Di Simone Incicco
RIPATRANSONE – La comunità della Valtesino di Ripatransone ha dato il proprio benvenuto a don Leszek Olendski, nuovo parroco della chiesa Madonna di Fatima.
L’ingresso solenne in parrocchia si è tenuto sabato 7 marzo 2026: alle ore 19:00 nella parrocchia della Valtesino. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri e concelebrata dal nuovo parroco don Leszek insieme a tanti sacerdoti.
Hanno prestato il loro servizio all’altare i diaconi Walter Gandolfi ed Emanuele Imbrescia insieme ai chierichetti della parrocchia.
Ad animare la liturgia è stato il coro parrocchiale, affiancato da alcuni componenti della Corale Madonna di San Giovanni, diretti dal maestro Antonio Lanciotti e accompagnati all’organo dal maestro Federico Carboni.
Una giornata di grande gioia e festa per la comunità, gioia condivisa con i fedeli della parrocchia di Castorano, venuti appositamente, insieme alla Sindaca Rossana Cicconi, dove don Leszek è stato parroco.
Prima di iniziare la celebrazione ad accogliere il nuovo parroco è stato il Sindaco di Ripatransone Alessandro Lucciarini De Vincenzi.
Il vescovo Palmieri, iniziando la celebrazione in Valtesino, ha affermato: “Noi sappiamo che, nella successione e nella continuità del ministero dei parroci, si manifesta l’autentica indole pastorale della Chiesa: quella Chiesa nella quale Cristo continua a vivere e ad operare anche attraverso il ministero dei sacerdoti”.
I gesti liturgici
La celebrazione si è aperta con la lettura del decreto di nomina da parte del vicario foraneo don Federico Pompei e con l’invocazione dello Spirito Santo sul nuovo parroco.
Don Leszek ha poi compiuto due gesti liturgici molto importanti, che esprimono il suo ministero in mezzo alla comunità ecclesiale.
Prima l’aspersione dell’altare e di tutti i fedeli con l’acqua benedetta del Fonte Battesimale, poiché il suo compito sarà riattualizzare continuamente nei parrocchiani il grande dono ricevuto nel giorno del Battesimo.
Poi la venerazione dell’altare con il bacio e l’incensazione dell’altare e del crocifisso, perché la missione del nuovo parroco sarà ricordare che l’unico fondamento della comunità cristiana è Gesù, di cui, nella Liturgia, l’altare è simbolo.
L’omelia
Una comunità che nasce dall’ascolto della Parola e diventa testimone del Vangelo nella vita di tutti i giorni. È questo il messaggio al centro dell’omelia del vescovo Palmieri durante la celebrazione che ha segnato l’ingresso del nuovo parroco, don Leszek Olendski, e il saluto riconoscente a don Luis Sandoval dopo 20 anni di servizio.
Commentando il Vangelo della Samaritana, il vescovo ha spiegato che quella figura rappresenta simbolicamente ogni comunità cristiana. “Siamo noi quella donna che ascolta la parola di Gesù”, ha detto. “Una parola che è come acqua viva e che diventa sorgente dentro di noi”.
Secondo il vescovo, la vita cristiana nasce dall’incontro personale con Cristo: “Quando entriamo in chiesa per la liturgia o per la preghiera personale ci mettiamo davanti al Signore sapendo che Gesù, il Risorto, è presente davanti a noi”. Accogliere il Vangelo come una parola rivolta alla propria vita, ha aggiunto, genera pace e speranza: “Quando comprendiamo che questa parola è per noi, nasce nel cuore una grande gioia. Sentiamo che il Signore ci ama“.
Il vescovo ha poi ricordato che la fede non resta un’esperienza privata ma diventa annuncio, come accade alla Samaritana che corre a raccontare al suo villaggio l’incontro con Gesù. “La missione della Chiesa nasce proprio così: dall’incontro con il Signore e dall’accoglienza della sua parola”.
Un momento significativo dell’omelia è stato il ricordo del lungo ministero del parroco uscente. “Avete vissuto una storia bellissima con don Luis“, ha detto il vescovo rivolgendosi alla comunità. “Per quanti anni? Venti“. Un servizio lungo e prezioso che ha accompagnato la crescita della parrocchia.
Ora si apre un nuovo capitolo con l’arrivo del nuovo parroco. “Oggi accogliete don Leo“, ha affermato il vescovo. “Quando celebra la liturgia il sacerdote rappresenta Gesù: Gesù che parla e che spezza il pane che è il suo corpo donato per noi”.
Il compito del parroco, ha spiegato, è accompagnare la comunità nella fede e nella vita quotidiana. “Don Leo vi aiuterà ad ascoltare il Vangelo e a scoprire che è una buona notizia per la vostra vita”. Il sacerdote condividerà infatti la vita del paese: “Vivrà con voi i giorni del lavoro, dell’amicizia e della fraternità, ma anche i momenti difficili; battezzerà i vostri bambini e celebrerà i funerali dei vostri morti”.
Con una nota di fiducia e di speranza il vescovo ha concluso ricordando che il mandato canonico di un parroco dura nove anni, ma che il cammino è sempre affidato alla Provvidenza: “Don Leo dovrebbe fare nove anni… però non si sa mai: la provvidenza potrebbe portarlo qui anche più a lungo”.
Infine, l’invito alla comunità ad accoglierlo con spirito fraterno: “Chiediamo al Signore che sia per voi amico, fratello, compagno di cammino e padre”.
La professione di fede
Al termine dell’omelia, il nuovo parroco si è recato davanti al vescovo per rinnovare le promesse sacerdotali, esprimendo così la sua volontà di servire la comunità in comunione con il vescovo Gianpiero.
Il vescovo Palmieri ha aggiunto: “Tra poco don Leszek compirà un gesto che esprime la disponibilità a presiedere, cioè a servire tutti”.
Il saluto della comunità della Madonna di Fatima portato da Danilo Iannini, Segretario del Consiglio Pastorale Parrocchiale.
Caro Vescovo Giampiero, grazie di cuore per essere oggi qui con noi.
La sua presenza nella nostra comunità è un segno prezioso di vicinanza che accogliamo con grande gratitudine. Voglio ringraziare tutti voi, le autorità, le amministrazioni e tutti i partecipanti.
A nome di tutta la Parrocchia della Madonna di Fatima desideriamo ringraziarla anche per la cura con cui ha accompagnato questo passaggio pastorale. Dobbiamo però confessarle, con un po’ di rammarico, che siamo un po’ dispiaciuti di aver visto portare via il nostro Don Luis; per questo le chiediamo di continuare a seguirlo e ad assisterlo con premura nella sua nuova missione, proprio come ha fatto finora. Allo stesso tempo la ringraziamo per aver scelto Don Leszek come nostra guida.
Accogliamo questo dono con grande gioia e con la piena disponibilità a camminare insieme, continuando a sentirci parte viva della sua Chiesa.
Ed ora mi rivolgo a te, Don Leszek.
A nome di tutta la comunità della Parrocchia della Madonna di Fatima ti rivolgo il nostro più caro e caloroso benvenuto.
Oggi non accogliamo solo una guida spirituale, ma un fratello e un compagno di cammino che il Signore ha scelto per noi. La nostra è una storia semplice ma intensa, fatta di passi compiuti insieme.
Voglio presentarti brevemente la nostra storia, che ebbe inizio nel 1944, quando il Vescovo Monsignor Luigi Ferri chiamò i Padri Sacramentini a prendersi cura di questa zona del Tesì, una zona di campagna dove le prime celebrazioni avvenivano in un magazzino, l’attuale salone Don Ubaldo Grossi e Luca Carboni, dove poi festeggeremo insieme questa serata.
Nel 1961 il Vescovo Monsignor Vincenzo Radicioni istituì ufficialmente la parrocchia, intitolata a San Michele Arcangelo, seguita nel 1966 dalla consacrazione della nostra chiesa e nel 1987 dall’intitolazione alla Madonna di Fatima, nostra patrona. Sin da quando, nel maggio del 1946, la sua immagine arrivò qui a Valtesino direttamente dal Portogallo.
Questa è la nostra storia, e questa eredità ci insegna che dalle nostre radici fino ad oggi le persone hanno sempre partecipato attivamente alla costruzione di questa comunità.
Abbiamo camminato al fianco dei nostri parroci, compreso Don Luis, con i quali abbiamo edificato la fede, la casa e le nostre tradizioni.
Proprio partendo da questo bagaglio di affetti e ricordi, vorremmo che tu sentissi fin da subito che questa è la tua nuova casa. Siamo una comunità piccola ma unita, fatta di volti che si riconoscono e di storie che si intrecciano.
Oggi vogliamo presentarti i gruppi che con dedizione animano questa nostra realtà: oltre al Consiglio Pastorale ed Economico abbiamo il Comitato Festa, il gruppo dei catechisti, il coro parrocchiale, i gruppi di carità, il gruppo di adorazione eucaristica e i ministri dell’Eucaristia. Sono persone che ogni giorno donano il loro tempo e il loro impegno al servizio della comunità.
Desideriamo custodire con cura le nostre tradizioni, come la festa di Sant’Antonio e la festa della Madonna di Fatima. Ci piace stare insieme, condividere momenti di convivialità, mangiare e festeggiare.
Vorremmo dare sempre più spazio al coinvolgimento dei nostri ragazzi, che sono e saranno il futuro della nostra parrocchia.
Come ci insegna il nostro coro, nel canto ci sono voci diverse, ma quando si accordano le une alle altre nasce una bella armonia: l’armonia della nostra comunità, che vogliamo costruire insieme a te.
Siamo pronti ad ascoltarti, a imparare da te e a rimboccarci le maniche per il bene della nostra parrocchia.
Grazie per aver accettato con generosità l’incarico di guidarci. Benvenuto tra noi”.
Al termine del discorso è stato regalato al nuovo parroco un quadro con all’interno un ricamo raffigurante la Madonna di Fatima.
Il primo discorso di don Leszek alla sua nuova comunità
Alla fine della celebrazione ha preso la parola anche il nuovo parroco, don Leszek: “Mi permetto di ripetere le parole del mio compaesano, Giovanni Paolo II; se mi sbaglio ‘mi corriggerete’. Allora, all’inizio voglio ringraziare soprattutto il Signore che, con la sua provvidenza, mi ha mandato nella vostra parrocchia. E poi dovete capire che non sono tanto padrone della lingua italiana.
Voglio ringraziare il nostro Vescovo Gianpiero, che mi ha inviato alla vostra parrocchia. Voglio ringraziare tutti i sacerdoti qui presenti che mi hanno accolto veramente con il cuore.
Voglio ringraziare la mia ex sindaca, Rossanna, e poi tutta l’amministrazione qui presente. Voglio ringraziare tutti i miei ex parrocchiani che sono venuti ad accompagnarmi in questa nuova parrocchia. Voglio ringraziare pure il Sindaco Lucciarini per le belle parole.
Sono molto contento che alla fine sono entrato in una parrocchia dove la Madonna di Fatima è Patrona. La Madonna di Fatima mi ha accompagnato tutta la vita. Allora, quando ero giovane, 30 anni fa, quando ero in pellegrinaggio, ero stato scelto per portare la statua della Madonna di Fatima che passava per tutta la Diocesi.
È venuta pure nella mia parrocchia. Questa è la prima presenza della Madonna nella mia vita. Poi, quando sono stato ordinato, sono andato a lavorare in un paese dove Lei desiderava tanto consacrare questo paese al suo cuore.
Era la Russia. Sono stato in Russia tre anni. Poi sono entrato in Italia.
Sono andato a trovarLa pure a Fatima. Ma alla fine, dopo diverse parrocchie in Italia sempre dedicate alla Madonna, sono entrato in una parrocchia dove lei è proprio Patrona. Questa è la provvidenza.
Grazie di nuovo a tutti. Poi, ci provo a ringraziare tutti di persona. In modo particolare voglio ringraziare Don Luis. Mi ha accolto veramente con il cuore aperto. Mi ha spiegato tutto preciso. Grazie a tutti”.
Dopo la Messa, tutti i fedeli presenti hanno vissuto un piacevole momento di convivialità, al quale hanno partecipato i sacerdoti convenuti e anche il vescovo Palmieri.
La dedica dell’intera comunità al suo nuovo parroco
Caro Don Leszek,
ti diamo il “benvenuto” nella nostra Comunità con un dono
che vuole rappresentare simbolicamente
ciò che ci auguriamo di poter realizzare insieme.
Il tempo, la conoscenza, la devozione, l’amore fraterno,
costituiscono fili del nostro presente e trame tessute nel nostro passato.
Diventano la nostra storia di Comunità
tramite gli intrecci e i nodi del nostro vivere quotidiano
che contribuiscono alla realizzazione del disegno di Dio.
Questo è un dono semplice ma colmo di significato:
un’immagine della Vergine in preghiera, ricamata filo dopo filo,
così come si costruisce una Comunità, con tanta pazienza, cura e dedizione.
In quei fili intrecciati ci siamo noi:
le nostre storie, le nostre fragilità, le nostre speranze.
Ogni punto è un volto, ogni filo è un percorso,
ogni intreccio è un legame che attende di incontrare
e di intrecciarsi con il tuo cammino.
Arrivi come pastore in una trama già avviata,
ma ogni tessuto vive davvero quando nuove mani ne continuano l’opera.
Siamo pronti a lasciarci guidare,
a intrecciare i nostri fili con il tuo ministero,
perché il disegno che il Signore ha pensato per questa Comunità
possa prendere forma, giorno dopo giorno.
Allo sguardo della Vergine in preghiera
affidiamo questo nuovo comune inizio:
che sia un tempo fecondo,
intessuto di ascolto, fiducia e fraternità.
Caro Don Leszek,
benvenuto in Valtesino, nella nostra Parrocchia,
e sotto la protezione di Maria, Madonna di Fatima,
nostra Patrona.