ASCOLI PICENO – È stata inaugurata ieri pomeriggio, negli spazi suggestivi del Forte Malatesta di Ascoli Piceno, la mostra fotografica antologica del collettivo Photonica3, primo grande appuntamento dell’Appennino Foto Festival 2026, che quest’anno sceglie come filo conduttore il tema “Rigenerare. Dove il cammino cura”.
Un evento che segna un passaggio importante nella storia del festival, nato e cresciuto dal 2019 nei Comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona (presenti ieri tutti i sindaci insieme al presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri), a cui quest’anno si è aggiunta anche Tolentino. L’approdo ad Ascoli non rappresenta uno spostamento dell’evento, ma una aggiunta, un ampliamento naturale che porta in una città simbolo come il Salotto d’Italia la bellezza e l’anima dei luoghi dell’Appennino centrale. Determinante, in questo percorso, l’impegno del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha creduto nella forza culturale della fotografia come strumento di ricostruzione sociale e di rilancio dei territori. Castelli ha sostenuto anche, tramite il bando NextAppennino (misura B2.2), la nascita di una futura scuola di fotografia naturalistica nell’ex monastero di San Lorenzo a Belforte del Chienti (struttura acquisita dal Comune anche grazie agli stessi fondi che sarà aperta al pubblico il prossimo 26 aprile), progetto che si inserisce nella visione più ampia di rigenerazione e valorizzazione dell’Appennino e che coinvolge i cosiddetti Cinque Comuni. La mostra, intitolata “Nel segno della luce”, presenta oltre 80 fotografie selezionate da un archivio vastissimo costruito in 16 anni di viaggi, amicizia e ricerca, e sarà visitabile fino al 26 aprile. Sono previste anche visite guidate con i componenti di Photonica3 nelle domeniche 12, 19 e 26 aprile a partire dalle 15, con prenotazione (339.3781219 o 334.6693473).
Contestualmente è stato presentato anche il volume fotografico legato al progetto: una raccolta che riunisce gli scatti più rappresentativi del collettivo, frutto di una selezione complessa realizzata su circa mezzo milione di fotografie. Il titolo della mostra e del libro racchiude un significato doppio: la luce come elemento essenziale della fotografia e, allo stesso tempo, come dimensione spirituale e affettiva. La mostra è infatti dedicata alla memoria di Lorenzo Lambertucci, componente del gruppo scomparso prematuramente, autore di molte immagini esposte e della fotografia scelta per la copertina del libro e dell’esposizione. L’assessore alla Cultura del Comune di Ascoli Piceno, Donatella Ferretti, ha sottolineato il valore di questa presenza in città: «Siamo felici di accogliere un collettivo che arriva dalle aree interne, troppo spesso trascurate. Ringrazio il commissario Castelli per l’attenzione non solo alla ricostruzione materiale, ma anche alla riparazione del tessuto sociale e del senso di comunità». Il direttore dei Musei Civici di Ascoli Piceno, Stefano Papetti, ha evidenziato la qualità artistica degli scatti: «Queste non sono semplici immagini di paesaggio. C’è competenza tecnica, ma soprattutto sensibilità. Giacomo Leopardi sosteneva che quando vediamo il ritratto di una persona o di un luogo che conosciamo siamo più impressionati a vederne la riproduzione che la presenza, perché emerge la sensibilità di chi ha riprodotto quel ritratto. Ecco, questo è un modo molto interessante di vedere le fotografie di Photonica3 che raccontano luoghi che conosciamo e che portano la luce non della fotografia, ma della loro interiorità attraverso la fotografia».
Anche il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Silvia Luconi, assente per motivi di salute, ha voluto inviare un messaggio di saluto: «Questo progetto dimostra che il lavoro di squadra porta frutti concreti. È motivo di orgoglio esportare dai nostri piccoli Comuni un prodotto di assoluta qualità, capace di raccontare e promuovere il territorio in modo autentico». Il commissario straordinario Guido Castelli ha ricordato il legame tra il Forte Malatesta e il sisma: «Questo luogo ha custodito e custodisce opere d’arte dopo il terremoto. Oggi ospita fotografie che raccontano il nostro Appennino con un linguaggio capace di rappresentare la realtà meglio di quanto sia reale. È un lavoro di caratura internazionale». E ha aggiunto un pensiero per Lambertucci: «La sua sensibilità continua a vivere in queste immagini e nello spirito del festival». Nel progetto è coinvolto anche il partner privato NextLab, come spiegato dall’amministratore delegato Roberto Bedini: «Appennino Foto Festival è un bene immateriale del territorio. Con questo percorso vogliamo allargare il perimetro dell’iniziativa e innescare processi innovativi, come la scuola di fotografia, affinché la cultura diventi anche sviluppo sociale ed economico».
Il presidente di Photonica3, Marco Gratani, ha raccontato le origini del collettivo: «Siamo un gruppo di amici nato nel 2009 dalla passione per la fotografia e per i Monti Sibillini. Poi il nostro sguardo si è allargato fino alla Norvegia e all’Alaska. Questa mostra è una antologica, ma soprattutto è dedicata alla luce di Lorenzo, che continua ad accompagnarci sempre. Le foto esposte sono state scattate da me, Stefano Ciocchetti, Roberto Verolini, Lorenzo Lambertucci, Luca Tambella, Sergio Paparoni e Giuseppe Del Balzo Ruiti». A chiudere gli interventi, il direttore artistico del festival e della mostra (il cui allestimento è stato curato anche da Arianna Iommi e Giovanni della Ceca), Stefano Ciocchetti, che ha ricordato come questo appuntamento apra ufficialmente il programma 2026 di Aff: «Abbiamo selezionato 82 immagini da un archivio di circa 500mila scatti: un lavoro durato mesi. Le foto dialogano tra loro anche se realizzate in luoghi e tempi lontanissimi. È la forza di un gruppo che interpreta la luce con uno sguardo comune».
L’avvio di Appennino Foto Festival è stata anche l’occasione per anticipare le date e i primi ospiti delle settimane estive in programma nei sei Comuni originari del festival dal 25 al 28 giugno e dal 2 al 5 luglio. Arriveranno, tra gli altri, Marino Bartoletti, Sandra Bartocha, Lorenzo Barone, Marco Buttu, Emiliano Cribari e Daniele Felli.
Il progetto espositivo ha ottenuto il contributo di NextAppennino e il patrocinio del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, della Regione Marche, dei Cammini della rinascita, del Comune e dei Musei civici di Ascoli Piceno. Sostenuto dal partner privato NextLab e dal partner tecnico Canson. Inoltre, il progetto si integra con il piano di sviluppo dei cammini della struttura commissariale attuato dall’Usr Marche.