COSSIGNANO – Mercoledì 6 maggio 2026 è stata l’occasione per celebrare i vent’anni di sacerdozio di Don Claudio Capecci. Una partecipata celebrazione si è svolta insieme al parroco, Mons. Federico Pompei, Don Luigino Scarponi e Don Armando Moriconi, nella suggestiva cornice della Chiesa di Chiesa di Santa Maria Assunta. Successivamente sono intervenuti anche Mons. Vincenzo Catani e Don Lorenzo Bruni per rendere omaggio a Don Claudio.

Don Claudio Capecci:  «Desidero ricordare tanti sacerdoti, ma soprattutto il mio parroco don Rino Vallorani di Comunanza e Mons. Filippo Consorti, parroco a Ripatransone, insieme a molti altri che mi hanno accompagnato nel cammino, come oggi fa Mons. Federico Pompei – ha esordito Don Claudio –. Fui ordinato dal Vescovo Gervasio Gestori, che mi accolse e credette in me. Prima di diventare sacerdote lavorai in fabbrica, pagandomi gli studi da solo, grazie anche alla comprensione del mio datore di lavoro, che seppe attendere il mio discernimento. Ho lavorato quattro anni in fabbrica. Quando mi presentai in seminario avevo le mani fasciate e il Rettore mi chiese il motivo. Quando gli spiegai che ero operaio, mi disse che il lavoro mi faceva onore e mi accolse con stima. Io sogno una comunità fraterna, dove ci si voglia bene, senza egoismi né interessi personali. Una comunità capace di guardare al futuro. Sto facendo tutto il possibile per riuscirci e vi ringrazio per avermi accolto».

Don Armando Moriconi: «Ognuno di noi sacerdoti porta con sé una lunga storia. È importante voltarsi indietro e riconoscere due sentimenti: la richiesta di perdono a Dio per le nostre fragilità e la piena gratitudine. Attraverso le nostre miserie il Signore ci ha scelti. Grazie Don Claudio, ti auguro il meglio».

Don Luigino Scarponi: «Conobbi Claudio alle magistrali di Ripatransone e ancora oggi mi chiama “professore”. La sua generosità è immensa: ha un cuore grandissimo, come quello di Gesù. Tanti sacerdoti gli sono stati vicini e lui li ha ricordati con riconoscenza. Alla base di ogni vocazione c’è sempre un bravo prete. Ringraziamo il Signore per questo dono. Anche qui a Cossignano ci sono stati sacerdoti che hanno lasciato un segno profondo nella comunità. Preghiamo sempre per le vocazioni. Grazie, Claudio».

Mons. Federico Pompei – «Ero parroco di Regina Pacis quando conobbi Don Claudio. Non era ancora sacerdote e lo invitai a partecipare a un pellegrinaggio. Poi ci siamo ritrovati a Grottammare, sei anni fa. Il Vescovo mi chiese: “Puoi accogliere Don Claudio?”. C’erano già Don Roberto Traini e Don Benvenuto Nepou. Don Roberto rispose: “È un prete, accogliamo chi viene da fuori, perché non dovremmo accogliere Don Claudio?”. Eravamo nel periodo della pandemia, non potevamo incontrare le persone ed è stato un tempo difficile, ma ci siamo sostenuti a vicenda. Ricordo ancora le tante risate e la serenità condivisa. Due anni fa Don Claudio è stato chiamato qui a Cossignano. Poi io ho lasciato Grottammare per raggiunti limiti di età, ma il Vescovo mi chiese di venire con lui a Cossignano: “Vi aiuterete a vicenda”. Accettai subito. È una formula che funziona. Lui è parroco insieme a me e con lui tutto diventa più semplice. È generosissimo, ha un cuore grande. In lui vedo un sognatore, ed è una cosa bella: in un mondo che spesso dorme, meno male che esistono i sognatori. Certo, ogni tanto bisogna riportarlo alla realtà, ma per fortuna c’è lui che continua a sognare. È anche un grande lavoratore, non si tira mai indietro. Fare il parroco significa sposarsi con la propria gente. E un matrimonio va avanti quando si accoglie tutta la persona, con pregi e difetti. Se sapremo vivere così, sia noi sacerdoti sia voi sposi, faremo grandi cose. Grazie Don Claudio».

Il sindaco Roberto Luciani: «La tua, caro Don Claudio, è una matura giovinezza. Stiamo imparando a conoscerti e apprezziamo molto le iniziative che promuovi, come la Via Crucis Vivente, importante per ricompattare la comunità. Ci eravamo un po’ persi, ma grazie a Dio e al Vescovo, che non finirò mai di ringraziare, oggi possiamo contare su sacerdoti preziosi. Eravamo dispersi e ora, grazie a voi, ci stiamo lentamente ritrovando e ricostruendo. Don Claudio è un entusiasta, mentre Don Federico è un sacerdote di grande saggezza: insieme si completano. Grazie a nome di tutta la cittadinanza di Cossignano. Comunità civile e religiosa hanno sempre collaborato bene e continueranno a farlo. Grazie per la vostra disponibilità e pazienza. Faremo grandi cose insieme».

La festa – Per celebrare Don Claudio è stato offerto un rinfresco in sagrestia, alla presenza anche dei parrocchiani del Trivio di Ripatransone.

I festeggiamenti si sono poi conclusi con un ulteriore momento di incontro e convivialità.

Una bella festa, ricca di affetto e partecipazione per Don Claudio Capecci, al quale giungono anche gli auguri della redazione di “L’Ancora Online”.

 

 

 

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