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Sabato 14 marzo la diocesi di Ascoli rende onore alla Venerabile Madre Tecla Relucenti, Suor Paola: “Siete tutti invitati”

DIOCESI – Sabato, 14 marzo, alle ore 18,00 nella Cattedrale di Ascoli Piceno, parrocchia della Venerabile Madre Tecla Relucenti, il Vescovo Gianpiero Palmieri presiederà la concelebrazione di ringraziamento al Signore per il riconoscimento da parte della Chiesa delle sue virtù eroiche.

Il 22 gennaio il Santo Padre ha autorizzato con un apposito decreto la promulgazione di questo grande riconoscimento che ci permette di guardare a Tecla Relucenti come modello di vita cristiana e come nostra interceditrice presso Dio.

Suor Paola Giobbi dichiara: “Con il riconoscimento della Venerabilità, la Chiesa ci autorizza a chiedere l’intercessione di Madre Tecla, quando presentiamo a Dio i nostri bisogni. Il passo atteso per la sua definitiva glorificazione, che potrà annoverarla prima tra i beati, poi tra i santi, è il riconoscimento di due miracoli attribuiti alla sua intercessione.

Ma chi è questa figura mite e silenziosa che quasi con sorpresa viene messa sul candelabro per illuminare, riscaldare, ispirare e sostenere il nostro cammino?

E’ una donna Ascolana (1704-1769), secondogenita di cinque figli, nata da una famiglia benestante e molto religiosa. Due fratelli si consacrarono a Dio, uno come sacerdote; l’altro come religioso domenicano e suo padre era membro e cassiere della confraternita di S. Maria della carità di Ascoli. La vicenda di Tecla è strettamente legata a quella del venerabile Francesco Antonio Marcucci, fondatore delle Pie Operaie dell’Immacolata Concezione di cui ella è cofondatrice, prima superiora e prima catechista.

La data della celebrazione del 14 marzo, scelta per la celebrazione, segna l’inizio della missione di Tecla Relucenti come catechista 281 anni fa. Una settimana dopo l’apertura della scuola femminile, il Marcucci pensò bene iniziare anche la scuola di catechismo domenicale per le studenti della scuola e per le donne della città che lo desideravano. Affidò questo compito a Tecla e consapevole del sacrificio che le chiedeva, le scrisse le prime dieci lezioni, un commento a Padre Nostro, che Tecla propose con umiltà all’uditorio che ne rimase “ammirato e commosso”.

Madre Tecla, benché lontana nel tempo, è una figura attuale che ha saputo coniugare le caratteristiche femminili che la tradizione attribuisce alla donna con quelle che la modernità auspica per lei: dedita alla cura della famiglia, devota e laboriosa; prudente, sensibile e coraggiosa; capace di mettersi in gioco, di dare fiducia ad un giovane come Francesco Antonio Marcucci, che, pur rispettandola profondamente, le ha chiesto di fare cose che Lei certamente non avrebbe mai scelto, come la guida di una Congregazione religiosa femminile e di un’accademia culturale per il bene di altre donne. Madre Tecla, non solo ha accolto di svolgere incarichi a lei non congeniali, ma si è sottoposta alla fatica dello studio per realizzarli al meglio.

Un grazie anticipato a quanti parteciperanno alla celebrazione del 14 marzo, aperta a tutti”.

Redazione: