ROMA – Si è concluso ieri, Domenica 19 Aprile 2026, a Sacrofano, presso la Fraterna Domus, il 45° Convegno Nazionale delle Caritas diocesane italiane dal titolo “Annunciare il Vangelo e promuovere l’umano. «Imparate a fare il bene, cercate la giustizia» (Is 1,17)”.
All’incontro, che è durato quattro giorni, hanno partecipato circa 600 direttori ed operatori provenienti dalle 218 Diocesi italiane.
Tra questi era presente anche una delegazione dalle Diocesi del Piceno costituita da Fernando Palestini, Suor Vittoria Kumari, Graziella Ciarrocchi e Luca Celii per la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto e da Stefano Felice per la Diocesi di Ascoli Piceno.
Leggi l’articolo: VIDEO La delegazione Caritas del Piceno a Sacrofano per il 45° Convegno delle Caritas Diocesane
I temi caldi: povertà, casa e “social washing”
Durante i quattro giorni di lavori, sono stati affrontati diversi nodi cruciali per il territorio italiano:
- Povertà e abitare: la crescente emergenza casa e la cronicizzazione delle povertà, specialmente in alcune aree del Paese.
- La “profezia della carità”: l’invito a non trasformare volontariato e prossimità in risposte “a basso costo” alle mancanze dei servizi istituzionali.
- Advocacy e giustizia sociale: l’attenzione è stata rivolta anche ai rischi di “social washing”, esortando le Caritas a mantenere una collaborazione responsabile con le istituzioni senza accettare deleghe improprie.
Stefano Felice, responsabile del Centro di Ascolto della Caritas diocesana Ascoli Piceno, racconta:
“Io personalmente ho partecipato al lavoro di gruppo sul diritto di abitare e devo dire che è stato un momento davvero significativo. Durante il laboratorio c’è stata anche una rappresentante del Ministero che ha fornito numeri, secondo me, abbastanza allarmanti: il Governo finora, dall’inizio del suo insediamento, ha investito un miliardo di spesa pubblica per oltre 10.000 appartamenti nuovi, due miliardi per la ristrutturazione di appartamenti di edilizia pubblica già esistenti – gli appartamenti di ERAP per intenderci – con cui sono stati sistemati 27.000 appartamenti. Facendo due conti, il costo medio per ogni appartamento è stato di 74mila euro. La riflessione che un po’ a tutti abbiamo fatto è stata quella di dire che forse, con quella cifra, avremmo fatto prima a costruirne dei nuovi anziché sistemare quelli vecchi. Nei prossimi anni, sul tema dell’abitare Caritas Italia creerà un grande movimento, perché ritiene che la questione sia centrale per la dignità di ogni essere umano”.
“Durante il convegno – prosegue Stefano Felice – è stata lanciata ufficialmente anche una nuova iniziativa che riguarda la pratica del gioco d’azzardo. Il prossimo 30 Maggio tutte le Caritas diocesane italiane saranno coinvolte con ‘La tenda del buon gioco’, uno spazio di riflessione sul gioco sano. Tramite dei laboratori che verranno sviluppati all’interno delle piazze italiane, l’attenzione sarà rivolta soprattutto alla pratica dell’azzardo, un problema sempre più frequente che piaga la società italiana e che colpisce le persone, rendendole ancora più povere e fragili. Ovviamente anche le piazze di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto parteciperanno“.
Un impegno che nasce dall’ascolto
Il Convegno ha ribadito che la vera carità nasce dall’ascolto autentico dei poveri. “Siamo nei territori, ascoltiamo, costruiamo alleanze: siamo nei processi senza smarrire il Vangelo”, hanno sottolineato gli organizzatori durante le varie giornate di lavori.
Spiega Stefano Felici: “Due sono i temi che ho apprezzato molto:
- l’importanza delle relazioni e di fare rete;
- il sempre maggiorecoinvogimento dei giovani nei processi decisionali.
Ottimi i contributi, in particolare quello dell’ex ministra Fornero e dell’ex premier Prodi“.
Verso il futuro: la sfida dell’Advocacy e la costruzione di comunità generative
Il cuore del dibattito è stato il concetto di advocacy, intesa come forma matura della carità. Il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha sottolineato l’urgenza di non limitarsi a rispondere ai bisogni primari, ma di agire come “coscienza critica della società” e “sentinella”.
“Non basta aiutare chi è in difficoltà: serve capire perché nascono povertà e disuguaglianze“, è stato questo il fulcro del Convegno. L’obiettivo è diventare “avvocati dei poveri“, portando le loro domande e le loro storie nello spazio pubblico e nelle sedi decisionali, per promuovere cambiamenti strutturali.





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