DIOCESI – Si è tenuta ieri, Lunedì 17 Agosto, dalle ore 12:00 in poi, presso l’Episcopio in Ascoli Piceno, la conferenza stampa di presentazione di “RINASCERE – A 10 anni dal sisma, tra memoria, impegno e speranza”, un articolato programma di iniziative promosso dalla Diocesi di Ascoli Piceno, dal Comune di Arquata del Tronto e dalla parrocchia di Pescara del Tronto, con la partecipazione di RisorgiMarche e Incanto ed il patrocinio del Commissario Straordinario alla Ricostruzione al Sisma 2016.
Presenti alla conferenza il vescovo Gianpiero Palmieri, il sindaco del Comune di Arquata del Tronto, Michele Franchi, il direttore del Museo Diocesano di Ascoli Piceno, Marco Lattanzi, don Elio Nevigari, incaricato diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, Giorgio Rocchi, direttore della Caritas di Ascoli Piceno, don Paolo Sabatini, direttore del Consiglio di Amministrazione dell’Opera di Religione, e don Giampiero Cinelli, direttore dell’Ufficio diocesano per la Cultura e la Comunicazione Sociale, in veste di mediatore.
Il programma delle due giornate
Domenica 23 Agosto:
- L’identità ritrovata: dalle ore 16:30 alle ore 17:30, presso Borgo d’Arquata, nell’edificio Rotary Point, si terrà un convegno a cura di Marco Lattanzi e di don Elio Nevigari sulle opere d’arte di Arquata del Tronto.
- Comunità che (r)esistono: dalle ore 18:00 alle ore 20:00, presso l’Area SAE di Pescara del Tronto, si terrà un convegno con mons. Gianpiero Palmieri, vice presidente della CEI e vescovo delle Diocesi del Piceno, mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra- Gualdo Tadino e di Foligno, il sen. Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Xilo, il prof. Marco Giovagnoli, docente dell’Università di Camerino, e don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. La tavola rotonda verterà sui temi della memoria, della cura e del futuro delle aree interne.
- Serata della Memoria: dalle ore 21:00 alle ore 22:00, presso l’Area SAE di Pescara del Tronto, gli assoli al violoncello di Federico Bracalente accompagneranno gli interventi dell’attore e regista Simone Riccioni e dell’attore Neri Marcorè.
- Fiaccolata silenziosa: dalle ore 02:00, a partire dal cimitero di Pescara del Tronto, si terrà la fiaccolata in memoria delle vittime del sisma e, a seguire, la Celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo Palmieri. Alle ore 03:36, il rintocco delle campane accompagnerà il ricordo delle vittime.
Lunedì 24 Agosto:
- Celebrazione Eucaristica: alle ore 11:00, presso il tendone dell’Area SAE di Pescara del Tronto, verrà celebrata una Santa Messa che sarà presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI.
Gli interventi dei presenti
Vescovo Palmieri: «Sentivamo l’esigenza di stringerci attorno alla comunità che più ha sofferto a causa del terremoto, sia per il numero di vittime, sia per via di una ricostruzione lenta e complicata. Di qui il convegno dal titolo “RINASCERE – A 10 anni dal sisma, tra memoria, impegno e speranza”. Il senso di questo titolo è voler fare memoria di tutta la ricchezza e la solidarietà che si è sperimentata negli eventi legati al terremoto e, attraverso un “abbraccio” da parte delle due comunità diocesane, dei sindaci, dei parroci e dei fedeli, far sentire nuovamente questa solidarietà e questa vicinanza. Per quanto riguarda le parole impegno e speranza, vogliamo testimoniare la dedizione che stiamo mettendo nel far rinascere il territorio e, inoltre, vogliamo incentivare ad un’apertura positiva verso il futuro».
Sindaco Franchi: «Sono davvero felice che si sia organizzata una giornata che parte sia dal concetto di resistenza, sia da quello di esistenza. Il nostro scopo è dare un segno di speranza; infatti, pensiamo a chi non c’è più, ma anche a chi vuole continuare a vivere in queste terre. Ci tengo a fare un ringraziamento all’Associazione di Pescara del Tronto, rappresentata dal mio Consigliere comunale, Francesco De Angelis, che, insieme alla parrocchia di Pescara del Tronto, alla Curia, al vescovo e al Comune di Arquata, hanno voluto che ci fosse una giornata così anche a Pescara del Tronto in memoria di quella terribile notte. Il museo che abbiamo realizzato vuole essere un segnale: siamo riusciti a riportare alcune opere d’arte ad Arquata, in un luogo che la gente può andare a visitare ed il fatto che il 23 partiamo proprio da lì, con la presenza di Marco Lattanzi e di don Elio, ci fa capire che esistiamo ancora come comunità. Le giornate del 23 e del 24 Agosto serviranno anche a far vedere che le istituzioni ci sono e che, nel momento del bisogno, il volontariato è il primo a muoversi. Voglio ringraziare anche le città della costa, come San Benedetto del Tronto e Grottammare, che ci hanno ospitato quando eravamo sfollati».
