SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un doppio, straordinario regalo attende la comunità dei fedeli della parrocchia Sant’Antonio di Padova a San Benedetto del Tronto, in occasione della festività del Santo patrono (leggi qui il programma completo: https://www.ancoraonline.it/2026/06/10/la-citta-di-san-benedetto-onora-santantonio/).

I Frati Minori Conventuali, che reggono la parrocchia ed il convento omonimi, hanno fatto restaurare la statua di Sant’Antonio di Padova, che verrà portata in processione per le vie del quartiere la prossima settimana, e hanno fatto ripristinare l’antico e suggestivo concerto campanario. Due interventi di restauro che fondono fede, arte e storia locale.

Il restauro della statua di Sant’Antonio: una storia di arte e fede

Il simulacro di Sant’Antonio, una splendida opera lignea realizzata negli anni ’40 dal celebre scultore Ferdinando Prinoth (esponente della prestigiosa scuola della Val Gardena), mostrava i segni del tempo. Il parroco, padre Andrea Cannuccia, ha voluto questo intervento per restituire l’opera alla città nel pieno della sua bellezza originaria.

I lavori sono stati affidati alle mani sapienti del restauratore sambenedettese Mirco Bacelle, coadiuvato dal prezioso aiuto del signor Raffaele Bruni. Insieme hanno ripulito la superficie cromatica e consolidato la struttura, riportando alla luce la straordinaria espressività del Santo e di Gesù Bambino.


La statua è un pezzo di cuore per la città: i Sambenedettesi sono infatti legatissimi a questa antica effigie, ai cui piedi, per quasi un secolo, generazioni di fedeli hanno affidato voti, suppliche e preghiere nei momenti più difficili della loro vita.

Il simulacro è stato ufficialmente intronizzato lo scorso 31 Maggio 2026, in tempo per l’inizio della tradizionale “Tredicina”, e sarà il fulcro della solenne processione di Sabato 13 Giugno alle ore 18:00.

Torna a suonare il concerto campanario: una storia di sacrifici

La seconda grande novità riguarda la torre campanaria. È stato infatti ultimato il restauro del concerto campanario della parrocchia, composto da cinque campane, i cui rintocchi tornano a scandire la vita del quartiere con rinnovata limpidezza. L’intervento tecnologico e conservativo è stato eseguito dalla prestigiosa Ditta Belltron di Colonnella.

Questo restauro tocca corde molto profonde nella memoria storica della parrocchia. Le cinque campane furono infatti acquistate negli anni ’60 grazie alle offerte e ai grandissimi sacrifici dei fedeli dell’epoca, desiderosi di dare una “voce” alla loro chiesa. Vennero solennemente consacrate dall’allora vescovo Vincenzo Radicioni secondo l’antico e suggestivo rito del Pontificale Romanum.

Il concerto, accordato in Sol3, fu fuso dalla storica Ditta Scarselli di Firenze e ogni bronzo porta un’intitolazione specifica che ne delinea l’identità spirituale:
1. Sant’Antonio da Padova (il “Campanone“)
2. San Francesco d’Assisi (la “Mezzana“)
3. San Pietro (la “Terza“)
4. Madre di Dio (la “Quarta“)
5. San Massimiliano Kolbe (la “Squillina“)

“Vedere la statua restaurata e poter riascoltare la voce delle nostre campane è un dono immenso per tutta San Benedetto – ha commentato il parroco – . Ringraziamo il restauratore Mirco Bacelle e i tecnici della Belltron per la professionalità. Dietro queste opere, c’è la fede dei nostri padri, che acquistarono le campane con immensi sacrifici, e c’è la devozione di oggi. Ora siamo pronti a vivere la festa del 13 Giugno prossimo”.

 

 

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