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FOTO L’ing. Alfredo Spinozzi si racconta: volontariato, rugby e il progetto di un nuovo studentato a San Benedetto

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mettere in rete solidarietà, impresa, sport e giovani: una sfida ambiziosa che l’Ing. Alfredo Spinozzi porta avanti alla guida dell’Associazione “Amici del Terzo Settore ODV”, che ha da poco inaugurato la sua nuova sede a San Benedetto del Tronto.

Ing. Spinozzi, da imprenditore, come si è avvicinato al Terzo Settore e come è nato questo impegno?
L’impegno è nato in modo molto naturale, semplicemente guardandomi intorno e osservando i bisogni delle persone e del territorio. All’inizio si è trattato di un coinvolgimento quasi “per amicizia”, poi, passo dopo passo, questo impegno è cresciuto fino a diventare totale. Oggi posso dire di essere tra le persone più attivamente coinvolte, almeno a livello locale, nel mondo del Terzo Settore.

Come si struttura concretamente l’attività dell’associazione?
L’associazione “Amici del Terzo Settore ODV” si propone di diventare un punto di raccordo per le altre realtà associative, offrendo sostegno a iniziative già esistenti e promuovendo nuove attività di sensibilizzazione, raccolta fondi e supporto diretto alle famiglie bisognose.

Ci siamo posti un obiettivo chiaro: fare da ponte tra imprese, fondazioni, organizzazioni e associazioni del territorio. Il Terzo Settore non è solo volontariato operativo, ma anche organizzazione, visione e coordinamento. Insieme agli amici dell’associazione ci siamo resi conto che questo ruolo mancava.

L’associazione, che nel 2026 compie 25 anni, nasceva come Associazione Amici del Banco Alimentare Marche Sud”. Dallo scorso anno, in linea con una naturale evoluzione e crescita, è diventata Associazione Amici del Terzo Settore ODV”.

In questi anni ci sono stati anche traguardi importanti.
Sì, abbiamo intercettato un bisogno nuovo e diverso. Durante la mia presidenza siamo riusciti a ottenere e inaugurare una nuova sede, un risultato costruito insieme a tutta la squadra. L’inaugurazione è avvenuta meno di un mese fa alla presenza del Vescovo Palmieri.

La sede è condivisa con il “Banco di Solidarietà Nazareno Pompei”, un’associazione a noi molto vicina. Avere una sede è stato fondamentale: è la base, il luogo in cui ci si incontra, ci si confronta e si costruisce comunità. È stato un momento davvero commovente.

Abbiamo anche realizzato il nuovo logo dell’associazione, che richiama in modo chiaro i valori del volontariato e del Terzo Settore.

Quali sono oggi le principali urgenze del territorio?
Qualche giorno fa il Vescovo Palmieri, attraverso la stampa, aveva richiamato l’attenzione del territorio sull’importanza di prendersi cura dei giovani, di fare rete e di rimettere i valori al centro della società.

Ecco, ciò che manca oggi sono proprio i valori. Il Terzo Settore e il volontariato sono, prima di tutto, espressione di valori. Il nostro impegno è quello di dare valore aggiunto a questa ricerca, contribuendo alla crescita culturale e sociale del territorio.

C’è un aneddoto significativo che racconta questa esperienza?
Sì. Appena eletto presidente, qualcuno mi disse: “Questa associazione va chiusa, questa esperienza è finita”.

Non era certo questa la premessa con cui avevo accettato l’incarico. Dopo 24 anni di presidenze, successi, sacrifici e lavoro, mi viene chiesto di chiudere l’associazione… e invece l’abbiamo rilanciata.

Grazie a persone come Francesco Galieni, Giselda Mancaniello, a tutti i volontari, ai benefattori e agli iscritti, ci stiamo riuscendo. Ci siamo organizzati meglio e abbiamo capito cosa mancava davvero: una casa, una sede, un punto di riferimento.

Come riesce a coniugare il ruolo di imprenditore con quello di promotore della solidarietà?
Per me è semplicissimo. Ho sempre creduto che l’azienda debba essere sul territorio e che il territorio debba riconoscersi nell’azienda. Si tratta di un modello di business basato sul radicamento, sulla responsabilità sociale e sulla creazione di valore condiviso.

Non puoi solo prendere: devi anche dare. È un legame non tanto geografico, quanto culturale e sociale. Quindi parliamo di un incontro naturale tra persone, imprese e realtà che vogliono lasciare un segno e creare un impatto positivo per l’intero indotto.

Guardando al futuro, quali sono le prossime iniziative?
Ora stiamo portando avanti un progetto molto ampio che unisce studio, lavoro, sport e solidarietà. In collaborazione con l’Unione Rugby San Benedetto stiamo presentando una domanda per uno studentato che non sarà solo a servizio degli studenti, ma anche della squadra di rugby e del mondo del lavoro. Questa iniziativa verrà realizzata con la partecipazione attiva degli ITS per creare un vero connubio tra studio e occupazione.

La nostra azienda, TMT Tanks & Trailers, il campo da rugby e la sede dell’associazione si trovano nel raggio di 500 metri. I progetti sono tanti: il tempo è l’unica cosa che non si può comprare, ma si può organizzare.

Le istituzioni vi supportano?
Sì, le istituzioni sono vicine. È chiaro che le richieste sono tante e la selezione è necessaria, ma i miei predecessori hanno costruito una grande credibilità e fiducia. Questo, unito alla nostra solidità aziendale e sportiva, ci permette di guardare lontano e di realizzare progetti importanti.

Un messaggio finale agli imprenditori che vogliono avvicinarsi al Terzo Settore?
Chiamateci. Il mio numero è 348 66 200 27. Vi spiego il progetto, vi invito a partecipare. Spesso un imprenditore ne coinvolge un altro, ed è così che si cresce.

Tra qualche giorno terremo l’incontro annuale con l’assemblea, accoglieremo i nuovi soci e approveremo il bilancio 2025 e parleremo dei tanti progetti da attuare nel 2026.

La sede dell’Associazione “Amici del Terzo Settore ODV” si trova a San Benedetto del Tronto, in via G. Gronchi 4.

Veniteci a trovare, le porte sono aperte.

Redazione: