Pubblichiamo la riflessione di Don Gian Luca Rosati, parroco della chiesa di Cristo Re.
Per quanto riguarda gli oratori, le chiese, le parrocchie, le Caritas,… il discorso è un po’ complesso e non ho la pretesa di chiarirlo in queste poche righe. Però ci tengo a dire che sono tutti luoghi abitati da persone da 0 a cento anni e che dovrebbero essere continuamente accessibili e contemporaneamente accessibili a tutti, da 0 a cento anni.
Perciò l’uso degli spazi da parte di una o più persone deve garantire comunque l’accesso e l’utilizzo da parte di tutti gli altri. Per questo ogni tanto il parroco prende provvedimenti che sui giornali vengono giudicati inadeguati e inappropriati da chi non sa che cos’è una Parrocchia o non sa cosa si fa in una Parrocchia.
Ad esempio…
L’ubriaco che passeggia nella pinetina della parrocchia e a un certo punto si introduce nel teatro parrocchiale mentre i ragazzini e le ragazzine stanno facendo le prove del saggio di danza e li fa impaurire, deve essere lasciato passeggiare nei corridoi, perché la chiesa è di tutti e lui è un poveretto che non sa dove andare? Il senzatetto che anziché limitarsi a fare pranzo nella mensa Caritas parrocchiale, si mette a fumare negli spazi dell’oratorio davanti ai bambini deve essere accompagnato fuori, oppure deve essere lasciato lì? Quello che apostrofa tutti i passanti, ragazzi, adulti, anziani e li ‘cementa, bisogna lasciarlo fare indisturbato o gli si può dire gentilmente di allontanarsi? E quello che minaccia le persone o fa danni alle strutture della chiesa perché non gli vengono dati i soldi che chiede? E i bulletti che fanno i prepotenti in oratorio e terrorizzano i più piccoli?
Sono solo alcuni degli episodi vissuti da me in questi anni qui a Cristo Re. Potrei raccontarne tanti altri, ma mi fermo qui perché ho reso bene l’idea che le chiese e le parrocchie non possono risolvere tutti i problemi sociali, come voi “ben pensanti” suggerite ogni volta che c’è un’emergenza o ogni volta che uno, tentate tutte le strade, prende un provvedimento come la chiusura dei cancelli dell’oratorio (episodio avvenuto qualche anno fa qui a Cristo Re).
Prima di prendere per oro colato quello che trovate scritto sui social o sui giornali, e aggiungere il vostro saggio commento sulla base dei fatti raccontati, sarebbe meglio andare a intervistare il parroco o il vice-parroco,… Li trovate facilmente: sono gli unici che sul posto ci vivono e sono immediatamente accessibili a tutti. Ma forse, poi, è troppo scomodo trovarsi faccia a faccia con una persona; meglio scrivere un commento qua e uno là…
Le persone che dormivano sotto il portico della chiesa Madonna del Suffragio stavano lì da mesi. Erano in attesa di un dormitorio? Erano in attesa di una sistemazione? Erano in attesa di una casa? Chissa? Mi sa che nessuno si prendeva cura della loro situazione, se non il parroco don Gianni Capriotti e la Parrocchia Madonna del Suffragio, sempre molto sensibili e attenti alle necessità dei poveri (li conosco bene e ve lo garantisco). Parroco e parrocchiani che ora sui giornali e sui social rischiano di passare per quelli che non se ne prendevano cura.
Ma gli organi competenti a prendersene cura, perché non se ne sono presi cura?
Qua da anni fa comodo dire che ci deve pensare la Chiesa e fa comodo soprattutto a quelli che ci dovrebbero pensare con politiche di attenzione ai poveri, con politiche di vera integrazione.
Comunque sono molto contento di vedere tanti commenti, opinioni, “mi piace”,… sto prendendo nota di tutti i nomi, perché quando ho avuto bisogno di aiuto per gestire le situazioni di emergenza e di pericolo, ho potuto contare solo sui volontari della Parrocchia e della Caritas diocesana, sui Carabinieri e sulla Polizia di Stato, sulla Cooperativa Lella (che opera nella nostra Casa di Accoglienza) e sull’Assessore alle politiche sociali Andrea Sanguigni. Gli unici sempre disponibili e presenti!
Ora invece, dopo tutto quello che ho letto e visto in questi giorni, posso riempire una rubrica intera con i nomi delle persone che sono disponibili ad accogliere e a servire i poveri!
Dunque non posso che ringraziarvi per la vostra generosa offerta d’aiuto!

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4 commenti

  • Maurizio Cameli
    07/04/2026 alle 13:09

    Grazie Don, Grazie di Esserci, solo Lei conosce la realtà che io posso solo immaginare e quindi mi limito ad augurarle più collaborazione possibile da parte di tutti: istituzioni e volontari. Che Dio la protegga ♡

  • Angela
    07/04/2026 alle 13:10

    Anche se molto in fretta, leggendo il presente articolo mi sono sentita bollire il sangue nelle vene perché ho lavorato con "passione e amore "nelle parrocchie in molte regioni italiane dalla Calabria all' Emilia Romagna e vedo che cambiano volti ma il succo dei problemi si ripetono all'infinito. Mi fa piacere leggerti caro Don Gianluca. Anzi ti dico che mi chiamo Sr Angela ,definita da qualcuno "suora d'attacco". Il mio tempo è molto limitato ma ci faccio entrare il mio incoraggiamento a non "demordere da questo TUO fare" . La nostra Italia è sempre più assetata di "Chiesa" di "Preghiera",di "Amore "UMANO.... FORSE PERCHÉ A MIA VOLTA HO SPERIMENTATO UNA VOLTA ....CHI APPENA MI VIDE INIZIÒ A MORTIFICARMI CON TITOLI peggiori e non solo, ma che dopo 34 anni...(con vicende da pochissimi conosciute) ho avuto modo di riconsegnare al buon Gesù ! Sperimentando il valore della preghiera "dove due o più," ... il non dormire per amore..., il coinvolgimento con coloro che credono nello stesso obiettivo compreso quello dell'amicizia e non solo! Avanti dunque. Ti e vi ricordo nella mia preghiera Sr Angela. Grizzana Morandi (Bologna) 7aprile 2026

  • Giovanni Bruni
    07/04/2026 alle 15:55

    Penso che le Chiese, la Caritas ed altre associazioni fanno tanto per tutti e soprattutto per i più deboli della nostra società. Però tra me e me mi sono sempre chiesto se facciamo entrare tante persone da altri paesi in difficoltà non dovrebbero vivere in condizioni dignitose con un'alloggio dove dormire ed un lavoro e sentire veramente quell'accoglienza umana di cui hanno bisogno? Questa è la mia domanda a me stesso ma che pongo a tutte le istituzioni nazionali e cittadine. Vedere persone abbandonate a se stesse come nei pressi della stazione o del cinema delle palme o in altri luoghi della città non è umano. Personalmente penso che non è possibile accogliere tutti all'infinito, per esempio se volessi ospitare dei parenti a casa ne potrei ospitare un paio ma no cinquanta, penso sia logico, e poi non è decente veder morire persone che vogliono venire in Italia, bisogna smetterla di far arricchire i soliti trafficanti di uomini, bisogna far in modo che nessuno muoia e che arrivino in Italia in modo sicuro. Chi vi parla è una persona che ha svolto anni di volontariato sia alla Caritas in passato che all'ospedale con i bambini tramite un'associazione del luogo. Cerco di aiutare ma non mi piace divulgare quello che faccio, tutto ciò deve rimanere tra me ed il Padre che è nei cieli. Inoltre, non ho mai preso un euro nell'aiutare il prossimo anzi ho dato di tasca mia nonostante le mie difficoltà ma ho fede nella provvidenza divina. Per ultimo criticare persone in difficoltà perché cercano di arrangiarsi nel vivere è sbagliato, sono colpevoli le istituzioni che dopo aver accolto delle persone che abbandonano famiglie nei loro paesi per cercare una vita migliore si trovano anche qui in Italia abbandonati a se stessi tra povertà e discriminati. Pensate voi ad abbandonare le vostre case, famiglie, amicizie ed andare in un'altro paese soli con i vostri sogni e speranze, e poi vedere che anche qui trovano disperazione e solitudine. Tante volte dovremmo immedesimarci in queste persone. Bisogna ritornare ad essere più umani e non pensare al solo nostro mondo, se siamo veramente cristiani ci vuole empatia, amore e rispetto. Corriamo come pazzi tutto il giorno ma non pensiamo più, certo la vita è dura ma bisognerebbe ritornare a pensare insieme. Lo so per esperienza personale che ognitanto ci si dovrebbe fermare e guardarci dentro, lo so è difficile in questo sistema di cose, essere malato mi ha fatto vedere meglio dentro me stesso e lo reputo un periodo positivo perché ritorni ad essere umile, semplice ed umano. Grazie.

  • Rocco Franco D'Olimpio
    07/04/2026 alle 17:13

    Per grazia di Dio faccio parte della Parrocchia di Cristo Re , quindi posso confermare che don Gianluca, il MIO parroco, ogni giorno è di fronte al bivio del dover scegliere sul CHI potrebbe essere chi ha davanti e al COSA sarebbe giusto fare sia per lui che per la comunità. Questo non fa di lui un maestro, ma almeno un competente in materia con una esperienza che gli dà diritto di parola. Un diritto pari a quello che lui riconosce a chiunque voglia entrare in parrocchia. Si da il caso però che molti entrano per chiedere, pochi per dare una mano. I pochi che entrano in genere tacciono, quelli che non entrano raramente lo fanno e ancora più raramente intervengono a sostegno o per incoraggiare. Non perché sappiano come stanno le cose ma perché presumono di sapere come dovrebbero andare. Io un tempo davo una mano, ora la vecchiaia mi frena ma tre cose posso ancora farle: amare chi fa, perdonare chi critica, pregare per entrambi. Oggi ne ho fatto quattro scrivendo anche queste parole.

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