Secondo il nuovo regolamento rimpatri, approvato dall’Europarlamento, sarà possibile trasferire i migranti destinatari di una decisione di rimpatrio, esclusi i minori non accompagnati, verso i cosiddetti “centri di rimpatrio” situati nel territorio di un Paese terzo che accetti di accoglierli, sulla base di un accordo concluso da uno Stato membro dell’Ue. “Tali accordi – precisa un comunicato – potranno essere conclusi solo con Paesi terzi che rispettino i diritti umani, il diritto internazionale e il principio di non respingimento”, almeno sulla carta. Il relatore Malik Azmani (deputato olandese) ha dichiarato: “Oggi l’Europa ha dato una risposta concreta. I cittadini si aspettano, giustamente, che chi non ha il diritto di rimanere faccia ritorno nel proprio Paese d’origine. Per questo ho una priorità chiara: misure di rimpatrio efficaci e realistiche. E, dopo quasi vent’anni di stallo, l’Europa ne dispone finalmente. I rimpatri rappresentano l’ultimo tassello del sistema europeo di gestione della migrazione”. Dopo l’approvazione del Parlamento, il testo dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore. Alcune disposizioni, tra cui quelle sui centri di rimpatrio, sulla valutazione dell’età dei minori e sulla dimensione esterna dei rimpatri, si applicheranno immediatamente. Le altre entreranno in applicazione 12 mesi dopo l’entrata in vigore della normativa.

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