SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 8 Marzo 2026, in una mattinata con poco sole ma tanta gioia e condivisione, alle ore 11:00, i fedeli della parrocchia Sacra Famiglia, a Porto d’Ascoli, hanno accolto don Luis Sandoval Vegas e don Joseph Bahane, rispettivamente nuovo parroco e nuovo collaboratore parrocchiale della comunità.
L’accoglienza
Ad accogliere l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, e i due nuovi presbiteri, sono stati, nel cortile di fianco alla chiesa, i Cavalieri di San Giuseppe, un gruppo parrocchiale di padri di famiglia, ispirato alla figura del padre di Gesù, fondato nel 2016-17 e dedicato al servizio parrocchiale e caritativo, il cui motto è “Tutto per amore”.
Appena entrati in chiesa, poi, i bambini della comunità hanno accolto il vescovo Gianpiero, don Luis e don Joseph tenendo in mano idei bellissimi e coloratissimi fiori di carta da loro realizzati durante le attività dell’oratorio.
I presbiteri e le autorità presenti
Oltre al vescovo e ai due nuovi preti della comunità, hanno partecipato alla celebrazione di insediamento numerosi altri presbiteri. Tra questi erano presenti don Leszek Olendski, detto “don Leo”, nuovo parroco della comunità Madonna di Fatima in Valtesino, dove don Luis è stato per 20 anni, don Nicola Spinozzi, parroco delle altre comunità di Ripatransone, con il quale don Luis ha condiviso numerose esperienze di collaborazione, don Federico Pompei, don Roberto Traini e don Bienvenue Napou, rispettivamente ex parroco, attuale parroco e collaboratore parrocchiale della comunità di San Pio V in Grottammare, da cui proviene don Joseph.
Presenti anche don Luigino Scarponi, responsabile del Clero delle Diocesi del Piceno, e altri presbiteri della Vicaria San Giacomo della Marca a cui la comunità della Sacra Famiglia appartiene: don Alfredo Rosati e don Gian Luca Rosati, parroci di altre due comunità di Porto d’Ascoli, rispettivamente la Santissima Annunziata e Cristo Re; don Lorenzo Bruni, parroco dell’Unità Pastorale Regina Pacis e Sacro Cuore di Centobuchi; padre Francois Marie Kayij Ngoy, parroco della comunità San Niccolò in Monteprandone. Presenti anche altri preti di altre Vicarie e addirittura di altre nazioni, amici di don Luis e don Joseph.
Nel corso della funzione, inoltre, sono stati ricordati e ringraziati più volte i presbiteri predecessori nella comunità Sacra Famiglia: don Mario, don Franco, don Osvaldo, don Francesco e don Albert.
Presente una numerosa rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Ripatransone, molti fedeli della Comunità Latino-Americana e della Comunità Congolese, in particolare della Diocesi di Uvira, numerosi rappresentanti dell’Anffas.
Ad animare la Celebrazione è stato il coro parrocchiale della Sacra Famiglia insieme al coro delle Voci Azzurre e ad una rappresentanza del coro della parrocchia di Ripatransone.
La donna fragile che diventa apostola e missionaria
Il Vescovo Gianpiero, commentando il Vangelo della samaritana, nella terza domenica di Quaresima, ha detto: “Noi siamo Tempio dello Spirito Santo. Gli Ebrei erano divisi dai Samaritani. Gesù dice che ogni uomo è il Tempio di Dio. Non sono le mura che contano, ma la comunità.
Questa donna era più o meno come noi, con qualche incertezza e fragilità nella sua vita. Era assetata lei in realtà, non Gesù. L’Acqua Viva è la Parola di Dio, cioè l’acqua di sorgente, che arriva sempre nuova e fresca. L’umanità intera è fatta di sorelle e fratelli. Abbiamo così bisogno anche noi di Acqua Viva. Quando pretendiamo di risolvere i problemi con la guerra, siamo aridi, assetati.
Quando si entra in contatto l’acqua viva della Parola di Dio, vediamo sgorgare la sorgente dello Spirito Santo. Lo Spirito ci ripete e ricorda la parola di Gesù. Quando viviamo questa esperienza, ci viene nel cuore di dirlo agli altri. La missione infatti è spontanea. Non siamo soli, abbiamo Dio Padre, abbiamo fratelli, sorelle. La donna ha chiamato i Samaritani e tutti accorrono. I campi biondeggiano, le messi sono mature.
La donna fragile è stata l’apostola, la missionaria. Questa è una immagine bellissima. Noi siamo una comunità fatta di persone, di figli e figlie di Dio. Abbiamo in comune l’esperienza del peccato e della misericordia di Dio. In tempo di individualismo e disinteresse, noi ci ritroviamo insieme per ascoltare il Vangelo.
Il passaggio di Gesù si impone silenziosamente nel mondo intero, riattiva i cuori, mette il desiderio di collaborare con Dio per un mondo più fraterno.
Oggi don Luis viene con don Joseph, come vennero don Francesco e don Albert. Il loro scopo è annunciare il Vangelo. Il Signore ci dona ancora persone da mettere al nostro servizio, a disposizione dei fratelli, lo ringraziamo per questo. Buon Cammino, Sacra Famiglia di Nazareth!“.
L’offertorio e i tre simboli
Durante l’Offertorio sono stati portati all’altare tre doni:
- una barca, sulla cui vela era riportata la Parola di Dio, segno di una comunità che vuole continuare a navigare nelle acque della fede, guidati dai nuovi sacerdoti e sorretta dal vento dello Spirito;
- un grembiule, simbolo di un servizio umile e generoso, che ogni sacerdote promette a Dio e alla Chiesa nel giorno della consacrazione, una promessa che Domenica don Luis e don Joseph hanno rinnovato;
- i bellissimi fiori realizzati dai bambini della parrocchia, segno della gioia e della speranza, sentimenti con i quali la comunità ha voluto porgere il suo benvenuto a don Luis e a don Joseph.
Il benvenuto della comunità
Antonello Anzivino, direttore del coro parrocchiale e membro del Consiglio Pastorale parrocchiale, ha dato il benvenuto ai due nuovi presbiteri:
“Oggi la nostra comunità vive uno di quei giorni che restano nella memoria. Ci ritroviamo insieme, infatti, per accogliere, per ripartire, per continuare il nostro cammino nella fede. E oggi lo facciamo con il cuore aperto.
Caro don Luis, la nostra comunità ti accoglie con questo cuore. Questo nuovo inizio porta con sé emozione, attesa, e anche un po’ di trepidazione. Ma vogliamo dirti subito una cosa semplice e vera: qui troverai una famiglia. Una famiglia che rinnova il suo si ad una nuova responsabilità.
In questo tempo di cambiamento sentiamo ancora più forte il desiderio di imparare a riconoscere Cristo nella vita quotidiana: nelle nostre famiglie, nel lavoro, nelle relazioni, nelle gioie e nelle difficoltà di ogni giorno.
Don Luis, grazie per aver accettato di condividere con noi la tua vita e il tuo Ministero. Ti affidiamo il compito di guidarci, di sostenerci e di aiutarci a guardare il futuro con lo sguardo della fede e con la certezza della speranza sotto la protezione della Sacra Famiglia.
E a te, don Joseph, vogliamo dare un benvenuto altrettanto caloroso. Anche il tuo arrivo è per noi un dono. Con la tua presenza accompagnerai questa comunità nel cammino quotidiano, e siamo felici di poterti accogliere tra noi come fratello.
La Sacra Famiglia ci insegna a condividere ogni passo, ogni fatica, ogni timore, mettendo Gesù al centro della propria casa.
Anche noi sentiamo la chiamata a camminare insieme. Pastori e fedeli, nella preghiera, nell’ascolto, nel discernimento e nella fiducia reciproca e nelle opere. Per noi il parroco è padre, ma anche fratello nel cammino della fede. Continuiamo a costruire una comunità unita, capace di custodire la pace, di sostenersi nelle difficoltà e di gioire insieme nei momenti belli.
Noi vi promettiamo una cosa: non sarete soli. Vi accompagneremo con la nostra preghiera, con la nostra collaborazione e con l’affetto di questa comunità che desidera essere sempre più una casa aperta, capace di accogliere, di incontrare e di testimoniare e cantare la bellezza della fede.
San Giuseppe vi doni la custodia, Maria la Sua dolcezza e Gesù la Sua luce per questo nuovo cammino. Insieme.
Cari Don Luis e Don Joseph, con letizia e con speranza, la nostra comunità vi dice: Benvenuti!”.
Al termine del discorso di benvenuto, il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha donato al vescovo una penna “perché possa continuare a lasciare segni di fede, speranza e carità” e a don Luis e a don Joseph una stola ciascuno, con impressa l’immagine della Sacra Famiglia, “perché, sotto la Sua guida, possiamo essere una vera famiglia di fede”.
Il saluto di don Luis alla nuova Comunità
Al termine della cerimonia, ultimo a prendere la parola è stato don Luis, il quale ha effettuato alcuni ringraziamenti: “Grazie Signore! Sento mia madre dal Cielo che è qui vicino a me, ora. Grazie ai miei familiari lontani. Grazie alla mia famiglia italiana, Amabili Maddaleni. Ringrazio il Vescovo Gianpiero. Grazie ai confratelli del presbiterio, che nonostante i propri impegni in parrocchia, mi hanno fatto l’onore di essermi vicino oggi. Grazie anche a frate Giorgio e a don Giuseppe. Grazie a don Joseph. Siamo noi ad avere bisogno di voi, popolo di Dio”.
Don Luis ha poi ricordato le parrocchie in cui è stato, sia quelle in Onduras, sia quelle in Italia, tra cui San Pio V, e ha ringraziato don Leo che ora ha preso il suo posto nella parrocchia Madonna di Fatima. “Grazie a voi della Sacra Famiglia per avermi accolto con così tanto affetto, vengo a voi come un servitore. Grazie a Don Francesco che mi ha preceduto. Ricevo questa eredità come servizio. Dobbiamo seminare, altri mieteranno. Il Signore raccoglie.
Ringrazio i connazionali del Perú con le loro bandiere e la comunità latino-americana, con i rappresentanti della comunità del Congo. Africa, America, Europa: oggi qui rappresentiamo tre continenti uniti, a dimostrazione che la Pace può esistere nonostante le differenze e si può costruire un mondo nuovo!”
Fuori dalla Chiesa i parrocchiani hanno preparato un lauto rinfresco e omaggiato tutte le donne presenti con un rametto di mimosa, essendo il giorno della “Festa della Donna”.
Una bella mattinata in fraternità e amicizia, come se ci si conoscesse da sempre. Una grande accoglienza e simpatia da parte dei parrocchiani della Sacra Famiglia, della Madonna di Fatima e di San Pio V ed altre realtà. Buon cammino, don Luis e don Joseph!
Mons. Federico Pompei legge il decreto di nomina del nuovo parroco