Un adolescente su otto tra gli utenti di internet in Messico ha subito sfruttamento o abuso sessuale, anche grazie alle tecnologie digitali e di comunicazione, nell’arco di un anno, secondo quanto rivela “Disrupting Harm México”, un nuovo studio presentato da Unicef, Ecpat international e Interpol.

La ricerca, condotta tra il 2023 e il 2024, mostra che questa forma di sfruttamento e abuso sessuale colpisce ogni anno 1,6 milioni di adolescenti nel Paese, lasciando profonde ferite emotive, psicologiche e sociali. Dimostra inoltre che lo sfruttamento e l’abuso sessuale facilitati dalla tecnologia non avvengono esclusivamente online: in quasi due casi su tre, i bambini e gli adolescenti conoscevano l’aggressore, principalmente amici, partner o familiari, il che evidenzia lo stretto legame tra l’ambiente digitale e quello in presenza. Lo studio fa parte di un’iniziativa globale che mira a generare prove per comprendere in che modo le tecnologie digitali stiano facilitando diverse forme di abuso e sfruttamento sessuale contro i minori, e per orientare risposte più efficaci in termini di prevenzione, protezione e assistenza. “L’abuso e lo sfruttamento sessuale online di bambini e adolescenti non è più un fenomeno isolato, bensì una minaccia crescente, silenziosa e in espansione. Colpisce ogni giorno un numero allarmante e sempre maggiore di adolescenti, spesso attraverso i social network, come evidenziato da questo nuovo studio. Nonostante sia sempre più presente e dannosa in Messico, questa forma di violenza rimane ancora in gran parte fuori dai radar dell’opinione pubblica”, ha affermato Fernando Carrera, rappresentante dell’Unicef in Messico.

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