Di Giuseppe Mariucci
MONTELPARO – Dopo anni di attesa, lavori e silenzio, la Chiesa di Santa Maria in Camurano di Montelparo è finalmente tornata a spalancare le sue porte alla comunità. La riapertura del prezioso santuario agreste, rimasto chiuso a seguito degli interventi di ricostruzione resi necessari dal sisma, ha restituito alla popolazione un luogo caro alla fede, alla memoria e alla tradizione locale.
È stata una giornata di festa e, soprattutto, di rinascita. Il ritorno alla piena fruibilità di questo autentico capolavoro d’arte e di devozione rappresenta infatti un momento significativo non soltanto per Montelparo, ma per l’intero territorio, che riconosce nella chiesa di Santa Maria in Camurano una parte importante del proprio patrimonio religioso e culturale.
Alla solenne riapertura erano presenti il vescovo delle diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto e Ascoli Piceno, mons. Giampiero Palmieri, che ha presieduto la Santa Messa, il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il viceprefetto aggiunto di Fermo Valerio Di Rollo, il sindaco di Montelparo Fabio Antolini e il priore-parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo, don Alfonso Rosati.
Numerosa la partecipazione dei fedeli e dei cittadini, accorsi per condividere un appuntamento atteso da anni. Non è mancata neppure l’attenzione dei mezzi di comunicazione, con la presenza di diverse testate giornalistiche e della RAI – TGR Marche, che ha dedicato all’evento un servizio televisivo.
Dopo i saluti istituzionali, le autorità hanno espresso la propria emozione e meraviglia nel poter ammirare, anche in questa occasione, la bellezza di un monumento che racconta secoli di fede e di storia. Un patrimonio che il terremoto aveva ferito, ma che la ricostruzione ha permesso di riconsegnare alla comunità.
Il momento più significativo è stato l’apertura ufficiale della porta del santuario, compiuta dal vescovo Palmieri insieme a don Alfonso Rosati. Una porta che torna ad aprirsi diventa immagine di una comunità che riprende il proprio cammino e di una fede che, nonostante le difficoltà, continua a custodire i luoghi della propria storia.
La visita all’interno della chiesa ha suscitato nei presenti sentimenti di stupore e ammirazione. A seguire, il vescovo ha presieduto la celebrazione eucaristica e ha impartito la benedizione al luogo sacro, accompagnando così la riapertura con un momento di preghiera e di rendimento di grazie.
A rendere ancora più intensa la celebrazione sono stati i canti della Corale montelparese “Gregorio Petrocchini”, che ha accompagnato la liturgia con un repertorio particolarmente dedicato alla Vergine Maria.
La giornata si è conclusa in un clima di fraternità con un momento conviviale, seguito dalla ormai tradizionale “Ruota della Fortuna”, che ha riportato la festa anche nella sua dimensione popolare e comunitaria.
La festa della Natività di Maria
La celebrazione è proseguita nella mattinata di domenica 6 settembre, quando la comunità ha vissuto la festa della Natività della Beata Vergine Maria, una ricorrenza profondamente radicata nella tradizione di Montelparo.
Particolarmente suggestiva è stata la processione delle canestrelle, colme dei prodotti della terra e portate dai bambini, dalle loro famiglie e da numerosi adulti. Un’antica usanza che, ancora una volta, ha unito generazioni diverse e ha permesso di tramandare un patrimonio di fede e di tradizioni che affonda le proprie radici nella storia della comunità.
Al termine della processione è stata celebrata la Santa Messa, presieduta da don Alfonso Rosati, priore-parroco di San Michele Arcangelo. Anche in questa occasione la Corale “Gregorio Petrocchini” ha accompagnato la celebrazione con i suoi canti dedicati alla Vergine Maria, contribuendo a creare un clima di intensa partecipazione e devozione.
La festa ha poi assunto i colori della tradizione popolare, con il consueto appuntamento gastronomico presso il pescivendolo, dove in molti hanno potuto gustare il tradizionale e apprezzato pesce fritto.
Una comunità che ritrova la propria casa
La riapertura di Santa Maria in Camurano va dunque ben oltre la conclusione di un intervento edilizio. Riconsegnare una chiesa significa restituire alla comunità un luogo nel quale riconoscersi, pregare, celebrare e custodire la memoria delle generazioni che l’hanno preceduta.
Per questo il ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile il ritorno della festa dopo gli anni di sospensione imposti dai lavori di ristrutturazione: ai festaroli della contrada, alla parrocchia di San Michele Arcangelo, all’Amministrazione comunale, alle associazioni montelparesi e ai tantissimi volontari che, con disponibilità e passione, hanno contribuito all’organizzazione.
La loro opera testimonia ancora una volta quanto una comunità sappia mobilitarsi quando si tratta di custodire e valorizzare ciò che appartiene alla propria storia e alla propria fede.
Santa Maria in Camurano è tornata così a vivere. Le sue porte sono nuovamente aperte e il suo santuario può tornare a essere luogo di preghiera, incontro e festa.
L’appuntamento, naturalmente, è già per il prossimo anno, con la certezza che la tradizione continuerà a crescere e a coinvolgere sempre più persone. Perché quando una comunità ritrova i propri luoghi e le proprie radici, non celebra soltanto il passato: costruisce insieme il proprio futuro.