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Carcere Marino del Tronto, casi psichiatrici e tempi: le dichiarazioni del Sottosegretario Delmastro non tornano

ASCOLI PICENO – Il rumore cupo del cancello ha richiamato l’attenzione del manipolo di giornalisti e giornaliste che erano radunati nel piazzale. Pochi secondi e, davanti all’ingresso della Casa Circondariale di Marino del Tronto, è apparso il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che aveva appena visitato una delle prigioni più sovraffollate d’Italia.

Insieme a lui c’erano la Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, il Commissario Straordinario di Governo alla Ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017 Guido Castelli, i consiglieri della Regione Marche Andrea Assenti e Andrea Cardilli e il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti.

Il Sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove ha affermato di aver trovato, all’interno del Corpo di Polizia Penitenziaria, “uomini e donne assolutamente consapevoli della delicatezza del loro ruolo”.

Ma non è stato un incontro di cortesia quello di ieri, Lunedì 16 Marzo 2026, bensì una visita istituzionale arrivata dopo mesi di episodi preoccupanti, come risse con gli agenti, crisi psichiche, una tentata introduzione di materiale pericoloso in carcere e un suicidio avvenuto lo scorso Luglio. Una lunga serie di situazioni che gli agenti hanno fronteggiato a fatica, con professionalità, dedizione e non senza correre rischi, in una situazione allarmante di sovraffollamento.

Delmastro ha incontrato i rappresentanti sindacali degli agenti di Polizia Penitenziaria, i quali hanno illustrato le difficoltà che  quotidianamente sono chiamati ad affrontare. Al tavolo del confronto erano presenti i delegati di OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), SAPPe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), FNS CISL (Federazione Nazionale Sicurezza della CISL) e USPP (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria).

Tre, in particolare, i temi caldi su cui i giornalisti e le giornaliste presenti hanno incalzato il Sottosegretario: il sovraffollamento del carcere, la necessità di potenziare l’organico della Polizia Penitenziaria ed il numero esorbitante dei detenuti con malattie psichiatriche. Un fatto – quest’ultimo – molto preoccupante, come testimonia lo spiacevole episodio che si è verificato qualche giorno fa: uno dei detenuti presenti nella sezione ATSM (Articolazione per la Tutela della Salute Mentale) ha dato alle fiamme la sua cella. È la seconda volta che accade.

Tra le mura del sovraffollamento: a quando una soluzione definitiva?

In merito all’eccessiva presenza di detenuti rispetto alla normale capienza del carcere piceno, il Sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, ha detto:

Il sovraffollamento esiste in maniera significativa nel carcere di Ascoli Piceno. Non è un caso il fatto che il Governo Meloni abbia messo mano, con 750 milioni di euro, al più grosso piano di edilizia penitenziaria che abbia mai avuto nella storia dell’età repubblicana”.

Non si è parlato, tuttavia, di progetti specifici per la Casa Circondariale di Marino del Tronto né di cifre né di tempistiche, anche perché – come ha precisato lo stesso Sottosegretario – i tempi saranno lunghi. Ha detto infatti Delmastro Delle Vedove che

“il piano di edilizia penitenziaria sarà un percorso oneroso, costoso e lungo, che però consegnerà all’Italia un pianeta carceri coerente rispetto ai fabbisogni.

Questo vuol dire umanizzare la pena, perché è giusto umanizzare la pena, perché i detenuti non devono avere una seconda pena per le condizioni gravose degli istituti penitenziari, ma questo vuol dire mai più colpi di spugna, mai più provvedimenti svuota carceri che mortificano lo sforzo delle nostre Forze dell’Ordine per assicurare i criminali alla giustizia, umiliano le vittime del reato e i loro parenti e rendono più insicure le nostre città e non hanno nulla di trattamentale e di rieducativo. Il trattamento e la rieducazione non è il colpo di spugna”.

Le difficoltà della gestione quotidiana: quanti gli agenti di Polizia Penitenziaria?

In merito al numero degli agenti di Polizia Penitenziaria, il Sottosegretario, pur riconoscendo le difficoltà degli agenti, ha rivendicato il piano di rafforzamento degli organici avviato dall’esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha riguardato anche la struttura di Ascoli Piceno:

Anche qui qualche criticità è emersa, però sono tutti consapevoli dello sforzo ciclopico, in termini di assunzione, del Governo: oltre 15.000 unità di agenti di Polizia Penitenziaria, fra quelle già assunte e quelle in formazione e quindi già finanziate. Per darvi un esempio, il Governo Renzi è arrivato a meno di 1.000″. Poi ha elencato altri dati: “1.479 gli agenti assunti con il 181° Corso Allievi Agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria, 244 con il 182°, 1.870 con il 183°, 1.750 con il 184°, 2.526 con il 185° ed infine 3.246 con il 186° bando in corso. Uno sforzo senza precedenti, perché noi vogliamo garantire sicurezza negli istituti. Il primo modo per garantirla è non arretrare più con la presenza di uomini che vestono una divisa“.

All’osservazione di un giornalista, che ha riferito di come “i Sindacati lamentino che a questi annunci non seguono tanto i fatti”, il Sottosegretario ha risposto:

“Non si sono lamentati così con me lì dentro. Sento lei lamentarsi! Le posso rispondere che anche nell’Istituto di  Ascoli Piceno si è visto un segnale di inversione della tendenza notevolissimo in termini di allievi agenti, perché sono cresciuti di svariate unità“.

Ad una giornalista che ha chiesto di quante unità fosse aumentato il numero degli agenti di Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Marino del Tronto, il Sottosegretario ha risposto:  “Dal 2022 ad oggi abbiamo 11 unità in più: il numero degli allievi agenti applicati è aumentato di 21 unità, ma poi, con l’attivazione delle mobilità interne, qualcosa viene sottratto e siamo quindi giunti ad averne 11 in più. Un numero che, su 150 agenti e elementi della Polizia Penitenziaria, mi pare sia una cifra significativa“.

Non disponibili, invece, i dati delle altre carceri marchigiane.

I conti che non tornano: quanti i detenuti con malattie psichiatriche?

Stesso discorso per quanto riguarda il numero di malati psichiatrici. Al giornalista che gli ha chiesto in merito, il Sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha risposto:

Il numero di malati psichiatrici non ce l’ho. Questo è un istituto che ha anche una ATSM (Articolazione per la Tutela della Salute Mentale), quindi evidentemente ospita malati psichiatrici, che sono sempre un aspetto molto critico degli istituti, perché dobbiamo riuscire a erogare sanità, ma non siamo noi coloro che hanno l’aspetto sanitario in mano, quindi dobbiamo faticosamente costruire rapporti con tutte le Regioni, evidentemente anche con le Marche, per erogare una sanità degna di questo nome”.

I numeri ce li ha forniti il sindacalista Salvatore De Blasi, coordinatore provinciale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) di Ascoli Piceno, il quale ha affermato: “Attualmente i detenuti sono 160, di cui 2 sono ospitati nella ATSM e altri 50 presentano malattie psichiatriche ritenute meno gravi, come depressione o ansia o disturbi dell’umore, ma che comunque incidono sul loro comportamento. Capita che alcuni di loro assumano i farmaci davanti a noi agenti, ma poi li rigettino e li accumulino per prenderli successivamente in un’unica soluzione, andando incontro a stati comportamentali alterati o a conseguenze ben più pericolose. A Luglio 2025, neanche un anno fa, c’è stato un suicidio. Preciso che questo carcere nasce come struttura di massima sicurezza, tarata per ottemperare al regime del 41-bis, con spazi pensati per un isolamento quasi totale. I detenuti, chiusi in cella 20 ore al giorno, non hanno uno spazio adeguato di sfogo. Nella nostra Casa Circondariale, inoltre, noi abbiamo diverse sezioni, per cui i detenuti dovrebbero stare su piani diversi; eppure, per ragioni di spazio, stanno insieme. La struttura, infatti, ad oggi non ha registrato interventi strutturali di adeguamento”.

A questo proposito, i volontari riconoscono e testimoniano il grande impegno delle tre educatrici, che ogni giorno portano avanti un lavoro fondamentale, curando la relazione con la persona e attivando interventi relazionali capaci di salvaguardare la dignità dei detenuti. Rappresentano una delle figure più importanti all’interno dell’istituto: il loro non è un compito custodiale, ma trattamentale. Lavorano affinché la pena non sia soltanto detenzione, ma diventi un autentico percorso di cambiamento.

Inaugurata nel mese di Giugno del 1980, ben 46 anni fa, la Casa Circondariale di Marino del Tronto presenta al suo interno una sezione circondariale di media sicurezza, una sezione protetti-promiscui, una sezione di alta sicurezza 3, una sezione di osservazione psichiatrica e una sezione semiliberi. La struttura prevede 103 posti, ma 2 non sono disponibili, quindi può contare su 101 posti; i detenuti tuttavia sono 160 e molti detenuti con patologie psichiche debordano nelle celle della detenzione ordinaria.

Oltre la visita: che succede ora?

L’incontro con il Sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove si è concluso con la visita alla Caserma del Corpo della Polizia Penitenziaria, alla quale il rappresentante del Governo ha riservato parole di apprezzamento per la bellezza della struttura, precisando che verrà “presa a modello nelle altri caserme italiane”.

Al termine della visita del Sottosegretario, nonostante il segnale di attenzione verso il territorio piceno, restano le esigenze del personale penitenziario e le criticità della condizione dei detenuti.

Nella Casa Circondariale di Marino del Tronto, a dare speranza, ci sono la presenza del cappellano, di un centro di ascolto Caritas e di diverse associazioni di volontariato. Ristrutturazioni recenti, inoltre, hanno cercato di rendere alcuni ambienti comuni più accoglienti ed attrezzati per lo svolgimento delle attività trattamentali, ma restano purtroppo ancora insufficienti.

In una situazione in cui tutto il sistema carcerario marchigiano – e più in generale italiano – chiede risposte su organici, sicurezza e condizioni di lavoro, il rischio è che ci si dimentichi della cosa più importante – l’umanità – e che quello del carcere resti un mondo a parte, sospeso nel tempo e nello spazio, invisibile all’altro mondo, al resto del mondo.

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