MONTEPRANDONE – Oltre un centinaio di persone ha preso parte ieri, Domenica 26 Luglio 2026, alla Celebrazione Eucaristica in onore di Sant’Anna, madre della Vergine Maria e nonna del Signore Gesù, invocata a Centobuchi e in tutto il mondo come protettrice delle madri e delle partorienti.

I festeggiamenti hanno avuto inizio alle ore 17:00 nel piazzale adiacente all’antica chiesa di Sant’Anna, dove è stata celebrata una Santa Messa per le donne in dolce attesa. Purtroppo, a causa del maltempo, non si è svolta la consueta processione che parte dal borgo storico di Monteprandone e giunge fino alla chiesetta a lei dedicata. Anche la Celebrazione Eucaristica, presieduta da mons. Gianpiero Palmieri, ha subito delle variazioni, sia per quanto concerne l’orario, sia per quanto riguarda il luogo: è stata celebrata, infatti, nei locali della parrocchia Sacro Cuore, presso la Sala Giovanni Paolo II, alle ore 21:45.

La Santa Messa è stata concelebrata da numerosi presbiteri: don Armando Moriconi e don Lorenzo Bruni, rispettivamente parroco moderatore e parroco in solido dell’Unità Pastorale Regina Pacis e Sacro Cuore di Centobuchi; padre François Marie Kayij Ngoy, parroco della comunità San Niccolò a Monteprandone; padre Michele Massaccio, frate del convento San Giacomo della Marca; don Andrea Tanchi, parroco della comunità confinante di Maria Santissima Madre della Chiesa in Stella di Monsampolo; don Alfonso Rosati, parroco emerito della parrocchia Sacro Cuore di Gesù. Presenti anche i diaconi David Galasso, Pierluigi Grilli ed Emanuele Imbrescia.

La celebrazione ha registrato la presenza di numerosi fedeli monteprandonesi, a partire dal primo cittadino Sergio Loggi. Presenti anche i componenti dell’Associazione Sant’Anna, che ha curato la festa. Presenti infine anche i confratelli e le consorelle delle altre quattro Confraternite cittadine: C. Sacro Cuore, C. Regina Pacis, C. del Santissimo Sacramento e C. della Pietà e della Morte. 

Durante la sua omelia mons. Palmieri ha spiegato che “dei Santi Gioacchino e Anna non si sa nulla, se non il fatto che fossero, secondo la tradizione, i genitori di Maria. Quello che ci viene raccontato, in testi apocrifi dei primi secoli, è soltanto l’assoluta normalità di questa famiglia. Una famiglia semplice, segnata però dal prodigio della nascita di Maria da una coppia che pensava di essere sterile. Anche la comunità cristiana è una famiglia, dove nessuno si sceglie, ma tutti si ritrovano fratelli e sorelle perché radicati nello stesso Padre. L’Eucaristia non è il raduno di un gruppo selezionato, ma la celebrazione di una famiglia che si ritrova per incontrare il Signore. Per cui per noi la presenza dei Santi, quelli cioè dei nostri fratelli che già vivono in Dio, come anche dei fratelli che incontriamo come stasera tra di noi, è molto importante. Siamo famiglia di Dio“.

Il vescovo Gianpiero ha poi commentato il Vangelo del giorno dedicato al Regno di Dio e alle parabole del tesoro e della perla preziosa: “Quello che Gesù vuole sottolineare con queste parabole è che il nostro essere discepoli del Regno di Dio nasce da un incontro, l’incontro col Signore, che avviene in una modalità che ci coinvolge totalmente: è una specie di primo amore! Un incontro che cambia la vita e ridisegna le priorità”. Ha poi aggiunto: “Ad un certo punto, tu ti rendi conto che il Signore nella tua vita non è un elemento marginale, non è qualcosa che sta sullo sfondo. No, è davanti a te! E scopri che il tesoro prezioso è la perla preziosa. E allora tutto il resto rimane importante – certo -, ma lo rileggi alla luce di questo incontro che ti ha cambiato il cuore. E senti che, per quel tesoro, vale la pena dare tutto, vendere tutto, comprare quel campo, quella perla che ti ha affascinato”.

Il vescovo ha proseguito la sua omelia, mettendo i fedeli in guardia dal rischio di creare “il club dei perfetti”, distinguendo in cristiani di serie A e cristiani di serie B. Ha richiama la parabola della rete e il ruolo esclusivo di Dio nel discernere il bene e il male. Qui inserisce una delle immagini più forti dell’omelia:

Tu non sai se sei un pesce buono o un pesce cattivo. E neanche quanto sei un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Ma ti metti a pontificare, a distinguere chi aderisce davvero al Signore e chi no, chi ha scoperto il tesoro e chi no. Gesù invece dice:Questo è affare mio. Io voglio che nella rete ci siano tutti, voglio dare a tutti la possibilità di convertirsi. E tu, cosa te ne importa?’“.

La parabola della rete diventa allora una storia che parla di misericordia, non di giudizio, e il riferimento a Giuda diventa un monito contro ogni giudizio affrettato: “Ricordo che noi siamo discepoli di Uno che nel gruppo dei dodici, dei collaboratori più vicini, aveva un certo Giuda! Non è che Gesù non si fosse accorto che era ladro, che rubava dalla cassa e che a un certo punto l’avrebbe tradito. Però se l’è tenuto nella rete”.

Palmieri ha quindi evidenziato come Gesù abbia tenuto Giuda nel gruppo fino alla fine, chiamandolo “amico” persino nel momento del tradimento: “È il segno di un amore che non esclude nessuno. Noi avremmo già distinto, invece ci fa tanto bene ascoltare questa parabola, perché ci ricorda che il cammino di fede è un cammino in cui il tesoro diventa sempre più prezioso, la perla sempre più bella e, man mano ci avviciniamo al Signore, non distinguiamo più tra buoni e cattivi, ma apriamo il nostro cuore e ci accorgiamo che è un cuore capace di accogliere tutti. Da questo riconosciamo che siamo sempre di più diventati simili a Lui. Se diventiamo cristiani più intolleranti e più rigidi, non ci stiamo avvicinando al tesoro e alla perla, bensì ci stiamo avvicinando pericolosamente solo a noi stessi e alla presunzione di essere migliori”.

Il vescovo Gianpiero ha quindi chiuso l’omelia con un richiamo alla Lettera ai Romani, dove Paolo afferma che Dio conosce tutti da sempre e chiama tutti ad essere conformi all’immagine del Figlio. Da qui la preghiera finale: chiedere un cuore saggio e docile, capace di discernere come Dio, come fece Salomone.

Al termine della Liturgia Eucaristica e prima della benedizione finale, il parroco don Armando Moriconi ha preso la parola per esprimere, a nome suo e di don Lorenzo Bruni, la loro gratitudine ai numerosi presenti: al sindaco Loggi e all’Amministrazione Comunale, alle Confraternite presenti, a coloro che hanno provveduto a preparare la sala, al coro parrocchiale che ha animato la Messa, all’Associazione Sant’Anna e al suo presidente per aver organizzato la festa ed infine ai presbiteri, ai diaconi ed al vescovo Gianpiero, “perché ci ha aiutato a centrare nuovamente la nostra vita lì, nell’incontro personale con Gesù, aiutandoci a capire ciò che ne consegue come bellezza di cammino”. Una gratitudine che si è manifestata con un grande applauso e con il dono di un mazzo di fiori consegnato a mons. Palmieri da un parrocchiano molto speciale.

Dopo la Messa, sul piazzale adiacente alla chiesa Sacro Cuore, i fedeli presenti hanno potuto gustare un piccolo rinfresco, gentilmente offerto dall’Associazione Sant’Anna.

 

 

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