CUPRA MARITTIMA – “Il 6 aprile il Vescovo Gianpiero Palmieri, delle Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, presiederà la Messa delle 10.30; a seguire, alle 11.15, si svolgerà la processione, anch’essa presieduta dal Vescovo. Questa è la più sentita delle tre feste dedicate a San Basso: ricorda la traslazione del suo corpo dalla Civita al Borgo di Marano, nella chiesa di Santa Maria in Castello.
Con questo atto, San Basso diviene a tutti gli effetti Patrono di Marano.
In precedenza vi era santa Margherita, poi divenuta compatrona”.
A spiegarci il significato di questa ricorrenza, legata al patrono di Cupra Marittima, è il parroco Don Matteo Calvaresi, che racconta un’affascinante storia fatta di fede, mare, tradizione e di un popolo profondamente devoto al suo Santo.
Insediato a San Basso dal 17 gennaio 2026, Don Matteo ha precedentemente svolto il servizio di parroco in solido presso Regina Pacis e Sacro Cuore di Centobuchi. È stato vicario a Centobuchi, poi a Cupra Marittima e Grottammare. Dal 2021 è insegnante di religione; dal 2020 è membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Sostentamento Clero; dal 2022 è coordinatore del servizio di pastorale giovanile e vocazionale, responsabile degli oratori e consigliere END d’équipe.
Ma come nasce il culto di San Basso? Si tratta di una devozione plurisecolare che celebra il santo patrono tre volte l’anno, unendo fede e storia locale, con appuntamenti principali a dicembre, a Pasqua e in agosto. Le sue radici sono antiche e si collegano al vescovo martire di Nizza che, secondo la tradizione, fu traslato a Cupra nel V secolo e successivamente spostato dalla Pieve di San Basso alla Civita al Castello di Marano nel 904 d.C.
La sua vita è avvolta da elementi controversi: si ritiene sia nato a Nizza nel 179 e vi sia morto nel 250 d.C. Secondo la tradizione, sotto l’imperatore Decio, per ristabilire l’ordine in città, gli fu imposto di abiurare il cristianesimo e di esaltare pubblicamente il culto pagano, ma Basso rifiutò con fermezza. Fu quindi sottoposto a torture – piastre roventi e arti stirati – che tuttavia non piegarono la sua fede. Si giunse infine alla condanna a morte pubblica, eseguita il 5 dicembre 250 d.C. a monito del popolo: venne trafitto con due lunghi chiodi, usati nel porto di Nizza per la costruzione delle navi, che lo attraversarono dai piedi fino al capo. Secondo la tradizione, il corpo di San Basso fu trasportato via mare da Nizza a Cupra agli inizi del VI secolo.
Ma perché proprio Cupra?
Si ritiene che alcuni profughi nizzardi vi si fossero stabiliti; traccia di ciò resterebbe anche nel toponimo locale “Nizza”. In quella zona sorse poi la primitiva Pieve di San Basso alla Civita, o San Basso fora, nel IX secolo: luogo in cui furono battezzati i primi cristiani cuprensi e quindi prima Chiesa Matrice. Nel X secolo il corpo del santo fu trasferito presso Santa Maria in Castello a Marano. Successivamente fu portato nella chiesa di San Basso a Marano fino al 1876, per poi tornare a Marano nella chiesa dell’Annunziata durante i lavori di costruzione della chiesa dedicata ai Santi Margherita e Basso, dove oggi è conservato sotto l’altare maggiore. Nella cattedrale di Nizza si conserva invece un braccio del santo cuprense, richiesto e ottenuto dai nizzardi e concesso dai cuprensi per rispetto e per diffondere la devozione.
Curiosità
Durante la processione viene tradizionalmente portata una preziosa reliquia contenente un dente del Santo. Le altre due feste dedicate a San Basso a Cupra Marittima si celebrano il 5 dicembre, in memoria del martirio, e a fine agosto, per ricordare il ritrovamento del corpo nella cripta dell’antica Pieve. In quest’ultima occasione si svolge la suggestiva processione che conduce la reliquia sulla spiaggia per la benedizione del mare.
Appuntamento per lunedì santo, 6 aprile – Pasquetta – per la festa più sentita di San Basso a Cupra Marittima: solenne celebrazione alle ore 10.30 con il Vescovo Gianpiero e Don Matteo, seguita dalla processione. Tutti sono invitati a partecipare.