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FOTO e VIDEO Colonnella, festa Madonna del Suffragio. Don Dino Straccia: “Costruire una pace vera”

Ringraziamo Pasqua Gina D’Ambrosio, Angelo Di Pizio, Cristina Di Quirico e Peppino Di Quirico per averci gentilmente concesso l’utilizzo gratuito delle foto.

COLONNELLA – Si è rivelata un momento di intensa riflessione comunitaria sulla pace l’edizione 2026 della festa in onore di Maria Santissima del Suffragio, che si è svolta a Colonnella Domenica 12 Luglio e che è stata curata dal Comitato Feste parrocchiali:  il tema della pace e del dialogo, infatti, ha attraversato ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo.

In una società segnata da tensioni, incertezze e fragilità condivise, la festa ha assunto il valore di un abbraccio collettivo: un invito a ritrovare la calma del cuore, a ricucire i legami, a guardare l’altro non come un confine ma come una possibilità, non come un nemico bensì come un fratello, ad essere non maestri ma testimoni.

L’invito del parroco don Dino ad essere testimoni di pace

La pace, “la vera pace”, è stata al centro dell’omelia che il parroco don Dino Straccia ha fatto durante la Messa da lui presieduta presso la chiesa San Cipriano alle ore 17:00.

Il parroco ha ricordato il legame profondo che un tempo univa il popolo alla Madonna e alla vita di fede quotidiana, “un legame oggi indebolito dal cambiamento culturale e dalla perdita di riferimenti spirituali”. Ha quindi ammonito la comunità: “Quel legame lo stiamo perdendo. Ma questo non deve essere un monito a fermarsi, bensì a a cambiare, a ritornare alle nostre origini”.

La fede – ha proseguito il presbitero – non è fatta di parole, ma di vita concreta. Questo non è teatro, questo è vita. La festa ci ricorda che siamo chiamati a rimettere Cristo al centro, perché solo così ritroviamo equilibrio, senso e pace.

I frutti dello Spirito, infatti, sono la pace, la vera pace, la carità, l’amore, mentre i frutti della carne generano divisione e smarrimento. E amare vuol dire perdonare, non essere maldicenti”.

Richiamando infine una frase di papa Paolo VI che sintetizza l’impegno cristiano, don Dino Straccia ha concluso: Il mondo non ha bisogno di maestri, ha bisogno di testimoni. Solo una fede che diventa vita può costruire pace, rinnovare le comunità e dare futuro“.

Insieme al parroco don Dino Straccia, la Messa è stata concelebrata da don Olivio Medori, archivista della Diocesi di Fermo e parroco di Montottone e Monsanpietro Morico, oltre che storico confessore delle Suore Concezioniste di Colonnella. A servire l’altare è stato il diacono Domenico Maria Feliciani. La celebrazione è stata impreziosita dall’amabile canto delle due corali parrocchiali, la Corale di San Cipriano e la Corale di San Giovanni Evangelista, riunitesi insieme per l’occasione, dirette dal M° Ermanno Torzolini ed accompagnate all’organo dalla Mª Elga Vagnoni.

Tra i numerosi fedeli giunti a pregare anche i due Gruppi Folkloristici locali, “Truentum” e “Ruralia”, i cui esponenti hanno indossato gli abiti tradizionali abruzzesi, la Confraternita locale Madonna del Suffragio, il Comitato “Madonna Regina della Pace di San Giovanni e le numerose Confraternite giunte dall’Abruzzo, dal Molise, dalle Marche e dall’Emilia Romagna per il XIV Raduno delle Confraternite del Centro Italia.

Le carrate e i gruppi folkloristici

La festa si è aperta con le tradizionali carrate di grano giunte in Piazza del Popolo alle ore 16:30 dalla tenuta D’Ambrosio e guidate da una coppia di mucche. La festa, infatti, viene celebrata ogni anno nella seconda Domenica del mese più caldo dell’anno, a mietitura conclusa, quando possono essere donati alla Madonna i covoni di grano – detti anche manocchi – con i quali, anticamente, si costruivano le “carrate”.

