SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un piccolo satellite delle dimensioni di una lattina, un drone che sale fino a 150 metri e un’altalena di emozioni che va dalla delusione più profonda alla gioia più pulita. Questo è stato, in sintesi, il concorso CanSat, l’avvincente competizione nazionale scolastica organizzata da ESERO, l’ufficio educativo dell’Agenzia Spaziale Europea, in collaborazione con il prestigioso Planetario Infini.TO. Un’iniziativa che ha visto quattro studenti del Liceo Scientifico Rosetti di San Benedetto del Tronto mettersi in gioco come veri scienziati e ingegneri aerospaziali.

La sfida, raccolta da Giovanni Imbrescia, Veronica Maria Palestini, Filippo Terenzi (tutti della classe 4M) e Alessandro Ventura (classe 4B), consisteva nel progettare e realizzare un mini-satellite capace di eseguire due missioni durante la fase di salita e discesa: una primaria (la misurazione di pressione, temperatura e umidità) e una secondaria. La competizione finale, svoltasi al Planetario di Torino lo scorso 30 maggio, ha visto i ragazzi della squadra del Rosetti puntare in alto, con una seconda missione di grande attualità: analizzare lo stato di “salute” della vegetazione sottostante all’area di lancio. Per farlo, hanno equipaggiato il CanSat con una fotocamera dotata di filtri speciali, programmando poi un software interamente sviluppato da loro per elaborare le immagini raccolte.

Ma la scienza, si sa, è fatta di imprevisti. A pochi passi dal lancio, un guasto hardware improvviso ha compromesso i sensori della missione primaria. In un attimo, il lavoro di mesi è sembrato scivolare via, portando con sé una comprensibile ondata di delusione.

Qui però è emerso il vero spirito del gruppo. Con un misto di testardaggine e resilienza, la squadra non si è arresa. Isolato il problema, i ragazzi hanno lavorato febbrilmente, stringendo i denti pur di effettuare il lancio e portare a casa almeno la seconda missione. E il miracolo ingegneristico è riuscito: il loro GreenSat è decollato e la missione secondaria è stata completata con successo, catturando ed elaborando i dati sulla vegetazione in modo impeccabile.

Un dettaglio che rende questa esperienza indimenticabile è stata la straordinaria collaborazione tra i partecipanti. I problemi hardware hanno colpito diverse squadre, provenienti da tutta Italia, trasformando il campo di lancio in un laboratorio a cielo aperto dove tutti aiutavano tutti. C’è stato uno scambio continuo di materiali, attrezzi e suggerimenti tecnici: la dimostrazione che la scienza unisce e che la competizione viene dopo la solidarietà.

Alla fine della manifestazione il team ha ottenuto il prestigioso “Premio miglior Professionalità”: i giudici infatti hanno voluto premiare la maturità, il sangue freddo e la capacità di problem solving dimostrata dai ragazzi di fronte all’emergenza. La delusione iniziale si è così trasformata in una gioia immensa. Hanno dimostrato che essere professionisti non significa essere infallibili, ma saper gestire l’errore e trovare una soluzione.

Il successo di questa spedizione è il frutto di un lavoro di squadra che va oltre gli studenti che hanno voluto ringraziare la Dirigente Scolastica del Liceo, Elisa Vita, che ha creduto nel progetto permettendo la partecipazione al concorso, il professor Nuccio Mozzicato, docente di Matematica e Informatica, guida e supporto del team soprattutto nei momenti bui. Fondamentale inoltre l’apporto della GEM Elettronica (Gruppo Leonardo), eccellenza del settore tecnologico, che ha svolto il prezioso ruolo di ponte tra scuola e mondo del lavoro ad alto livello. In tal senso l’intero gruppo, sostenuto dal dottor Giorgio Pizziol, Technologies and R&D Director, a giugno ha avuto anche l’opportunità di visitare il polo produttivo della nota azienda sambenedettese; accolti dall’ingegner Stefano Vitelli, studenti e docente hanno condiviso l’esperienza torinese e l’intero iter dell’attività. “La stimolante visita ai laboratori ci ha permesso di comprendere meglio le fasi di progettazione e sviluppo delle tecnologie radar 3D, dei sensori optronici e dei sistemi di navigazione inerziale – hanno commentato gli studenti-. Abbiamo così potuto osservare le applicazioni reali delle basi teoriche che studiamo a scuola, la realtà concreta dell’ingegneria e della ricerca scientifica”.

La Dirigente Scolastica, complimentandosi con i partecipanti al CanSat, ha sottolineato “la straordinaria valenza formativa delle qualificate attività progettuali realizzate nel nostro istituto”.

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