L’Istituto per le Opere di Religione (Ior) chiude il 2025 con un utile netto di 51 milioni di euro, in crescita del 55,5% rispetto al 2024 e record degli ultimi dieci anni. È quanto emerge dal Rapporto annuale 2025, pubblicato oggi. La significativa crescita è riconducibile al miglioramento dei risultati operativi, a una gestione attiva e disciplinata dei portafogli e alle condizioni favorevoli di mercato. La redditività complessiva si attesta a 97,2 milioni di euro, in crescita del 25%. La raccolta complessiva – depositi, conti correnti, gestioni patrimoniali e titoli in custodia – ha raggiunto i 5,9 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto al 2024. Il patrimonio netto è salito a 815,3 milioni di euro, con un incremento di 83,4 milioni. Il Tier 1 ratio si attesta al 71,9%, in aumento del 3,5% rispetto al 2024, posizionando l’Istituto tra le più solide istituzioni finanziarie internazionali. Alla luce di questi risultati, la Commissione cardinalizia ha deliberato la distribuzione al Santo Padre di un dividendo pari a 24,3 milioni di euro, in crescita del 76,1% rispetto all’anno precedente, in coerenza con la missione dell’Istituto a sostegno delle opere di religione e di carità. Il bilancio ha ottenuto una relazione “senza rilievi” da Deloitte & Touche ed è stato approvato all’unanimità dal Consiglio di sovrintendenza il 28 aprile 2026.

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