Anche quest’anno le carrate sono state preparate da alcuni giovani Colonnellesi sotto la guida esperta di Pietro Ferroni, Giovanni e Piero Ficcadenti, Luciano Marchetti e Stefano Bastianelli, figlio del compianto Armando, nonché assessore del Comune di Colonnella con delega all’Agricoltura.

Ad accompagnare le carrate per le vie del paese sono stati  i Gruppi Folkloristici “Truentum” e “Ruralia”, curati rispettivamente dalla prof.ssa Pasqua Gina D’Ambrosio, che ha ereditato l’onore e l’onere di proseguire la tradizione iniziata dall’amata sorella Maria Antonietta, e dalla signora Piera Di Felice, sarta esperta di costumi abruzzesi. Quest’anno, per la prima volta dopo molti anni, i figuranti sono tornati a sfilare insieme come un unico gruppo, con un segno identificativo comune sul polso (un fazzoletto di stoffa color oro con un girasole) e con un tema condiviso: San Francesco d’Assisi e il suo impegno per la pace.

Dichiarano le due presidenti: “In occasione degli 800 anni  dalla morte del Santo patrono d’Italia, abbiamo riflettuto sulla sua figura e sull’esempio dato in numerose occasioni come operatore di pace: l’incontro con il sultano, la volontà di sostituire la violenza con la parola e l’ascolto reciproco, l’impegno sociale e la Regola che rifiutava le armi e le contese, lo stile di vita che imponeva ai suoi seguaci di non litigare e di non farsi prendere dall’ira, il rispetto per ogni creatura ed il concetto di custodia del Creato, nonché il celebre saluto francescano “Pace e Bene!” fanno di San Francesco un modello universale di dialogo e di pace.

Per questo abbiamo pensato di onorare la nostra Madonna del Suffragio superando le differenze,  lavorando insieme e scegliendo San Francesco, icona di pace, come tema portante della nostra sfilata. A guidare il corteo, infatti, sono stati alcuni giovani che hanno vestito i panni di San Francesco e Santa Chiara, seguiti dalla personificazione della Pace, poi dall’Italia, dall’Europa e da tutti i restanti figuranti con gli abiti tradizionali abruzzesi dei primi del Novecento. A chiudere il corteo, invece, è stato un piccolo carretto sul quale era ubicata una miniatura di una casa colonica con tanti piccoli animali intorno, a ricordare l’importanza della cura del Creato e del rispetto di ogni creatura.

Come da tradizione, abbiamo portato con noi le antiche conche di rame ripiene di spighe e i cesti ricolmi di primizie che sono state donate al parroco durante l’Offertorio, per le necessità delle due parrocchie cittadine. Tra i doni elargiti anche un mazzo di rose bianche che abbiamo donato alla nostra Madonna del Suffragio per pregarla e ringraziarla per la pace, quella ritrovata e quella ancora da raggiungere“.

Ad accompagnare il corteo, oltre alla Banda della Città di Ancarano, sono stati: il M° Marco Laudi, direttore del Coro dei Giovani delle Diocesi del Piceno, con la sua chitarra; i giovanissimi Davide D’Ignazio e Valerio Di Girolamo e Giovanni Di Lorenzo, che hanno suonato gli organetti; la giovane Mafalda De Luca, che ha intonato i canti popolari abruzzesi ed alcuni canti mariani.

Il XIV Raduno delle Confraternite del Centro Italia

Ad impreziosire ancora di più la festa è stato il XIV Raduno delle Confraternite del Centro Italia, che quest’anno ha registrato la partecipazione di 32 confraternite provenienti da Abruzzo, Emilia Romagna e Marche. Tra di loro erano presenti anche la locale Confraternita Maria Santissima del Suffragio e la Confraternita di Castel del Monte, con la quale la confraternita colonnellese è gemellata.

Ad accompagnare i fedeli della cittadina dell’Aquilano è stata la nuova sindaca Luciana Morico, che ha partecipato alla Messa e alla processione accanto al primo cittadino di Colonnella, Biagio Massi, accompagnato da altre numerose autorità civili: la vicesindaca Mirella Pontuti, l’assessore Elia Grasso, il vicecomandante della Stazione dei Carabinieri di Colonnella Gianni Mattioli e il tenente Bruno Cicchi, comandante della Polizia Locale del Comune di Colonnella.

Durante la celebrazione la Confraternita colonnellese ha accolto un nuovo membro: il giovane Ricky Panciera, il quale ha promesso solennemente davanti all’altare di onorare la Madonna del Suffragio e di obbedire alle regole della Confraternita.

Guerino Reganatini, priore della Confraternita nonché ideatore e coordinatore del Raduno, dichiara: “La pace non è un’idea astratta, ma un cammino quotidiano fatto di ascolto, rispetto e relazioni sane. Come confraternita, ci impegniamo a superare le divisioni e a stare dalla parte del dialogo, della fraternità e della dignità di ogni persona.

Chiediamo perciò al Signore di donarci un cuore capace di riconciliazione e ci adoperiamo affinché nessuno, nella nostra comunità, si senta escluso o dimenticato. La nostra tradizione ci insegna che la pace nasce da gesti piccoli, ma fedeli: una mano tesa, una parola buona, una presenza che consola.

Siamo grati alla nostra Madonna del Suffragio che ogni anno ci dona la pazienza e la forza necessarie per affrontare le sfide che questo raduno richiede e ringraziamo i cittadini colonnellesi per l’accoglienza che riserva ai tanti fedeli giunti da fuori”.

La processione con la statua lignea della Madonna del Suffragio

Poco prima del tramonto, alle ore 18:00, si è tenuta la solenne processione per le vie del centro con la Statua della Madonna del Suffragio, una pregevole opera lignea policroma e dorata di scuola napoletana. A trasportare il simulacro sono stati i confratelli della Confraternita colonnellese, mentre a scortarla sono stati alcuni esponenti del personale del Comando della Stazione dei Carabinieri di Colonnella in alta uniforme.

Per l’occasione, le vie percorse – via Belvedere, via Indipendenza, via XX Settembre, via dell’Icona, via del Genio Civile, via Gabriele D’Annunzio, via Roma – si sono trasformate in un trionfo di colori, luci e profumi: spighe e girasoli intrecciati con nastri dorati e disposti con cura quasi liturgica; drappi azzurri più o meno preziosi che ondeggiavano al vento e scendevano dalle case come antiche insegne di fede; lumi accesi come piccole stelle pronte a guidare il cammino; teli appesi ai tronchi degli alberi con su scritte preghiere a Maria consegnate al vento, come un piccolo voto affidato al Cielo. Ogni balcone sembrava raccontare una storia di devozione antica, ogni vicolo si faceva corridoio di festa, mentre la statua della Madonna avanzava lenta, accolta da un abbraccio azzurro e dorato di bellezza. In quei pochi minuti, il borgo intero si è fatto tempio.

Durante la processione, i fedeli hanno potuto riflettere sulle meditazioni di don Olivio Medori,  fino al momento della preghiera finale guidata dal parroco don Dino Straccia che ha chiuso solennemente i festeggiamenti religiosi lungo la caratteristica scalinata del centro storico.

A curare l’ordine e la sicurezza di tutta la giornata sono stati i volontari e le volontarie dell’associazione “Amici del Cuore” e dell’associazione Carabinieri Colonnella, presenti anche durante la serata in cui si sono svolti i festeggiamenti civili: l’apertura degli stand enogastronomici, il concerto di Enrico Capuano e la Tammurriata Rock “Milano è Sud”, il suggestivo spettacolo di fuochi d’artificio curato dalla ditta “Pirotecnica Di Fabio”.

Una pace vera, una pace incarnata

La festa in onore di Maria Santissima del Suffragio, partecipata e sentita, ha restituito alla comunità il senso profondo di un cammino che non si compie da soli.

La Madonna, venerata come madre che custodisce e accompagna, è diventata simbolo di un desiderio comune: costruire pace. Nelle case, nelle relazioni, nel territorio. Una pace vera, non solo a parole, ma incarnata nelle scelte quotidiane che la vita porta con sé.

In questo clima di raccoglimento e speranza, la festa non è stata soltanto la memoria di una tradizione, ma anche la presa in carico di un impegno concreto a compiere il bene e quindi un segno forte di fiducia nel futuro.

Foto di Cristina Di Quirico, Peppino Di Quirico e Carletta Di Blasio

 

Carletta Di Blasio: