(Photo European Parliament)

Di Gianni Borsa

“La nostra cultura è al centro della nostra identità. Oltre ad essere una fonte di forza economica e geopolitica dell’Europa. La cultura deve rimanere una forza per l’unità e l’apprendimento”. Così Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha chiarito gli intenti di una dichiarazione congiunta delle tre istituzioni Ue (Parlamento, Consiglio, Commissione), firmata a Bruxelles nei giorni scorsi, e significativamente intitolata “L’Europa per la cultura, la cultura per l’Europa”.
La dichiarazione definisce in sostanza l’impegno politico comune a proteggere, promuovere e sostenere la cultura in Europa.

Le tre istituzioni comunitarie ribadiscono il ruolo dell’Ue nella “protezione della diversità culturale e linguistica” e nell’integrazione degli “aspetti culturali in tutte le politiche Ue, nel rispetto delle competenze nazionali”.
Le istituzioni si impegnano a porre la cultura “al centro del progetto europeo tutelando e promuovendo la libertà artistica, la diversità culturale, l’inclusione e condizioni eque per gli artisti”. Inoltre, si impegnano a “sostenere i settori culturali e creativi incoraggiando i finanziamenti, l’innovazione e lo sviluppo di capacità”, nonché – sono sempre obiettivi espliciti della dichiarazione – promuovendo “il ruolo dell’Europa come leader culturale e creativo globale”.
La dichiarazione congiunta riconosce inoltre gli “immensi benefici che i settori culturali e creativi europei apportano in termini di promozione di un’identità europea condivisa, alla base dei valori fondamentali dell’Unione quali la libertà, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, e di rafforzamento della competitività”.
I firmatari riconoscono il ruolo chiave che la cultura svolge nell’affrontare le sfide contemporaneetra cui le tensioni geopolitiche, i cambiamenti climatici, la transizione digitale, la disuguaglianza sociale e la crisi della salute mentale. Sottolineano il contributo dei settori culturali e creativi alla crescita economica, all’innovazione, alla coesione territoriale e alla sostenibilità ambientale.
Non è precisamente chiara l’origine di tale documento, né sembra palese la tempistica scelta. Comunque, gli impegni stabiliti nella dichiarazione si articolano intorno a dodici principi generali. Alcuni dei principi – è stato chiarito a Bruxelles – si concentrano sul sostegno agli artisti e ai professionisti della cultura e comprendono impegni a “proteggere la libertà di espressione artistica, promuovere una retribuzione equa e condizioni di lavoro dignitose nel rispetto del ruolo e dell’autonomia delle parti sociali e promuovere un approccio etico, antropocentrico e basato sui diritti all’uso dell’intelligenza artificiale”.
Altri principi della dichiarazione comune mirano a promuovere un più ampio accesso alla cultura e alle professioni culturali e creative,in particolare per i giovani, le persone vulnerabili o emarginate. Comprendono l’impegno a “migliorare l’accesso inclusivo alla cultura, a promuovere l’educazione artistica e a rafforzare il sostegno ai giovani artisti e a quelli provenienti da contesti svantaggiati”.
Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, al momento della firma ha dichiarato: “La storia dell’Europa è raccontata attraverso la sua arte, la sua cultura e la sua creatività. La dichiarazione congiunta invia un chiaro segnale che continueremo a porre la cultura al centro del progetto europeo. Sostenendo le menti creative, proteggendo la libertà artistica e rafforzando la nostra diversità culturale e linguistica, stiamo investendo non solo in uno dei maggiori punti di forza dell’Europa, ma anche nei milioni di persone il cui talento, innovazione e creatività aiutano le nostre società ed economie a prosperare”.
Obiettivi sottoscrivibili, dichiarazioni roboanti. Ora – come sempre – occorre passare dalle parole ai fatti, prevedendo, fra l’altro, risorse economiche adeguate.

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