Marco Lattanzi: «Il primo appuntamento si svolgerà nello spazio espositivo dell’edificio Rotary di Borgo d’Arquata dove è stata allestita questa mostra permanente di opere restaurate, ma che ancora non hanno una casa, perché o gli edifici sono distrutti o in via di restauro. Questa operazione è stata condotta sul desiderio del vescovo Palmieri, ma grazie anche alla collaborazione del Comune di Arquata, della Soprintendenza e del BIM Tronto. In questo spazio espositivo, nella giornata del 23, don Elio ed io condurremo ad una scoperta delle opere ivi conservate sotto due versanti diversi: uno storico-artistico e figurativo, che ci permetterà di tratteggiare la cultura pittorica di Arquata nel corso dei secoli, e un altro, curato da don Elio, che tratterà invece delle provenienze e del culto di queste opere; la cultura pittorica, infatti, si fonda proprio su quel tessuto di devozione e di spiritualità che le permette una realizzazione. Abbiamo ribattezzato questo spazio espositivo come “Identità ritrovata” perché sono le radici storiche, culturali e spirituali della comunità. Voglio aggiungere che, per l’occasione, c’è un oggetto in più tra quelli originariamente in esposizione: un capitello che è stato trovato nell’area in cui era edificata la chiesa di San Salvatore e che è stato ritrovato dalla gente di Arquata. Lo esponiamo perché è proprio un chiaro esempio di come questo spazio debba essere della comunità. Aggiungo che mancherà un pezzo: la campana della chiesa di San Francesco, non diocesana, ma del Comune di Arquata, che abbiamo prestato per il Meeting di Rimini».
Don Elio Nevigari: «Io offrirò il significato religioso e culturale delle opere, spiegandone anche l’importanza per quella che è una convergenza; difatti, attorno ad un’immagine, una statua o un dipinto è possibile riconoscersi come comunità. Voglio precisare che alla mostra mancherà un ulteriore pezzo: abbiamo acconsentito, come diocesi, al prestito di una scultura alto-medievale rappresentante un leoncino rampante che verrà presentata al Meeting di Rimini. Abbiamo ritenuto possa trattarsi di un prestito simbolico: la comunità di Arquata è viva e si mette in mostra così».
Giorgio Rocchi: «Il nome del secondo appuntamento, Comunità che (R)esistono, l’abbiamo immaginato come se potesse costituire la griglia della riflessione che vogliamo proporre con il convegno delle 18: riflettere e guardare insieme verso il futuro. La memora ci deve comunque permettere di leggere una situazione del presente nell’ottica, però, di un futuro in cui creare momenti di condivisione, per non essere divergenti, e per sottolineare che prima delle cose c’è il futuro delle persone. Il tema verrà affrontato nella riflessione più generale delle aree interne e sarà occasione di “ripopolamento delle idee” al fine di garantire, in ottica futura, le migliori condizioni di vita per le persone. Al senatore Castelli abbiamo chiesto un intervento nell’economia del nostro convegno, ci sarà poi l’intervento del dottor Giovanni Xilo, esperto del Change Management e di Governance delle aree interne, che da anni è impegnato su questo tema, ovvero le condizioni invisibili ed indispensabili per il futuro. Quello delle aree interne non è solo un problema delle aree del cratere del sisma, ma è di tipo nazionale ed è stato raccolto in una visione unitaria con la Strategia Nazionale per le Aree Interne, documento che ha suscitato la riflessione dei vescovi, perché, nella prima stesura, si dava atto di un problema irreversibile e questa è una visione assolutamente criticabile da un punto di vista politico ed etico; infatti, le comunità vanno vissute e rigenerate. La sfida di abitare le terre alte è invece il tema affidato al professor Marco Giovagnoli, responsabile del corso di laurea in Scienze Giuridiche per il governo dei territori presso l’Università di Camerino. Ci sarà poi l’intervento di don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana e, per concludere, parleranno anche il mons. Accrocca ed il nostro vescovo».
Don Paolo Sabatini: «La serata della memoria servirà a fare, appunto, memoria del bene fatto dalle persone nel mese successivo al sisma. Importante sarà la presenza dei molto ospiti che abbiamo invitato, come Neri Marcorè, Federico Bracalente e Simone Riccioni, che ha realizzato un film sul terremoto. A fine serata, verrà rinnovato un grazie dato dalle comunità colpite dal sisma a tutta l’Italia per il preziosissimo aiuto offerto».











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