Il cortometraggio “Se non dici”, realizzato dagli alunni delle classi 3B e 3C della Scuola secondaria di primo grado “Mario Curzi” dell’Isc Centro di San Benedetto del Tronto, è tra i lavori finalisti del concorso nazionale “Da uno sguardo: film di studentesse e studenti sulla violenza contro le donne”. L’iniziativa è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 11 settembre all’Hotel Excelsior.
Giunto alla sua terza edizione, il concorso rientra nelle iniziative rivolte al mondo della scuola per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne e della violenza domestica. Attraverso il linguaggio cinematografico, studentesse e studenti sono stati invitati a raccontare percezioni, dinamiche e cause della violenza, ma anche a riflettere sulla possibilità di riconoscerla e interromperne il circuito.
È proprio attraverso lo sguardo degli adolescenti che “Se non dici” affronta il tema delle relazioni tra ragazzi e ragazze, restituendo emozioni, difficoltà e interrogativi che appartengono alla quotidianità dei giovani.
«A 13 anni la difficoltà di relazione tra maschi e femmine non è un “tema”: è qualcosa che vivono addosso ogni giorno – spiega il professor Riccardo Massacci, che ha coordinato la realizzazione del cortometraggio –. Per questo ho chiesto loro di “abitare” quel pensiero, di dargli corpo attraverso lo sguardo e il movimento».
Un percorso nel quale i ragazzi non hanno dovuto interpretare personaggi lontani da sé, ma partire dalla propria esperienza. «Non hanno dovuto inventare un personaggio, perché ognuno di loro era già personaggio. Non ho dato indicazioni tecniche, ho dato fiducia».
A fare da filo conduttore al cortometraggio è la canzone che accompagna le immagini e diventa, spiega Massacci, la voce dei ragazzi e delle ragazze: uno strumento capace di unire il gruppo, permettendo a tutti di sentirsi protagonisti e di condividere lo stesso clima emotivo.
«Non è stato semplicemente un laboratorio – conclude il docente –. È stata un’esperienza che ricorderanno».
Ora, per gli studenti della Curzi, l’esperienza compie un ulteriore passo: il loro lavoro arriva sul palcoscenico della Mostra del Cinema di Venezia, portando con sé una riflessione sulla relazione tra adolescenti, sul valore dell’ascolto e sull’importanza di trovare il coraggio di parlare.