DIOCESI – “Dio non chiede prestazioni, ma una comunione d’amore“: è questo il messaggio centrale dell’omelia che mons. Gianpiero Palmieri, vicepresidente della CEI e vescovo delle Diocesi del Piceno, ha pronunciato ieri sera, 4 Giugno 2026, presso la cattedrale Santa Maria della Marina, a San Benedetto del Tronto, durante la Celebrazione Eucaristica da lui presieduta in occasione della solennità del Corpus Domini.
A concelebrare la Messa, insieme a lui, sono stati numerosi presbiteri della città rivierasca, tra i quali don Patrizio Spina, don Romualdo Scarponi e don Luciano Paci, rispettivamente parroco e parroci emeriti della comunità ospitante, don Guido Coccia, vicario della Vicaria padre Giovanni dello Spirito Santo, e padre Silvano Nicoli, superiore della Comunità Religiosa dei Sacramentini presente in San Benedetto del Tronto.
Numerose anche le autorità civili presenti, a partire dal neosindaco Nicola Mozzoni, alla sua prima uscita pubblica in ambito religioso. Insieme a lui, anche gli assessori Simona Alfonsi, Luigi Anelli e Cinzia Campanelli.
Presenti anche numerose autorità militari: il luogotenente Pasqualino Palmiero, comandante della Stazione dei Carabinieri di San Benedetto del Tronto, Pietro D’Angeli, comandante della Polizia Locale, il C.C. Francesco Sangermano, vice comandante della Capitaneria di Porto, e il vicequestore Guido Riconi, dirigente del Commissariato di Polizia di San Benedetto del Tronto.
Presenti, infine, anche alcuni diaconi, numerosi ministri straordinari della Comunione e i bambini e le bambine che hanno ricevuto l’Eucaristia per la prima volta il mese scorso.
L’omelia del vescovo Gianpiero
Nel corso dell’omelia, il vescovo Gianpiero ha ricordato ai fedeli che “non siamo realtà distinte, siamo uno“, sottolineando come “l’Eucaristia renda visibile questa unità profonda tra Dio e il suo popolo“. “Per questo motivo – ha spiegato – la processione eucaristica per le vie della città diventa un gesto che ci ricorda che noi siamo in Lui e Lui è in noi“.
Richiamando poi la Prima Lettura, il riferimento a Mosè diventa chiave interpretativa dell’esperienza di fede. Ha detto mons. Palmieri: “Dio gli dice che i quarant’anni nel deserto sono stati un tempo necessario affinché sapesse esattamente che cosa avesse nel cuore”. Il deserto rivela tre verità fondamentali: la nostalgia della schiavitù, la paura e la fame più profonda dell’uomo. Il popolo, infatti, “aveva addirittura nostalgia della schiavitù”, temeva la terra promessa e scopriva “una fame che non era solo di pane, ma di una Parola e di una relazione che solo Dio può dare“.
Il Vangelo completa il quadro: Gesù si presenta come “il pane del cielo” ed invita ad una relazione concreta e trasformante, espressa con parole forti come “mangiare la mia carne, bere il mio sangue”. Ha quindi aggiunto: “Dio non chiede prestazioni, ma una comunione d’amore, una relazione che tocchi la vita reale, con le sue fragilità. La carne ed il sangue diventano così simbolo della vita stessa di Cristo che si unisce alla vita dell’uomo”.
Ha quindi proseguito il vescovo Gianpiero: “La comunione, allora, non è solo un gesto liturgico, ma la possibilità di vivere da uomini liberi, senza paura. C’è tanta fame di Vangelo: dovremmo imparare a riconoscerla e nutrirla con parole che saziano davvero e scaldano il cuore“. Un richiamo particolarmente attuale perché “viviamo in un tempo difficile, in cui c’è tanta paura, in cui siamo sempre tentati di accontentarci ed in cui gli adolescenti pongono domande profonde a cui noi adulti spesso rispondiamo con superficialità”.
Mons. Palmieri ha quindi sottolineato l’importanza di vivere la fede non nell’isolamento, bensì attraverso la testimonianza, il dialogo e il confronto con gli altri. Ha infatti concluso: “La fede si sostiene quando la si condivide“.
La processione Eucaristica
Terminata la Messa, come consuetudine, il Corpo Eucaristico di Cristo è stato portato in processione per alcune vie del centro cittadino.
Lungo il percorso sono state letti alcuni stralci di documenti di papa Benedetto XIV, papa Francesco e papa Leone XIV, che hanno ricordato l’importanza della comunione tra le persone.
Giunti presso la chiesa dei Padri Sacramentini, il diacono Walter Gandolfi ha letto un passaggio dell’esortazione apostolica “Sacramentum Caritatis”di papa Benedetto XVI, in cui significato centrale è che il Mistero Eucaristico non può essere separato dall’impegno sociale: la comunione con Cristo porta necessariamente alla comunione tra le persone e alla responsabilità verso la giustizia.
Un richiamo alle parole già pronunciate dal vescovo Gianpiero prima della processione, rivolgendosi direttamente al neosindaco Nicola Mozzoni: “Siamo contenti di pregare oggi il Signore insieme con lei, sindaco, per questa città. Noi preghiamo gli uni per gli altri, affinché possiamo servire per il bene di tutti. E lo facciamo con tutto il cuore. Mentre preghiamo ed attraversiamo la città con l’Eucaristia, sentiamo nel cuore l’urgenza di portare a questa città Gesù, la cosa essenziale, l’unica cosa che può soddisfare davvero la sete e la fame degli uomini”.
Non a caso mons. Palmieri ha concluso la serata con queste parole: “Il Signore ci raccoglie tutti intorno a Lui, ci invita a conoscere la vera pace, a costruire la riconciliazione e la concordia per il bene di tutti“.
Il sindaco Mozzoni, ai nostri microfoni, ha affermato: “Ho molto apprezzato le parole del vescovo sul senso di comunità e di comunione. Tutto quello che dobbiamo fare, siamo chiamati a costruirlo insieme“.













































































0 commenti