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10 anni dal terremoto (con una ricostruzione lenta), le Diocesi del Piceno organizzano: incontri, dibattiti, veglia di preghiera e la Messa con il cardinale Zuppi

DIOCESI – In vista del decimo anniversario del terremoto del 2016, il nostro giornale diocesano inaugurerà a breve una rubrica di accompagnamento verso questa importante data, con l’obiettivo di dare voce direttamente alle persone e alle realtà che, in questi anni, hanno continuato ad abitare, custodire e ricostruire il territorio di Arquata del Tronto.
Saranno protagoniste le famiglie, le associazioni, le comunità e le diverse realtà del territorio, attraverso testimonianze, racconti e riflessioni. Voci diverse, capaci di restituire non soltanto il dolore e le difficoltà provocate dal sisma, ma anche la forza dei legami, la solidarietà ricevuta, la capacità di resistere, le difficoltà incontrate e le speranze per il futuro.
Perché, a 10 anni di distanza, ricordare significa anche ascoltare ciò che queste comunità stanno vivendo oggi. La ricostruzione materiale procede, non senza difficoltà, mentre quella sociale e comunitaria continua a interrogare tutti.
Dare spazio a queste voci significa allora accompagnare il cammino verso l’anniversario con uno sguardo attento alla realtà e alle persone.

Due giorni di incontri

Il filo conduttore delle iniziative del decennale, organizzate dalle diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, attraverso un comitato organizzativo presieduto dal Vescovo Gianpiero Palmieri, sarà “Rinascere: a 10 anni dal sisma, tra memoria – impegno – speranza”.
Due giornate, il 23 e 24 agosto, per attraversare diversi luoghi e linguaggi: la riflessione sull’identità, il confronto sul futuro delle aree interne, la musica e le testimonianze, la preghiera e la celebrazione eucaristica.

Il 23 agosto: ritrovare l’identità, ascoltare le comunità

Il primo appuntamento sarà nel pomeriggio del 23 agosto, alle 16.30, ad Arquata del Tronto, frazione Borgo, presso l’Edificio Rotary Point, con “L’identità ritrovata”, un incontro a cura di Marco Lattanzi e don Elio Nevigari.
Un momento dedicato alla riscoperta dell’identità di un territorio profondamente trasformato dal terremoto, ma ancora desideroso di riconoscersi nella propria storia e nelle proprie radici.

Alle 18.00, a Pescara del Tronto, area SAE, sarà la volta di “Comunità che (r)esistono. Memoria, cura e futuro delle aree interne”.
Il convegno affronterà il tema della ricostruzione e delle prospettive per le comunità dell’entroterra, con la partecipazione di Mons. Gianpiero Palmieri, Mons. Felice Accrocca, Guido Castelli, Giovanni Xilo, Marco Giovagnoli e don Marco Pagniello.
Un confronto che vuole andare oltre la dimensione emergenziale per interrogarsi sul futuro: come rendere nuovamente abitabili, vitali e attrattivi questi territori? Come sostenere le comunità e accompagnarle nel lungo cammino della ricostruzione?

La giornata proseguirà alle 21.00, ancora nell’area SAE di Pescara del Tronto, con la “Serata della memoria”, intitolata “Tra voci, suoni e volti”. È previsto un momento musicale a solo di violoncello del M. Federico Bracalente, l’intervento del regista Simone Riccioni, insieme all’intervento in collegamento di Neri Marcorè, a cura di Risorgimarche, con ospiti e testimonianze.

Sarà un momento particolarmente importante per fare memoria non soltanto attraverso le parole, ma anche attraverso la musica, le storie e i volti di chi ha vissuto il terremoto e di chi, in questi dieci anni, ha accompagnato le comunità.

Nella notte, la preghiera nel luogo della ferita

Il programma proseguirà nella notte, dalle 2.00 del 24 agosto, con la Fiaccolata a Pescara del Tronto.
Una fiaccolata silenziosa accompagnerà la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Gianpiero Palmieri. Alle 3.36, l’ora della prima, devastante scossa del 24 agosto 2016, saranno i rintocchi delle campane a segnare il momento della memoria.
Sarà probabilmente il passaggio più raccolto dell’intero programma: la comunità riunita nel silenzio, nella preghiera e nel ricordo di quanti hanno perso la vita, ma anche nell’affidamento a Dio del cammino ancora da compiere.
Il 24 agosto la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Zuppi
La mattina del 24 agosto, sempre a Pescara del Tronto, area SAE, alle 11.00, si terrà la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Sarà il momento conclusivo delle iniziative del decennale, nel segno della fede e della comunione ecclesiale. Una celebrazione che raccoglierà il dolore e la speranza di queste comunità e che, a 10 anni dal sisma, vuole rinnovare la vicinanza della Chiesa alle popolazioni colpite.

L’invito del Vescovo Gianpiero: “Venite a condividere questo cammino”

È proprio nella partecipazione che il Vescovo Palmieri individua un segno importante per questo anniversario.
L’invito rivolto alle comunità ecclesiali è a non vivere il decimo anniversario come una semplice ricorrenza, ma come un’occasione per tornare nei luoghi del sisma, incontrare le persone e condividere il loro cammino.
Vescovo Palmieri: “Invito tutte le parrocchie a partecipare ad almeno uno di questi momenti, coinvolgendo un piccolo gruppo di persone, i giovani di un’associazione, una realtà parrocchiale o chiunque desideri esserci. Sarebbe un segno concreto di vicinanza alle comunità che, a 10 anni dal terremoto, continuano a vivere le fatiche e le attese di una ricostruzione ancora difficile. La nostra presenza può dire che non sono sole e che la Chiesa continua a condividere il loro cammino».
L’invito è dunque a esserci, scegliendo anche uno solo degli appuntamenti proposti. A partecipare alla riflessione, alla musica, alla memoria, alla fiaccolata o alla celebrazione eucaristica. Ogni presenza può diventare un piccolo segno di prossimità.
Non soltanto per ricordare ciò che è accaduto, ma per ascoltare ciò che queste terre stanno vivendo oggi. Per incontrare comunità che hanno conosciuto lo spopolamento, la perdita delle case e dei luoghi familiari, ma che continuano a custodire legami, identità e speranza”.

Anche la nuova rubrica del giornale diocesano vuole contribuire a questo cammino, lasciando che siano le famiglie, le associazioni e le realtà di Arquata a raccontare in prima persona cosa significa, oggi, vivere in questi luoghi e immaginarne il futuro.

Arquata non è soltanto un luogo da ricordare, ma una comunità da incontrare.

E il modo migliore per celebrare 10 anni dal sisma può essere proprio quello di tornare a esserci: insieme, accanto alle persone, nella memoria ma soprattutto nella speranza.

 

 

Redazione: