FOLIGNANO – «Carissimi, nel cammino di Quaresima di questa sera viviamo una statio, ovvero una pausa. In aggiunta a questo vivremo anche la liturgia penitenziale, affinché possiamo vivere questa fermata come un incontro con la Misericordia di Dio».
Con queste parole il vescovo Gianpiero Palmieri ha introdotto la celebrazione della Statio Quaresimale che si è tenuta, domenica 1 marzo, dalle 21:00, presso la chiesa di San Luca Evangelista a Villa Pigna.
La Statio è una tradizione che risale ai tempi di Roma: il vescovo di Roma era solito, in tempo di Quaresima, fare ogni giorno tappa in una chiesa di Roma dove, appunto, stazionare per celebrare il Santo protettore di quella chiesa ed ascoltare la parola di Dio.
La celebrazione della Statio è stata anche arricchita con una Liturgia penitenziale, resa possibile dalla presenza dei presbiteri della Vicaria del Marino del Tronto.
Il momento di raccoglimento è stato particolarmente intenso grazie ad una grande affluenza di fedeli e ad un preparatissimo coro diretto da don Francesco Fulvi, presbitero della chiesa di San Luca Evangelista.
Vescovo Palmieri: Accogliamo la Luce della Trasfigurazione
Terminate le Letture, il vescovo Palmieri inizia la sua omelia andando a commentare il Vangelo della Trasfigurazione: «L’umanità di Gesù, del Figlio di Dio fatto Uomo, doveva essere riempita di Spirito Santo. Le tappe della vita terrena di Gesù sono state colmate dalla presenza dello Spirito Santo: Maria si sente dire dall’Angelo che il bambino, che nascerà, è il Figlio di Dio, concepito tramite lo Spirito Santo. Quando è battezzato, Gesù è unto di Spirito Santo, il quale viene in Gesù affinché possa compiere la sua missione.
La terza tappa vede Gesù muoversi verso Gerusalemme: nel corso del cammino, Gesù smette di parlare alle genti, rivolgendosi soprattutto ai suoi discepoli. Nel percorso verso Gerusalemme, Gesù sale sul monte Tabor e lì riceve dal padre questo segno: la sua umanità piena di Luce, è la Luce dello Spirito Santo.
La Seconda Lettura di oggi diceva che la Grazia di Cristo, donata agli uomini, si è manifestata con la morte e Resurrezione di Gesù. Perciò la salita sul monte Tabor è una “anticipazione” della Resurrezione.
Il segno è importantissimo per Gesù: sta andando verso la Luce ed il Padre lo consola, lo conforta e, inoltre, lancia un messaggio ai discepoli lì presenti: “questo è il Figlio mio, l’amato, il mio compiacimento. Discepoli, ascoltatelo.” La Parola di Dio è fatta carne ed a Lui si aggiungono anche Elia e Mosè, i profeti e la Legge. Non ha più senso fare le tre capanne, il cammino ora è con Gesù, perché è lui che segue il nostro cammino e quello della Chiesa.
Noi, come fedeli, siamo chiamati a partecipare a questa Luce, presenza dello Spirito in noi, che diventa molto concreta: quante volte ci capita di essere presi da noi stessi? Il nostro viso si adombra, diventiamo scuri perché preda di sentimenti negativi. Non siamo più luminosi, non c’è più la pace di Dio, ma diventiamo oscuri nel profondo del cuore».
C’è spazio anche per una riflessione su San Francesco: ricorrono, infatti, 800 anni dalla sua morte; inoltre, Francesco ha sperimentato la Trasfigurazione. «La Trasfigurazione del suo corpo – dice il vescovo – è per Francesco un’esperienza concreta: è talmente innamorato del Signore che il suo corpo viene segnato da questo; infatti, le sue mani ed i suoi piedi sono feriti. Il corpo di Francesco e quello di Gesù diventano simili, un corpo solo.
Questo accade perché il cuore di Francesco è illuminato: nella sua preghiera, Francesco esorta Dio ad illuminare il suo cuore allontanandolo dalle tenebre ed è quello che chiediamo noi al Signore questa sera: offrirci la sua Luce».
Liturgia della Confessione sull’esempio di Francesco
L’omelia è conclusa con l’invito del vescovo a prendere parte al Sacramento della Confessione, un modo per avvicinarci all’esempio di Francesco e per vivere il periodo della Quaresima con animo luminoso e leggero.
In molti hanno preso parte al Sacramento, grazie alla presenza dei presbiteri della Vicaria del Marino del Tronto che si sono messi a disposizione. È stato un momento carico di significato e di benevolenza favorito anche dal coro che, nel frattempo, alternava canti a letture dei Salmi.
È stata una serata di grande spiritualità e partecipazione: l’augurio è quello di procedere insieme in questo cammino secondo gli esempi di Gesù e di Francesco








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