ASCOLI PICENO – La città di Ascoli Piceno ha vissuto un pomeriggio di grande emozione Domenica 5 Luglio 2026, grazie alla riapertura della chiesa di San Vittore, uno dei luoghi più antichi e identitari del centro storico. Dopo anni di lavori, ricerche, restauri e scavi archeologici, l’edificio è tornato a mostrarsi alla città con la sua sobria eleganza romanica e con una rinnovata luminosità che mette in risalto pietre, capitelli e stratificazioni che raccontano secoli di fede e cultura.
La celebrazione di riapertura ha registrato la partecipazione di numerosi fedeli, rappresentanti delle istituzioni, studiosi, tecnici e cittadini, tutti desiderosi di riscoprire un luogo che, pur nella sua discrezione, custodisce una parte preziosa della memoria ascolana.
La Celebrazione Eucaristica
Il ricco pomeriggio ha preso il via alle ore 17:30 con la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto. La liturgia è stata solennemente animata dal coro “Mater Gratiae”, diretto dal M° Enrico Antonini.
Durante l’omelia, il vescovo Gianpiero ha ringraziato quanti hanno contribuito alla valorizzazione artistica dell’edificio. In particolare ha ricordato due opere che oggi arricchiscono la chiesa: il crocifisso ligneo collocato sopra l’altare, realizzato dal maestro Bruno Ceccobelli,
e l’affresco su tavola raffigurante San Vittore, opera dell’artista Ido Erani, posizionato nella navata sinistra, nell’area presbiterale. Entrambe le opere dialogano con la storia del luogo, restituendo alla comunità un patrimonio che si rinnova senza perdere la sua identità.
I saluti istituzionali: la bellezza dell’edificio e la sinergia tra enti
Dopo la Celebrazione Eucaristica, sono intervenuti diversi rappresentanti delle istituzioni civili e religiose ed autorevoli esponenti del mondo culturale.
Il vescovo Gianpiero Palmieri ha fatto gli onori di casa e ha sottolineato il valore spirituale e comunitario della riapertura dell’edificio sacro. Poi ha introdotto il tema della giornata, “Un Tesoro Svelato – Riapre la chiesa di San Vittore”, anticipando ai presenti che il convegno avrebbe riservato loro numerose sorprese e rivelato aspetti inediti e preziosi della storia e della spiritualità del luogo. Infine ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la riapertura della chiesa al culto .
A seguire, ha portato il suo saluto alla comunità anche il senatore Guido Castelli, nella sua veste di commissario straordinario di Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dall’evento sismico del 24 Agosto 2016, il quale ha sottolineato il valore del contributo pubblico e della sinergia tra gli enti nel rendere possibile un recupero così complesso.
A chiudere i saluti istituzionali è stato il sindaco Marco Fioravanti, il quale ha definito San Vittore “una delle chiese più belle di Ascoli Piceno”, ricordando la sua unicità architettonica e la sua importanza nella storia urbana.
Il racconto del restauro: una comunità che crede nella bellezza e nella memoria
Il racconto del restauro è stato affidato alla voce dell’arch. Simona Massari, la quale ha diretto i lavori e ha curato anche la progettazione insieme a un team di professionisti, composto dall’arch. Christian Rubino, dall’ing. Giuseppe Brandimarti, con la collaborazione dell’arch. Simone Sebastiani. Tra i professionisti ringraziati anche il dott. Matteo Farina, che ha coordinato i rapporti istituzionali.
Nel suo intervento, l’arch. Massari ha ripercorso le tappe del lungo percorso che ha portato alla riapertura: “Quando abbiamo iniziato, il quadro normativo della ricostruzione non era ancora definito. Abbiamo lavorato con pazienza, consapevoli che San Vittore meritava un progetto che rispettasse la sua storia. È doveroso, in questa sede, esprimere la nostra profonda gratitudine alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per aver finanziato gli interventi. Abbiamo raggiunto un risultato straordinario: su undici finanziamenti assegnati in tutta Italia, ben 7 sono stati destinati al nostro territorio.
Colgo quindi l’occasione per ringraziare la Struttura Commissariale e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, che hanno permesso di realizzare gli interventi strutturali.
Ringrazio poi la CEI che, attraverso i fondi dell’8xMille a diretta gestione statale, ha permesso di effettuare importanti lavori di finitura, come la pavimentazione, lo scavo archeologico e, non ultimo, il consolidamento ed il restauro degli affreschi medievali”.
Ha poi aggiunto una dichiarazione che sintetizza lo spirito del lavoro svolto: “Restaurare San Vittore ha significato restituire integrità alla sua storia. Ogni pietra, ogni affresco, ogni traccia emersa dagli scavi ci ha chiesto ascolto. Abbiamo lavorato per restituire alla città un luogo autentico, capace di parlare con la sua voce antica ma con una nuova forza. Questo risultato è frutto di una comunità che crede nella bellezza e nella memoria”.
Il convegno: scavi, scoperte molte professionalità coinvolte
A seguire, si è tenuto il convegno “Un Tesoro Svelato – Riapre la Chiesa di San Vittore”, che ha registrato la partecipazione, come relatori, di due illustri ospiti:
- l’architetto e storico dell’architettura Cristiano Marchegiani, il quale ha ripercorso la storia della chiesa di San Vittore;
- la professoressa Maria Cristina Calvaresi, la quale ha illustrato il valore artistico dell’edificio, in particolare degli affreschi in esso conservati, contestualizzandoli nel panorama medievale ascolano.
Durante il convegno sono state illustrate tutte le scoperte fatte nel corso degli scavi e sono state ricordate tutte le professionalità coinvolte.
Gli interventi strutturali sono stati realizzati dall’impresa Archeores con sede a L’Aquila.
Il restauro degli affreschi medievali è stato affidato al restauratore Davide Borsacchini.
Le indagini archeologiche, condotte dalla ArcheoLogic, attraverso gli archeologi Luca Speranza e Gianmarco Lanciotti, hanno portato alla luce scoperte di straordinario valore: 31 tombe e due antiche pievi del VII e dell’VIII secolo. Per lo studio dei reperti antropologici è stata coinvolta l’antropologa Eleonora Ferranti, che ha analizzato i resti umani e le testimonianze materiali emerse dagli scavi.
L’evento, che è stato organizzato dalla Diocesi di Ascoli Piceno, in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria Madre di Dio in Cattedrale e l’associazione “Asculum 2000”, ha ricevuto anche il prezioso supporto dell’Istituto Musicale “Gaspare Spontini”. Tra un intervento e l’altro, infatti, i presenti sono stati deliziati da alcuni intermezzi musicali curati dai Maestri Giuseppe Marcucci (violino), Daniela Franchi (violoncello) e Alessandro Buca (clavicembalo). è stata l’ottima prof.ssa Maria Puca ad introdurre le opere dei compositori Arcangelo Corelli e Georg Friedrich Händel, che hanno accompagnato la serata con un’atmosfera di eleganza e raccoglimento.
Dopo il convegno la comunità ha potuto visitare liberamente la chiesa, osservando da vicino gli interventi effettuati: tra le navate, la
riscoperta degli affreschi ha offerto ai visitatori un dialogo diretto con la bellezza, finalmente restituita alla piena leggibilità.
La riapertura della chiesa di San Vittore non è solo un traguardo tecnico, ma un gesto culturale e spirituale.
La chiesa torna ad essere luogo di preghiera, di visita, di studio, di contemplazione.
Un piccolo scrigno che ricorda ad Ascoli la bellezza delle sue radici e la responsabilità di custodirle.