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Iraq, card. Sako: “il dialogo cristiano-islamico è un dialogo di destino e di futuro”

(Foto Calvarese/SIR)

“Adottare una moderna Costituzione civile che distingua tra religione e Stato. Consolidare il rispetto reciproco tra le religioni. Promuovere i valori umani e nazionali condivisi. Vigilare sul discorso religioso e contrastare l’incitamento all’odio e il fanatismo e, infine, introdurre la storia delle religioni nei programmi scolastici”: sono le cinque proposte del card. Louis Raphael Sako, patriarca emerito di Baghdad, per favorire un dialogo interreligioso capace di edificare una società laica, fraterna e inclusiva. In una nota pervenuta al Sir, il cardinale scrive che “il dialogo cristiano-islamico è un dialogo di destino e di futuro”, ricordando come il mondo sia segnato da tensioni, estremismi e da una crescente difficoltà ad accogliere l’altro e le sue differenze. Secondo Sako, “il destino dell’umanità dipende dal dialogo tra le religioni”, chiamate a essere punti di riferimento spirituali, culturali e civili. Da qui l’invito a non confondere l’Islam con il terrorismo: “l’Islam è una cosa, l’Isis è un’altra”, ribadisce, richiamando un suo intervento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2015. Per il cardinale, il dialogo autentico “avvicina le posizioni, valorizza ciò che accomuna e riconosce ciò che distingue”, contribuendo a superare pregiudizi, sospetti e divisioni. Sako distingue il dialogo teologico dal “dialogo della vita”, fondato sull’amicizia e sulla comune appartenenza alla famiglia umana. “Siamo fratelli nell’umanità e cittadini della stessa patria”, scrive, indicando nella pace, nella libertà, nella dignità e nella convivenza gli obiettivi condivisi da cristiani e musulmani. La pace, aggiunge, “non è soltanto un desiderio, ma una scelta, una cultura e un impegno costante”. Il patriarca emerito ricorda anche l’esperienza di dialogo a Mosul, Kirkuk e Baghdad, dove nel 2017 promosse una Commissione per il dialogo cristiano-islamico con studiosi musulmani e rappresentanti yazidi e sabei. Guardando all’Iraq, auspica una vera riconciliazione nazionale e la costruzione di “uno Stato della cittadinanza, del diritto e dell’uguaglianza”. Il dialogo cristiano-islamico, conclude, “non è un lusso intellettuale né una semplice attività protocollare, ma una necessità nazionale e umana”.

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