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La voce del futuro è già presente: intervista ad Angela Verdecchia, la storia di una giovane donna ripana tra impegno sociale e Politica

RIPATRANSONE – Ricordo ancora una lezione del prof. Vittorio Verdecchia, mio docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico “Benedetto Rosetti” di San Benedetto del Tronto,  il quale un giorno, a fine lezione, rivolgendosi a  noi ragazze, disse: “Sono stati fatti molti passi in avanti nella lotta per la parità dei diritti tra uomo e donna e, anche se oggi ancora restano alcune disuguaglianze a livello pratico, sono sicuro che tra 20 – massimo 30 anni – molte donne entreranno anche in ambiti tradizionalmente riservati solo agli uomini, come la scienza, la medicina, la politica, lo sport. Abbiamo già qualche esempio autorevole, ma in futuro la voce delle donne sarà sempre più presente ed autorevole. Sono sicuro che la voce del futuro sarà declinata al femminile“.

Era la fine degli Anni Novanta e da allora è trascorso quasi un trentennio. Eppure ieri, all’improvviso, quelle parole sono tornate a risuonare chiare, precise e forti nella mia mente, proprio mentre intervistavo la giovane Angela Verdecchia, studentessa universitaria di 19 anni, nipote del defunto prof. Vittorio. E ho pensato: la voce del futuro è già presente! Quel futuro è arrivato!

Angela Verdecchia, che da Settembre 2025 è coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, studia Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani all’Università degli Studi di Padova ed è una delle tante giovani donne che oggi stanno contribuendo a ridefinire i confini dell’attivismo sociale e della Politica, nella sua accezione più alta e nobile, che intende l’impegno per la comunità come ricerca del bene comune e servizio a favore di tutti.

“Il mio impegno parte da lontano – racconta la giovane -: avevo 14 anni quando ho iniziato ad appassionarmi alla causa ambientale ed ho cominciato a partecipare alle iniziative dell’associazione Robin Hood, la base della Rete degli Studenti Medi. Da lì è stato un crescendo: già la settimana successiva al primo evento a cui ho partecipato a San Benedetto del Tronto, ho iniziato a frequentare le riunioni settimanali e poi ad impegnarmi in una serie di iniziative sul tema e sui valori della nostra organizzazione nel territorio della provincia di Ascoli Piceno. Nell’arco di pochi anni anni, ci siamo espansi in tutte le Marche e oggi possiamo dire con orgoglio che questo movimento non riguarda solo la nostra regione, bensì anche il resto d’Italia“.

La Rete degli Studenti Medi è un sindacato studentesco, democratico e apartitico, che nasce nel 2008 e che oggi è presente in tutto il Paese, dal Nord al Sud e anche nelle isole, rappresentando oltre 10mila studenti e studentesse di tutta Italia.

“In questo anno e mezzo che mi resta – prosegue Verdecchia -, visto che sarò in carica fino all’estate del 2027, la priorità sarà quella di continuare ad investire nel protagonismo della nostra generazione e nel ruolo del sindacato studentesco. Speso si parla di noi giovani in un’ottica negativa, come una generazione di sdraiati, una generazione di persone che non si impegnano o, se si impegnano, lo fanno perché indottrinata dalle Università. Una generazione che, quando si espone, non dovrebbe farlo e, quando non lo fa, invece viene criticata perché dovrebbe farlo. Al contrario, credo che abbiamo il desiderio di essere protagonisti nel mondo ed in effetti lo siamo stati attraverso numerose iniziative, tra cui le manifestazioni per la campagna referendaria a favore del no.

A proposito del referendum, ci tengo a dire è che noi giovani non ci siamo svegliati all’improvviso, noi ci siamo sempre stati! Anche lo scorso anno, per i 5 referendum per cui siamo stati chiamati alle urne, la fascia di età che più è andata a votare è stata proprio quella degli under 35, testimoniando una volta di più che, verso i temi del lavoro e della cittadinanza, i giovani mostrano sempre un forte interesse ed un grande impegno.

Da tempo ci siamo mobilitiamo anche per temi alti che ci stanno a cuore, come la pace: fin dallo scoppio della guerra russo-ucraina, che impensierisce molti i giovani europei, abbiamo impiegato tutta l’energia e le risorse che avevamo a disposizione per essere solidali con il popolo ucraino; lo stesso abbiamo fatto e stiamo facendo per il popolo palestinese, per il quale abbiamo riempito piazze oceaniche. Siamo pronti ad immaginare un futuro diverso rispetto al riarmo che si sta compiendo, un futuro in cui tutti gli esseri umani possano vivere liberamente e dignitosamente“.

Verdecchia, che alla vigilia del referendum ha parlato alle migliaia di studentesse e studenti riuniti in Piazza del Popolo a Roma e che pochi giorni fa è stata anche ospite della trasmissione “In altre parole” condotta da Massimo Gramellini su La7, racconta che in realtà sta vivendo questa notorietà con molta ansia: “Sono una persona molto timida, quindi sento molto la tensione e la pressione del ruolo che ho. Tuttavia, proprio nel rispetto dell’incarico che mi è stato conferito e della grande responsabilità nei confronti delle persone che mi hanno eletta, cerco di onorare al meglio il mandato e di coinvolgere più coetanei possibili, perché a me fare Politica e far parte del sindacato studentesco ha cambiato la vita: mi ha permesso di diventare la persona che sono, mi ha fatto superare la paura e le preoccupazioni per il futuro, mi ha aiutata a non sentirmi sola, isolata e abbandonata.  Credo che, di questi tempi, fare politica, aggregarsi e stare insieme sia il più grande antidoto che abbiamo a disposizione per sconfiggere l’individualismo imperante che ci circonda“.

Insomma, l’impegno come cura all’individualismo, alla solitudine e alla sfiducia. Non a caso la nostra chiacchierata si conclude con un appello ai suoi coetanei ad avere fiducia nel futuro, ma non come semplice atto di ottimismo ingenuo, bensì come motore fondamentale per la crescita personale e sociale di un giovane. Ha infatti detto Angela: “Per me è valore la fiducia, che agisce come una torcia nei momenti bui, permettendo di vedere gli orizzonti futuri che si aprono al di là degli ostacoli quotidiani. Credere nel futuro motiva all’azione presente, spingendo a difendere i propri valori e i propri sogni e a proporre cambiamenti concreti per costruire la società che si vuole. Ecco perché ritengo un valore importante anche la coerenza, il restare sempre fedeli a ciò che si crede e non farsi plagiare troppo da quel che ci viene imposto dal mondo esterno. Ma con un limite ben preciso per non sconfinare nella presunzione, nell’arroganza e nei fondamentalismi: la capacità di mettersi in discussione, che apparentemente potrebbe sembrare in contrasto con la coerenza di cui ho appena parlato, ma che invece è uno strumento utilissimo per alimentare il dialogo e procedere verso l’evoluzione. La coerenza, infatti, è integrità, non rigidità.

Apparteniamo ad una generazione stanca, che si sente trascurata e a volte spaventata, ma non per questo priva di valori, idee e volontà. Per questa ragione, ai giovani e alle giovani come me, dico di non avere paura, di partecipare, di sentirsi sempre in diritto di alzare la testa, quando vivono un’ingiustizia, e di chiedere aiuto, perché insieme possiamo davvero costruire il mondo che vogliamo”. 

Muovendosi con determinazione tra aule scolastiche, piazze, istituzioni e studi televisivi e radiofonici, Verdecchia è l’emblema di una generazione che non ha paura di sporcarsi le mani, che possiede la capacità di unire e che riserva fiducia nell’altro e nel futuro. Una generazione che mostra senso di responsabilità e passione. Che chiede giustizia, uguaglianza e pace. Che ha il coraggio di credere in una società più sostenibile, inclusiva e democratica. A lei e ai giovani come lei appartiene il futuro del mondo. Un futuro che, in parte, è già presente.

Carletta Di Blasio: