DIOCESI – Per la rubrica “La Speranza oltre il limite”, curata da Marco Marini, pubblichiamo oggi una sua riflessione sulle politiche del presidente USA Donald Trump.
La mia preoccupazione per le politiche di Donald Trump
Alla cortese attenzione della redazione e dei lettori
Con la presente desidero esprimere una profonda preoccupazione per la visione politica e le linee d’azione promosse da Donald Trump, le cui conseguenze superano ampiamente i confini degli Stati Uniti, influenzando gli equilibri geopolitici, economici e sociali globali.
Pur comprendendo come la sua retorica intercetti il malcontento di una parte significativa della popolazione, ritengo che le soluzioni proposte rischino di aggravare le fragilità del nostro tempo anziché risolverle. Le principali aree di criticità si concentrano su tre pilastri fondamentali:
1. Indebolimento delle istituzioni democratiche e del dibattito pubblico
Uno degli aspetti più logoranti della leadership di Trump è l’approccio sistematico di delegittimazione nei confronti delle istituzioni democratiche, della magistratura indipendente e della libera stampa, spesso etichettata come “nemica del popolo”. Alimentare la polarizzazione e la sfiducia nelle regole del gioco democratico non fa che frammentare il tessuto sociale, rendendo impossibile un dialogo costruttivo basato su fatti verificabili.
2. Isolazionismo e crisi climatica
La filosofia dell’“America First” si traduce spesso in un pericoloso disimpegno dai trattati internazionali e dalle alleanze storiche. In un mondo interconnesso, sfide globali come il cambiamento climatico non possono essere affrontate con il negazionismo scientifico o con il ritorno massiccio ai combustibili fossili. Voltare le spalle agli accordi sul clima significa compromettere il futuro delle prossime generazioni a favore di un guadagno economico a breve termine.
3. Diritti civili e retorica della divisione
Le politiche migratorie e la gestione dei diritti civili hanno troppo spesso utilizzato la paura e la colpevolizzazione delle minoranze come strumento di consenso elettorale. Una società forte si misura dalla sua capacità di integrare, proteggere i più deboli e garantire i diritti fondamentali di tutti, non dall’innalzamento di muri fisici o ideologici.
In conclusione
Contrastare questo modello politico non significa ignorare i problemi reali dei cittadini – come l’inflazione, la perdita di posti di lavoro o la sicurezza – ma rifiutare la narrazione secondo cui la soluzione risieda nell’autoritarismo, nel protezionismo radicale e nella divisione sociale.
Il futuro richiede una politica che unisca anziché dividere, che investa nella cooperazione internazionale e che difenda i valori democratici con fermezza.
Martinsicuro, 5 Luglio 2026
Il sorriso che sconfigge la SLA
Cenni biografici
Marco Marini è un ingegnere informatico di 56 anni, residente a Martinsicuro, marito e padre, che da due anni è affetto da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) , una malattia neurodegenerativa che colpisce le cellule nervose che controllano i muscoli, causando una progressiva perdita di forza muscolare e paralisi, pur lasciando intatte le facoltà cognitive.
Nonostante tutto il resto del corpo sia paralizzato, Marco comunica con il mondo attraverso gli occhi. Grazie ad una moderna e supertecnologica strumentazione, riesce a dare voce ai suoi pensieri fissando con gli occhi le lettere delle parole che vuole pronunciare. E così, lentamente, sullo schermo appaiono i suoi pensieri e sul suo viso un bel sorriso, l’unico altro mezzo che ha per comunicare le sue emozioni.
La redazione de L’Ancora lo ringrazia per aver accettato l’invito di curare una rubrica, condividendo con i nostri lettori e le nostre lettrici le sue parole profonde ed ispirate.