito significa ricevere lo Spirito di Gesù, i suoi sentimenti e il suo modo di essere. Chi ha ricevuto il dono della presenza di Cristo diventa così capace di donare a propria volta, fino al perdono.

Il relatore ha poi richiamato il capitolo 10 del Vangelo di Luca, nel quale Gesù invia i discepoli come «agnelli in mezzo ai lupi», chiedendo loro di non portare né borsa né sandali. Un’immagine forte, che indica l’assenza di strumenti e strategie di potere. Di fronte al lupo, l’agnello non dispone di strategie: può soltanto essere lì.

La debolezza diventa così, nella prospettiva evangelica, la via per interrompere il dramma della violenza, della contrapposizione, dell’armamento e della paura nelle relazioni. Il Vangelo parla di un’umanità rinnovata in Cristo: dopo aver subito la violenza, Gesù non consegna ai suoi discepoli un messaggio di vendetta. Il frutto della risurrezione è, invece, la capacità di credere nella pace e di essere, come il sale, presenza di perdono nel mondo.

Il saluto di Francesco: «Il Signore ti dia pace»

Il tema della pace è stato quindi ricondotto alla spiritualità di san Francesco d’Assisi. Padre Maranesi ha ricordato in particolare il versetto 23 del Testamento, che contiene il saluto destinato a dare il titolo all’incontro di Matelica: «Il Signore ti dia pace!».

Il passo conclude la parte del Testamento dedicata alle memorie e alla fraternità. Francesco racconta di sé e dei compagni che si unirono a lui nel 1208, prima dell’approvazione della prima Regola, «perché vivessimo secondo la forma del santo Vangelo». In questo contesto afferma che il Signore gli rivelò di rivolgere questo saluto di pace.

Francesco riprende così il saluto di Gesù ai discepoli. L’annuncio del Vangelo ha come frutto la pace: un annuncio capace di guarire e di donare salvezza. Il Vangelo di Francesco e dei suoi frati, ha sottolineato padre Maranesi, non è quello della minaccia, ma quello del bene e della consolazione.

L’annuncio della pace, inoltre, risulta efficace quando è accompagnato da uno stile di vita coerente: uomini poveri, lieti della semplicità, capaci di alzare lo sguardo verso il cielo per lodare Dio e, nello stesso tempo, di vivere con semplicità e umiltà tra la gente e nel lavoro quotidiano.

Il mandato alla pace entra anche nella Regola del 1223, al capitolo terzo, dove Francesco richiama cinque atteggiamenti già presenti nel Testamento: «Consiglio, ammonisco ed esorto i miei frati nel Signore Gesù Cristo che, quando vanno per il mondo, non litighino ed evitino le dispute di parole, né giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti».

Per comprendere pienamente questo insegnamento, padre Maranesi ha richiamato anche l’incontro di Francesco con il Sultano durante il viaggio in Terra Santa nel 1219. Il Sultano accolse Francesco con gratuità e lo ascoltò. Ne nacque un dialogo fondato sul rispetto dell’altro. Nessuno dei due si convertì, ma tra loro nacque un rapporto di amicizia.

Un ulteriore riferimento è stato dedicato alla Lettera a un Ministro, nella quale Francesco propone indicazioni preziose a chi è chiamato a custodire la pace all’interno di una comunità.

La condivisione e l’esperienza della fraternità

Al termine della relazione, i partecipanti si sono suddivisi in dieci tavoli di condivisione per approfondire gli spunti proposti dal relatore. La pace è stata così considerata non soltanto come un ideale, ma come un modo di sentire e un modo concreto di agire. Il momento ha offerto l’opportunità di riflettere e, allo stesso tempo, di conoscersi e condividere esperienze.

Dopo il pranzo, consumato nel giardino del monastero, suor Rosa Maria, clarissa, ha raccontato la storia della Beata Mattia Nazarei, nata a Matelica nel 1253, lo stesso anno della morte di santa Chiara d’Assisi, quasi a evocare un ideale passaggio di testimone tra le due donne.

Proprio nel Santuario della Beata Mattia è custodito, sotto l’altare, il corpo incorrotto della Beata. Al termine del racconto, nel Santuario gremito, padre Pietro Maranesi ha presieduto la santa Messa, animata dai canti gioiosi del Rinnovamento nello Spirito Santo eseguiti da alcuni componenti della corale regionale.

La scoperta di Matelica e la «patente da mattu»

La giornata si è conclusa con la visita al centro storico di Matelica. Due volontari della Pro Loco hanno accompagnato il gruppo alla scoperta del Teatro Piermarini e delle terme romane sottostanti.

L’ultima tappa ha riservato un momento particolarmente curioso e giocoso. Intorno alla fontana della centralissima piazza Enrico Mattei, i partecipanti sono stati invitati a replicare i sette giri di corsa che nel Medioevo erano compiuti da coloro che erano dichiarati falliti. Al termine dei sette giri, le guide hanno consegnato ai partecipanti la «patente da mattu», firmata dal sindaco di Matelica.

Un piccolo dono simbolico che ha accompagnato i partecipanti sulla via del ritorno, assumendo anche un significato più profondo: per costruire la pace, forse, è necessario essere un po’ folli, capaci di andare contro la logica della contrapposizione e della violenza.

La giornata ha rappresentato così un’esperienza di fraternità, preghiera e condivisione, vissuta nel segno della pace e della spiritualità francescana.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Luigi Mattioli, coordinatore regionale del Rinnovamento nello Spirito Santo delle Marche, presente con la sua famiglia, al Consiglio regionale del RnS Marche che ha reso possibile l’incontro e a tutti coloro che hanno partecipato a questa giornata di grazia.

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