(Foto AFP/SIR)

Di Riccardo Benotti

Tutte e 196. Per la prima volta dall’adozione della Charter for the Protection of Children and Young People nel giugno 2002 a Dallas, ogni diocesi ed eparchia cattolica degli Stati Uniti ha partecipato ad almeno un audit in loco sulla tutela dei minori. Lo certifica il Rapporto annuale 2025 del Segretariato per la tutela dei minori della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), il ventitreesimo dal varo del documento. “Il Rapporto è la prova che la Chiesa non solo continua a prevenire l’abuso sessuale dei minori e a riconciliarsi con le vittime del passato, ma assicura anche che le verifiche servono come strumenti efficaci di responsabilità e prevenzione”, scrive nella prefazione mons. Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente dei vescovi Usa.

Denunce in aumento ma calo del 60% sul 2021
Tra il 1° luglio 2024 e il 30 giugno 2025 sono state ricevute 1.070 nuove denunce da 973 vittime-sopravvissuti di abusi sessuali commessi da membri del clero nelle 194 diocesi ed eparchie che hanno trasmesso i dati – un aumento di 168 rispetto al precedente anno di verifica. Circa il 60% delle segnalazioni è arrivato attraverso cause legali, programmi di compensazione e procedure fallimentari, che consentono a chi ha già denunciato e a chi non si è ancora fatto avanti di accedere a forme di risarcimento. Sul totale, 727 denunce (68%) sono pervenute tramite avvocato, 231 per autodichiarazione e 112 da familiari, ordini religiosi o forze dell’ordine. Su 117 nuove denunce giudicate credibili dalle diocesi, tre potrebbero aver riguardato minori, mentre le altre sono state presentate da adulti che denunciavano abusi subiti quando erano minorenni.

I costi complessivi sostenuti dalle diocesi per le cause legate agli abusi hanno raggiunto i 389,9 milioni di dollari nell’anno fiscale 2025, in aumento del 61%, con 276 milioni destinati ai risarcimenti delle vittime.

Il leggero rialzo del numero di denunce non altera la traiettoria di fondo. “L’anno di verifica 2025 indica un lieve aumento del numero di denunce rispetto al 2024. Tuttavia, un’analisi dei dati su cinque anni consecutivi mostra una diminuzione di oltre il 60% rispetto al 2021 e di oltre il 50% rispetto al 2022”, osserva James Bogner, presidente del National Review Board, l’organismo laico consultivo istituito dai vescovi nel 2002. Nello stesso periodo le diocesi hanno offerto sostegno pastorale a 150 nuove vittime e ai loro familiari, continuando ad accompagnare 1.331 persone emerse in periodi precedenti.

Una sola diocesi non conforme, criticità su tre articoli
StoneBridge Business Partners, la società indipendente incaricata delle verifiche, ha effettuato 36 visite in presenza e 25 a distanza, per un totale di 61 ispezioni tra marzo e dicembre 2025, raccogliendo dati da altre 133 diocesi. Una sola realtà è risultata non conforme: la diocesi di Houma-Thibodaux, in Louisiana, per la mancata convocazione del Diocesan Review Board dal 17 ottobre 2023. Dopo la verifica, l’organismo è stato riconvocato, ripristinando la conformità all’articolo 2 della Charter. Restano fuori dal Rapporto due eparchie – Parma dei Ruteni (Ohio) e Our Lady of Deliverance siro-cattolica – che non hanno partecipato né alle ispezioni né alla raccolta dati.

Su 89 presunti autori classificati, l’89% risulta deceduto, già rimosso dal ministero, ridotto allo stato laicale o irreperibile; altri 10 sacerdoti o diaconi sono stati rimossi in via permanente nel 2025.

Sul fronte della prevenzione, sono stati effettuati 2.320.143 controlli sui precedenti penali, mentre 2.328.545 adulti e 2.803.250 bambini e ragazzi hanno seguito programmi di formazione sui segnali di allarme. “Il fine ultimo del lavoro di tutela non è solo la protezione dei minori e delle persone vulnerabili, ma la formazione e il rafforzamento di una cultura della sicurezza in ambito ecclesiale”, scrive il diacono Bernie Nojadera, direttore esecutivo del Segretariato. Le criticità più ricorrenti, segnalate in oltre il 10% dei controlli, riguardano gli articoli 2, 12 e 13: review board, formazione e controlli per chi opera con i minori. Nel 2027 ricorrerà il venticinquesimo anniversario del documento. “È urgente radicare in tutta la Chiesa una cultura della prevenzione che non tolleri alcuna forma di abuso: né di potere o autorità, né di coscienza, spirituale o sessuale. Questa cultura sarà autentica solo se nascerà da una vigilanza attiva, da processi trasparenti e dall’ascolto sincero di coloro che sono stati feriti”, scrivono i vescovi citando Papa Leone XIV nella conclusione del Rapporto.

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