DIOCESI – Tra i relatori del 4° Seminario Nazionale dei Referenti diocesani della Formazione all’Impegno Sociale e Politico, che si terrà a Roma oggi, Venerdì 26 Giugno 2026, ci sarà anche un rappresentante delle Diocesi del Piceno. Si tratta di Marco Tamburro, consigliere presso il Comune di Grottammare e referente regionale Marche della “Rete di Trieste“, la realtà degli amministratori cattolici italiani nata in seno alle Settimane Sociali. L’evento, che si terrà presso Casa San Juan de Ávila, è promosso dall’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI. Per l’Ufficio di Pastorale Sociale, del Lavoro e della Cura del Creato delle Diocesi Picene, seguirà il seminario Franco Veccia, che è anche delegato regionale Marche del medesimo Ufficio.

Il tema scelto per questa edizione la dice lunga sull’argomento che sarà al centro della giornata: “Il dialogo che fa crescere”. Un titolo che richiama l’importanza di un confronto costruttivo tra le diverse culture che compongono il Paese, come ricorda la citazione di papa Francesco riportata nella locandina: «Un Paese cresce quando dialogano in modo costruttivo le sue diverse ricchezze culturali: la cultura popolare, la cultura universitaria, la cultura giovanile, la cultura artistica e la cultura tecnologica, la cultura economica e la cultura della famiglia, la cultura dei media».

La giornata prevede relazioni accademiche, testimonianze di esperienze significative e un laboratorio di proposta e condivisione, con l’obiettivo di offrire, ai referenti diocesani, strumenti e visioni per promuovere una cittadinanza attiva e una politica fondata sull’ascolto.

Il contributo di Marco Tamburro

Tra i protagonisti della sessione dedicata alle buone prassi ci sarà Marco Tamburro, invitato ad intervenire sugli strumenti partecipativi nelle Pubbliche Amministrazioni.

“Partecipare al Seminario Nazionale della CEI a Roma è per me un grande onore e un’importante responsabilità – dichiara il consigliere grottammarese –, anche alla luce del mio ruolo nella ‘Rete di Trieste’. Questa esperienza mi permette di sottolineare come il percorso di Grottammare non sia un fatto isolato, ma si inserisca pienamente nel tessuto vivo e pastorale della nostra Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto e dell’intero territorio piceno. Portare questa testimonianza a un convegno nazionale è un’opportunità per valorizzare un patrimonio di cittadinanza che appartiene a tutta la nostra comunità“.

Tanto nell’amministrazione comunale quanto all’interno della “Rete di Trieste”, per Tamburro l’idea di fondo è che la politica si esprima fondamentalmente attraverso la via del confronto: “È la convinzione che non si possa fare servizio pubblico, se non ascoltando, partecipando e costruendo ponti tra le persone, per il bene della collettività. Nel mio intervento evidenzierò proprio questo: la partecipazione non è una formula burocratica o una bandiera elettorale, ma un organismo vivo che deve sapersi rinnovare di fronte ai mutamenti generazionali e sociali“.

Il contributo di Tamburro si sposterà poi sulla necessità di accorciare le distanze con i cittadini, superando la logica del “cliente-fornitore, dove l’ente pubblico rischia di apparire come un semplice erogatore di servizi e chi usufruisce come un mero consumatore. Spiega il consigliere: “Sosterrò che fare politica con lo stile del confronto significa avere il coraggio di cedere quote di potere decisionale per condividerle con la comunità, accettando il confronto aperto e il dissenso costruttivo. Il confronto, infatti, è generativo anche su temi scomodi, perché permette di comprendere meglio sia le fatiche sia i risultati dell’azione amministrativa”.

Tamburro porterà anche esempi concreti della sua esperienza a Grottammare, dove la partecipazione ha radici profonde e dove – racconta – “un’amministrazione che si confronta è un’amministrazione che cresce“: “Parlerò dell’esperienza positiva della nostra città che ha una storia solida che viene da lontano: dalle prime intuizioni del bilancio partecipativo nel biennio 1993-1994 a una tradizione trentennale di incontri nei quartieri e di consulte, come quella sulla disabilità, sulle pari opportunità e sulla fratellanza tra i popoli. Tutti questi strumenti offrono uno spazio istituzionale aperto a tutte le componenti politiche e civiche, dove le diverse sensibilità e istanze del territorio possono trovare cittadinanza e confronto”.

“A questa tradizione – conclude Tamburro – si sono aggiunti recentemente i patti di collaborazione per la cura dei beni comuni, attivi dall’anno scorso, che offrono un’ulteriore piattaforma in cui le diverse realtà locali si incontrano costantemente per facilitare il dialogo e far crescere le soluzioni concrete da offrire ai cittadini. Grottammare ha dovuto e saputo dimostrare negli ultimi 35 anni di essere un Comune aperto al dialogo: questo percorso resta una responsabilità collettiva che dobbiamo continuare a custodire e far crescere insieme, oltre ogni steccato ideologico“.

Il programma della giornata

Questo il programma del seminario:

Ore 9.00: preghiera, saluti e introduzione
a cura di don Bruno Bignami, direttore UNPSL CEI

Ore 9.30: relazioni

Lo stile dei cattolici nella Costituente
a cura del prof. Agostino Giovagnoli, storico e docente emerito presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano)

Il dialogo nella democrazia deliberativa
a cura della prof.ssa Daniela Ropelato, docente di Scienza Politica (Sophia)

Ore 11.00: pausa

Ore 12.00: esperienze

Cantiere della passione politica
a cura della dott.ssa Magda Galati, direttrice dell’Istituto Superiore di Formazione Politico‑Sociale “Mons. A. Lanza” (Reggio Calabria)

Strumenti partecipativi in amministrazione
a cura del dott. Marco Tamburro, consigliere comunale (Grottammare)

Ore 13.00: pranzo

Ore 14.00 – 16.30: laboratorio di proposta e condivisione

 

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