Ad una settimana dal terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia occidentale, il bilancio continua ad aggravarsi. Secondo i dati ufficiali dell’Unità nazionale per la gestione del rischio di disastri, aggiornati alla mattina del 16 Agosto, le vittime accertate sono 289, i feriti quasi 4.187, i dispersi 143, mentre 354 persone sono state tratte in salvo dalle macerie.
Con centinaia di persone ancora disperse e migliaia di famiglie senza casa, sfollate in rifugi temporanei o sistemazioni di fortuna, il rischio che minorenni si ritrovino da un giorno all’altro senza adulti di riferimento, separati dai familiari o esposti al rischio di separazione, è concreto e immediato. A lanciare l’allarme sono gli operatori e i volontari locali della rete Sos Villaggi dei Bambini, presente in Colombia dal 1987 con 10 programmi in 18 comuni di 11 dipartimenti. Tra questi, alcuni si trovano proprio nelle aree più colpite dal sisma: a Quibdó, capoluogo del Chocó, il dipartimento dove è stato localizzato l’epicentro, a Cali, nel Valle del Cauca, e a Riosucio, nel dipartimento di Caldas.
Sos Villaggi dei Bambini è intervenuta immediatamente per rispondere alle necessità più urgenti: individuare i bambini rimasti soli, proteggerli da abbandono, violenza e sfruttamento, sostenere le famiglie perché possano restare unite, garantire luoghi sicuri, supporto psicologico, continuità educativa, acqua, igiene e beni essenziali.
I team locali sono già operativi sul campo nei territori colpiti: sostegno alle famiglie colpite con beni di prima necessità, protezione dei minorenni e prevenzione della separazione familiare, a partire dall’identificazione e registrazione dei bambini rimasti soli o senza protezione, supporto psicologico per bambini e famiglie che hanno vissuto il trauma del sisma, continuità educativa e spazi sicuri dove i più piccoli possano ritrovare normalità.
“A poche settimane dal terremoto che ha devastato il Venezuela, ci troviamo ad affrontare un’altra grave emergenza nella stessa regione. Due sismi così ravvicinati, in Paesi dove operiamo da decenni, ci ricordano che per i bambini ogni catastrofe è doppia: perdono la casa e, troppo spesso, rischiano di perdere anche gli adulti che si prendono cura di loro. Con centinaia di dispersi, è in questi giorni che si decide se una separazione temporanea diventa definitiva. I nostri colleghi in Colombia operano proprio nei territori colpiti: conoscono le comunità, le famiglie, le istituzioni locali. Come in Venezuela, siamo impegnati a mobilitare tutte le risorse necessarie per raggiungere quanti più bambini possibile e restituire loro protezione e sicurezza”, dichiara Roberta Capella, direttore di Sos Villaggi dei Bambini.
Gli spazi a misura di bambino sono una priorità. “Non possiamo lasciare i bambini e le bambine senza protezione in una situazione in cui la tragedia rischia anche di separarli dalle loro famiglie. Come società, dobbiamo proteggerli e fare in modo che bambini e famiglie possano restare insieme in questo momento difficile”, afferma Esteban Reyes, direttore nazionale di Aldeas Infantiles Sos Colombia.





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