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Fosso dei Galli, centinaia di persone alla serata “Solidarietà No Limits”. Il racconto di Enrico Cosenza

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La serata di Lunedì 17 Agosto 2026 ha segnato, ancora una volta, un momento decisivo per la comunità di San Giacomo della Marca, in contrada Fosso dei Galli, a Porto d’Ascoli: non solo l’avvio della tradizionale festa parrocchiale e della Sagra della Frittella, ma soprattutto il ritorno di “Solidarietà No Limits”, un appuntamento che sta diventando un vero manifesto di come stare tutti insieme, in modo accogliente ed inclusivo. Nonostante il cielo incerto e la pioggia che ha minacciato di spegnere l’entusiasmo, centinaia di persone provenienti dalle due Diocesi Picene hanno scelto di esserci, di condividere un tempo di incontro, di ascolto e di festa.

Volentieri pubblichiamo la testimonianza di un volontario che ha partecipato all’organizzazione e alla realizzazione dell’iniziativa, Enrico Cosenza.

Lunedi 17 Agosto scorso si è svolta la 2° edizione dell’evento denominato “Solidarietà No Limits“, che ha aperto la tradizionale festa della parrocchia e la 17° Sagra della Frittella. All’evento abbiamo invitato le associazioni di volontariato di ambedue le Diocesi Picene e, con grande orgoglio e gratitudine, possiamo dire che sono state diverse centinaia le persone che sono intervenute per fare festa insieme a noi.

Alle ore 18:30, nella chiesa parrocchiale, tutti abbiamo partecipato alla Messa, durante la quale il nostro parroco don Marco Farina ha saputo trovare, nel profondo del suo cuore, la giusta ispirazione per le parole dette nella sua omelia. Parole che ci hanno colpito e che non dimenticheremo.

Poi ci siamo spostati all’esterno per consumare insieme la cena offerta e per assistere agli spettacoli organizzati.
Gli attori e le attrici del Centro Caritativo Interparrocchiale di Porto d’Ascoli hanno messo in scena il recital “Il viaggio dei desideri”, durante il quale ci hanno trasmesso i loro sogni ed aspirazioni di vita, mentre poi i gruppi musicali “Sband” e “NoName” hanno riproposto magnificamente alcuni pezzi storici della musica leggera italiana.

Alla serata sono stati presenti il sindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, che ha anche dato una mano a servire le frittelle appena sfornate, e l’assessora ai servizi sociali Simona Alfonsi.

Durante la presentazione dell’evento lo speaker Andrea Bovara ha ricordato come lo scorso anno eravamo partiti un po’ in sordina, timorosi di realizzare qualcosa che, temevamo, potesse non piacere o che magari, al contrario, ci sarebbe sfuggito di mano. Ed invece ne era venuta fuori una serata piacevole, di accoglienza ed allegria, durante la quale le barriere, spesse volte solo mentali e culturali, le avevamo lasciate fuori e tutti ci eravamo sentiti responsabili e partecipi dello stare bene gli uni degli altri.

Pio Traini, presidente di San Giacomo della Marca O.D.V., organizzazione di volontariato appena costituita in parrocchia, che è fonte ispiratrice e motore con i suoi volontari degli eventi di solidarietà che vengono realizzati, nel suo intervento ha richiamato una frase di Papa Francesco ed ha affermato che l’uomo dovrebbe guardare il proprio simile dall’alto solo nel momento in cui gli porge la mano per aiutarlo a risollevarsi.

Quando parliamo di accoglienza delle persone con disabilità, spesso cadiamo nell’errore di considerarla un atto di generosità o addirittura di pietà. Pensiamo al supporto, all’assistenza o all’inclusione come ad un senso del dovere, come ad una concessione benevola che la società fa a chi è meno fortunato. Ma questo approccio, per quanto mosso da buone intenzioni, nasconde un errore di fondo: l’accoglienza non è un atto di carità, bensì il riconoscimento fondamentale di un diritto e di una pari dignità umana.
La civiltà di una società non si misura dai suoi successi economici o da chi corre più veloce. Si misura, al contrario, dalla sua capacità di camminare alla velocità degli ultimi, di non lasciare indietro nessuno e di accorgersi di chi fa fatica ad andare avanti. Una società che corre spedita, senza voltarsi indietro, è una società efficiente, forse, ma profondamente poco umana, perchè non tiene conto che prima della disabilità, prima della carrozzina, prima di qualsiasi deficit cognitivo o sensoriale, c’è la persona.
Una persona con una propria identità, con sogni, desideri, potenzialità e talenti preziosi, proprio come quelli delle ragazze e dei ragazzi che la sera del 17 Agosto scorso, recitando e suonando, ce ne hanno offerto dimostrazione.

Anche quest’anno abbiamo scelto di iniziare la tradizionale settimana di festa della nostra parrocchia di San Giacomo della Marca dando la precedenza a questa serata, per la quale ci siamo preparati a lungo, come amiamo fare sempre, perché noi desideriamo essere una comunità che accoglie e valorizza le disabilità, che impara a rallentare, ad ascoltare e a scoprire nuove forme di comunicazione e di solidarietà.

Vogliamo essere una comunità in cui tutti, nessuno escluso, possano sentirsi al sicuro, compresi, ascoltati e necessari. Una comunità che, come ha scritto in una chat delle associazioni don Giorgio Del Vecchio, responsabile della Pastorale per le persone con disabilità e/o neurodivergenze per le Diocesi del Piceno, ha fatto della solidarietà il suo stile di vita.

Tutto è andato alla perfezione e ne siamo contentissimi! E siamo certi che il prossimo anno sapremo fare ancora meglio.

Enrico, volontario di San Giacomo della Marca O.D.V.

 

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