“Mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette i poveri siano inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio”.
Sono i “mostri che si aggirano in questi mari”, che anche oggi, come nel linguaggio biblico, possono essere “immagine di minaccia, oscurità e caos”. “Ma la fede non rimane paralizzata di fronte alla potenza del mare”, ha assicurato il Papa incontrando al Porto di Arguineguìn di Gran Canaria le realtà di accoglienza dei migranti: “Crediamo in un Dio che soggioga il caos, pone un limite al male e apre una via quando sembra prevalere la morte. Così ne ha fatto esperienza il popolo d’Israele, attraversando il Mar Rosso per uscire dalla schiavitù e camminare verso la libertà. E così lo contempliamo in Cristo, che cammina sulle acque e, di fronte alla tempesta, pronuncia una parola sovrana: ‘Taci, calmati!’”.




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